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MotoTurismo

Umbria Raid Experience 2024

Abbiamo partecipato a Umbria Raid Experience, un bellissimo evento on-off road destinato a diventare un punto fermo nel panorama dell’adventouring. Studiavamo a scuola che l’Umbria, unica tra le regioni italiane, non ha sbocchi sul mare né confini di Stato. Sta lì in mezzo, piccolina, un po’ compressa, anzi diremmo incastonata. Proprio come una pietra preziosa. Far conoscere storia, cultura, paesaggi, borghi fermi nel tempo, perle nascoste, tutto un territorio da scoprire da un punto di vista privilegiato: la sella di una moto. Questo era il proposito dei ragazzi del motoclub Campello in Moto quando hanno messo in cantiere Umbria Raid Experience 2024. Obiettivo centrato in pieno!   Inserito nel programma Mototurismo della FMI, patrocinato dalla Regione Umbria e dai comuni di Campello sul Clitunno, Bevagna, Nocera Umbra, Montefalco e Spoleto, e in collaborazione con i partner tecnici Acerbis, Liqui Moly, Continental, PMJ e Garmin, Umbria Raid Experience 2024 prevedeva una bellissima area en plein air in località Pettino, a oltre 1000 metri di altitudine, dove poter formalizzare le iscrizioni, piazzare la tenda, mangiare prelibatezze locali, e ballare fino a sfinimento sulle note di caricatissimi animatori e DJ locali. L’indomani sarebbe stata tutta un’altra musica. Cala la sera sulla bellissima location in località Pettino, 1074 m. slm   To be ON or to be OFF, that is the question Due percorsi, il gettonatissimo Adventouring offroad (per un buon 80%) e il panoramicissimo Discovery su asfalto. Noi, forti di una moto, la Suzuki V-Strom 1050 DE, che ci consentiva entrambe le opzioni abbiamo scelto l’avventura e ci siamo tuffati senza remore tra sassi, boschi e sentieri. Scelta azzeccatissima! (poi ne parliamo…) Partenza, appena duecento metri, e poi subito giù per una pietraia che scendeva a valle. Così a freddo, l’incubo del diversamente manico, categoria alla quale apparteniamo. Dentro di noi affiora il dubbio che forse potevamo optare per la traccia che prevedeva varianti che bypassavano i tratti più difficili, ma A) che figura avremmo fatto, B) fare dietro front sarebbe stato un problema anche per Peterhansel, quindi tanto vale affinare la sensibilità sui freni, sulla gestione del peso, e lasciar scorrere la moto, che tanto è discesa e va da sola. La partenza   In foto la pendenza non rende, e nemmeno la difficoltà del sasso smosso (foto Massimo Amoroso)   Piano piano acquisiamo confidenza e cominciamo anche a divertirci, dopo 7 km di picchiata arriviamo in fondo, un po’ di asfalto defatigante, qualche sosta foto su panorami che riempiono l’anima, qualche bello sterratone da derapate (per quelli bravi dico), e qualche bellissimo passaggio in mezzo all’ombra di boschi verdi di un verde che solo in Umbria. Poi arriva un altro di quei tratti bypassabili ma che non abbiamo per niente voglia di bypassare, anzi: è ancora sasso smosso, questa volta in salita bella ripida e con qualche tornante al peperoncino. Rallentiamo appena, respirone, e forti dell’insegnamento del nostro vecchio amico Kiddo ci sincronizziamo coi battiti del cuore, via l’ansia, prima dentro e gas costante. Unico accorgimento: chi si ferma è perduto! Dentro la verde Umbria (foto Cromilla)     Una moto che in fuoristrada stupisce E scopriamo che come sempre il limite della moto è ben più avanti del nostro, ma scopriamo soprattutto che 1000 cc e 250 kg di motocicletta che avanzano non si fermano certo di fronte a dei sassi per quanto bastardi siano, basta avere fiducia, dare gas e cercare di indirizzarla senza troppe variazioni sul tema, che quella va su di motore bella stabile, oserei dire anche più dell’attempata monocilindrica austriaca con la quale siamo abituati a grufolare. Ok, in cima siamo un po’ in debito di ossigeno, ma ci diamo la mano da soli e facciamo pat pat sul cupolino. Fantastica moto (poi ne parliamo…). Sembriamo bravi! (grazie a Mattia Terrucidoro)   Il giro è lungo, dopo il ristoro a Nocera Umbra la stanchezza si fa sentire (un po’ è il caldo, un po’ la mancanza di allenamento, un po’ tanto è l’anagrafe), e decidiamo di tagliare parte del percorso per non rischiare cali di concentrazione su altri tratti che ci dicono abbastanza impegnativi. Così quando arriviamo al campo base siamo in anticipo e possiamo concentrarci su bruschette, salami, arrosticini, salsicce, e un vinello che lipperlì sembra che non arrivi ma che poi ti fa dimenticare che la sera a 1000 metri i termometri segnano temperature a una cifra. Organizzatori santi subito!   Day 2 Domenica mattina Umbria Raid Experience 2024 prevede altri 170 km, molti scorrevolissimi in quota, per la maggior parte polverosi  e/o su un terreno duro che la V-Strom assorbe senza batter ciglio, e per non farci mancare nulla pure un passaggio da lotta nel fango. Il tutto corredato dalla costante di panorami che ormai ci hanno conquistati e che ci ripromettiamo di tornare a vedere. Siamo partiti col borsone dei bagagli legati sulla sella, il ristoro a metà del giro è previsto a Montefalco, pochi km dalla superstrada che ci riporterà verso nord. Ci rifocilliamo, salutiamo, abbracciamo, ringraziamo, e puntiamo la prua verso casa. Un aggettivo per Umbria Raid Experience 2024 Volendo descrivere l’Umbria con un aggettivo diremmo che è… RUSTICA. Rustiche le pietre dei paesi arroccati sui monti, rustica la lingua che si parla da queste parti, rustico il luogo del ritrovo, rustico il cibo servito su rustiche tavole, rustici i percorsi che in alcuni punti richiedevano una certa perizia. E rustici, ma pieni di una passione contagiosa, sono Marco, Andrea, Fausto, Simonetta, Chiara, Ilaria e tutti i ragazzi, medici, staffette, accompagnatori, che hanno messo insieme questa riuscitissima prima edizione. E siccome siamo rustici anche noi, non possiamo che promuoverli a pieni voti con lode. Stiamo già aspettando la seconda. Monica Cromilla con la sindaca di Campello, parte dello staff e un infiltrato   La nostra moto: Suzuki V-Strom 1050 DE L’avevamo già usata in più di un’occasione nelle varie versioni, stavolta l’abbiamo portata, non senza qualche pensiero, su un terreno, il fuoristrada anche abbastanza impegnativo, che sulla carta poteva  non sembrare proprio congeniale. Sulla carta appunto. Perché invece… E’

