Pesciatina e Garfagnana, un itinerario ferragostano con tanto di file gpx

Pesciatina e Garfagnana, un itinerario ferragostano con tanto di file gpx

In questo caldo Ferragosto siamo andati a fare un bel giro tra Pesciatina e Garfagnana, partendo da Pistoia e andando a cercare strade e waypoint con l’aiuto della MotoMappa. Se volete replicarlo vi regaliamo anche il file gpx.

La settimana prima di Ferragosto un amico ci chiede dritte per un giro in Garfagnana. Un po’ a memoria un po’ consultando la MotoMappa gli suggeriamo qualche meta imprescindibile, il risultato è che così come viene sete non appena si vede un bicchiere di acqua fresca, così ci viene voglia di Alpi Apuane non appena realizziamo che è tanto che non mettiamo le ruote su quelle strade. Così riapriamo la MotoMappa, facciamo un elenco di waypoint interessanti disseminati tra Pesciatina e Garfagnana, li cuciamo insieme a costruire un bell’itinerario, salviamo tutto sul cellulare, e andiamo a fare il pieno.

L’itinerario descritto nel testo. Il file gpx è scaricabile sulla nostra pagina Facebook (link a fondo pagina).

Da Pistoia verso la Svizzera Pesciatina

Decidiamo di partire da Pistoia andando a esplorare alcune strade indicate come panoramiche o da guidare, e a cercare qualche punto di interesse particolare. Il primo è la Fontana Campari in località Le Piastre, esempio di pubblicità anni ’30 abbinata a un’opera di pubblica utilità. In Italia ce ne sono altre due (a Chiusi della Verna e a Brunate), e l’abbiamo scelta non a caso: siamo lungo la bella strada che porta all’Abetone, frequentatissima dai motociclisti ma anche da famigliole di domenicali in cerca di frescura, prudenza.

Arrivati a Piteglio anziché proseguire verso nord giriamo a sinistra e torniamo verso sud imboccando la strada che attraversa quella che da queste parti chiamano la Svizzera Pesciatina, nome ispirato da uno storico d’oltralpe che in questi luoghi vide una certa affinità con i suoi abituali paesaggi alpini.

Detto papale papale noi la Svizzera ce la ricordiamo un tantino diversa ma non stiamo a sottilizzare, la strada è un bellissimo toboga che sale e scende attraversando borghi medievali letteralmente inzuppati nelle colline come frollini nel caffellatte, e avendo tempo potrebbe valere la pena fermarsi per visitarne almeno alcuni (sono dieci), tanto più che in ognuno si tiene la festa del paese con griglie già fumanti alle 10 del mattino.

Occhio che l’asfalto è un po’ così così, la carreggiata piuttosto stretta, e di questi tempi vanno di moda automobili larghe come container. Insomma, tenete bene la destra che un paio di volte stavamo per ritrovarci abbracciati a un cofano e i complimenti che abbiamo mandato ai tizi al volante devono averli sentiti per tutta la vallata.

Pesciatina e Garfagnana Franz
Borghi medievali immersi nel verde

La spettacolare quercia che ha ispirato il creatore di Pinocchio

A Pescia il nostro percorso lungo le strade di Pesciatina e Garfagnana prevedeva di risalire di nuovo verso nord passando da Collodi, ma sarà proprio Pinocchio a farci fare una deviazione di una decina di km in cerca della Quercia delle Streghe.

E’ un bellissimo enorme tentacolare albero, uno di quelli che ne deve aver viste di cose che noi umani, protagonista di mille leggende che potrebbe raccontarci storie fantastiche. I botanici ne valutano l’età a circa 600 (seicento) anni, cioè non so se mi spiego, sta lì dal millequattrocento, quasi millecinque. Ed è a uno dei suoi rami che Carlo Lorenzini fa impiccare l’ingenuo Pinocchio dal Gatto e la Volpe.