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Le “piccole grandi” strade della Valsassina

Con la EsseEsse 9 di Energica, sulle strade della Valsassina, dove il gusto per le curve si mescola alla bellezza dei luoghi attraversati. A volte capita di imbattersi in strade magari poco conosciute ma che per le loro caratteristiche, per la guida piacevole che sanno offrire e per i panorami mozzafiato su cui si affacciano, strizzano l’occhio a percorsi molto più blasonati. Per esempio, la Provinciale 65, tortuosa via di collegamento fra il lago di Como e la Valsassina, grazie a un tracciato davvero avvincente, può fregiarsi del titolo di Scenic Route 65, con tanto di segnaletica nello stile tipico delle Scenic Route americane, appellativo che oltreoceano identifica le strade più belle e panoramiche. In fondo alla Valsassina invece troviamo il “piccolo Stelvio”, una serpentina d’asfalto che come il vero percorso del Passo Stelvio, tornante dopo tornante, si arrampica sul fianco della montagna offrendo scenari da vertigine. Le strade della Valsassina  fanno quindi la gioia di chi le percorre in moto, soprattutto se in sella a un’elettrica performante come la EsseEsse9, nostra compagna di viaggio in questo itinerario, che grazie a un motore potente, una coppia da paura e la maneggevolezza di una bicicletta, è in grado di far gustare ogni chilometro. Sulla Route 65 Per raggiungere la Route 65 percorriamo la sponda lariana del lago di Como sulla “vecchia” e piacevolissima litoranea, poi ci concediamo una breve sosta a Varenna, originario villaggio di pescatori e una delle cittadine più graziose di tutto il Lario. Il centro storico merita una passeggiata per osservare le variopinte case, strette intorno al porticciolo, e per salire sulla cima del promontorio dove spicca il Castello di Vezio, costruzione medievale ancora in ottimo stato di conservazione. Lasciata Varenna puntiamo decisi verso l’entroterra seguendo il “biscione” d’asfalto che si arrampica in direzione di Esino Lario. I bucolici paesaggi del lago lasciano via via il posto ad un ambiente più selvaggio, dove predominano la vegetazione e costoni di roccia nuda in cui è scavata la strada. Ecco che dopo pochi chilometri finalmente leggiamo l’indicazione: Scenic Route Sixty Five! La curiosità è forte. Certo, non siamo in Wyoming e neppure in Colorado, però la scritta è piuttosto intrigante. Allora via, siamo pronti a goderci questi ventisei chilometri, fatti di curve, di tornanti e di chicane che al divertimento di guida affiancano continui scorci panoramici. 26 chilometri di belle curve La prima parte si presenta come un lungo traverso scavato a mezza costa, stretto fra la roccia e la folta vegetazione che lascia solo intravedere il paesaggio circostante. Superato Esino Lario però saliamo più decisi, la sinfonia di curve aumenta, è il momento di dare sfogo al piacere di guida e complice anche lo scarso traffico ci divertiamo a disegnare le nostre traiettorie con andatura più allegra. La EsseEsse 9 è agile e scattante fra queste curve e per alcuni chilometri è puro divertimento di piega. Raggiunto il Passo Agueglio la strada si distende e il panorama si apre. Procediamo allora con calma, dosando al meglio un motore che per sua natura sa essere anche docilissimo, apprezzando il silenzio del viaggiare elettrico e lasciando che lo sguardo contempli gli scorci sul lago. Lo spettacolo più affascinante ci attende però poco oltre, quando raggiungiamo un piccolo balcone naturale dove è posta la lapide a ricordo di Pietro Pensa, il progettista di questa strada. Da quassù, soprattutto nelle giornate più limpide, la vista aerea sul lago è a dir poco eccezionale. Si scorge