La Quercia delle Streghe, a pochi km da Collodi

 

Archeologia industriale tra Pesciatina e Garfagnana

Torniamo sui nostri passi lungo la stradina sterrata (ma percorribilissima anche con una Multistrada gommata stradale) e ci infiliamo sulla sp55 che da Pescia  sale verso il passo del Trebbio. Bellissima, tutta da godere in scioltezza con ampi curvoni e qualche tornante da sorriso a 32 denti, e costellata da… cartiere. Sì, proprio dove si produce la carta che da queste parti è stata un business trainante dell’economia locale. Adesso un po’ meno, molte sono abbandonate, e per quanto tristi conservano quel fascino inquietante ma bellissimo dell’archeologia industriale.

Pesciatina e Garfagnana cartiera
Una delle antiche cartiere dismesse

 

Automobilisti e strade strette

Bagni di Lucca, Chifenti, deviazioncina anda e rianda al Ponte della Maddalena che sarebbe un peccato non salutare, poi Gallicano e da lì a sinistra sulla sp39 che porta all’oasi di pace dell’Eremo di Calomini (e, particolare non da poco, all’adiacente Antica Trattoria dell’Eremita per una sosta tagliatelle).

Dopo un buon caffè ripartenza verso Vergemoli e la Grotta del Vento (che merita il viaggio con visita guidata) per chiudere l’anello e tornare verso Gallicano. Lasciate ogni velleità velocistica o voi che la imboccate: anche qui la strada è stretta e gli automobilisti pensano di essere a bordo di mezzi impalpabili. Dai e dai due si bocciano in un quasi frontale col risultato che la strada rimane bloccata per più di un’ora. Per fortuna solo danni materiali, ma davvero fate la massima attenzione.

Pesciatina e Garfagnana incidente
Occhi aperti e prudenza, che le strade sono strette e le automobili sono dure.

Il fascino particolare di una cava di marmo abbandonata

A strada riaperta ripartiamo in netto ritardo sulla tabella di marcia, nonostante in linea d’aria sia a un tiro di schioppo l’ultima meta del nostro giro dista ancora un bel po’ ma decidiamo di proseguire. Tornati sui nostri passi fino a Gallicano stavolta puntiamo verso Castelnuovo Garfagnana, e appena prima di entrare in paese svoltiamo a sinistra sulla sp13 che, con le vette delle Apuane che su un fondale che pare dipinto fanno il verso alle Dolomiti, ci porta a Isola Santa (nota di servizio: hanno riaperto il ristorante lungo la strada, prossimamente torneremo per un test).

Si prosegue in un ambiente di una bellezza surreale fino a che non ci fermiamo presso la Cava Henraux, suggestiva cava di marmo abbandonata da anni e adesso meta di writers e viandanti. Occhi aperti per assaporare la suggestione del luogo ma anche per guardare bene dove si mettono i piedi: non ci sono ringhiere o balaustre di sorta.
Ah, inutile stare a citare come viene chiamato il tunnel d’ingresso e perché.

Pesciatina e Garfagnana cava henraux ingresso

 

L’ultima meta prima di rientrare

Nella galleria del Cipollaio ci rinfreschiamo così come spiegato in un recente articolo, quindi scendiamo in picchiata con vista mare oltrepassando Levigliani, Retignano e Seravezza. A Pietrasanta ricominciamo a salire e arriviamo finalmente alla nostra meta principale, quella per cui siamo qui e che avevamo volutamente programmato per ultima. Il 12 agosto è l’anniversario dell’eccidio nazifascista a Sant’Anna di Stazzema ma abbiamo preferito andarci il giorno successivo per evitare le commemorazioni ufficiali e la presenza di ogni tipo di Autorità e Istituzioni.

Ci arriviamo mentre in lontananza il sole si è già coricato dietro il mare, il silenzio assoluto ci avvolge in un abbraccio stretto fino a far male, tanto violento quanto struggente, ogni nome inciso sulla pietra è una pugnalata al cuore.

Pesciatina e Garfagnana sacrario4
Sant’Anna di Stazzema: l’eccidio

 

Ripartiamo che ormai è buio, i riflessi dei fari negli occhi lucidi. Arriveremo a casa senza dire una sola altra parola.

 

Pesciatina e Garfagnana sacrario nomi1










Pesciatina e Garfagnana quercia delle streghe



 

Il file gpx del percorso, completamente su asfalto escluso poche centinaia di metri, è disponibile sulla nostra pagina Facebook cliccando qui.

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