benissimo il promontorio di Bellagio e i due rami in cui il Lago di Como si divide, per poi insinuarsi, ognuno come una lingua luccicante, fra le montagne. Raggiunto Perledo lasciamo la Route 65 ed entriamo nel cuore della Valsassina che percorriamo interamente toccando altri luoghi interessanti. Come Cortabbio, antico centro minerario dove la Miniera Cortabbio-Primaluna, aperta alle visite turistiche, rimane una testimonianza ancora viva di questa attività. Presso la Miniera Cortabbio-Primaluna Archeologia industriale A Barzio spicca invece la ciminiera dell’antica Fornace, oggi ristrutturata in un interessante museo. Al suo interno sono illustrate le attività tradizionali della zona, come la produzione del formaggio e, nel passato, quella estrattiva delle miniere. L’estrazione del ferro, infatti, diede vita alla produzione artigianale di lame e coltelli che hanno reso la Valsassina un punto di riferimento internazionale per questo tipo di prodotto. Superato il Col Balisio, deviamo per Morterone, percorrendo la temeraria serpentina che si arrampica sugli scoscesi versanti e gli incombenti costoni calcarei del Monte Due Mani. Le curve e i tornanti si susseguono così serrati e ripidi da dare proprio l’impressione di trovarci su una sorta di “ piccolo Stelvio”. Saliamo rapidamente di quota e al termine di questo muraglione ci fermiamo, rapiti da una vista spettacolare che spazia lontana. Proseguendo per la Forcella di Olino la strada si srotola a mezzacosta fra torreggianti guglie di roccia, offrendoci ad ogni svolta un nuovo e suggestivo colpo d’occhio sul paesaggio. ev-chalet Il percorso termina a Morterone, che con i suoi 30 abitanti ha il primato del comune più piccolo d’Italia per popolazione e noi non potevamo che fermarci all’EV-Chalet. Struttura molto tecnologica e punto informativo turistico, realizzata da eV-Now! e dal Comune di Morterone, lo chalet completamente autonomo per l’energia, nasce come esempio di struttura “off-grid” e di produzione di energia rinnovabile al 100%, grazie alla generazione fotovoltaica e allo stoccaggio tramite batterie al litio. Fra le sue dotazioni c’è anche una bella colonnina per la ricarica in AC dei veicoli e così ecco che l’energia del sole entra direttamente nel nostro “serbatoio” in un passaggio che più green non potrebbe essere. Il tempo per un po’ di relax e un buon caffè e siamo pronti a ripartire. Sulla salita per Morterone La moto del viaggio sulle strade della Valsassina “Proudly Made in Modena”, come recita la targhetta sul telaio, la EsseEsse 9 di Energica è una moto che pur nascendo come naked ha dimostrato di essere adattissima anche all’utilizzo turistico. Merito soprattutto di un’azzeccata triangolazione fra busto, braccia e gambe che permette una postura di pieno controllo e al

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Ponza in Moto

L’isola laziale su due ruote. A Ponza in moto, con la propria o noleggiando uno scooter sul posto, per assaporare la bellezza allo stato puro. La prima domanda che si pone un motociclista è se vale la pena andare a Ponza in moto. La risposta non può che essere salomonica: va bene se la si inserisce all’interno di un viaggio, magari lungo costa, o percorrendo l’entroterra sulle statali, altrimenti, se si ha poco tempo, conviene affittare uno scooter sul posto. Ponza ha si e no una quindicina di chilometri di strade, con alcuni tratti di curve, anche belle, ma che di per sé non giustificano l’utilizzo di un veicolo né performante, né particolarmente attrezzato. Sempre con due ruote e con il vento in faccia, Ponza in moto, ma anche in scooter va bene Ponza fa parte di una manciata di perle disseminate al largo della costa laziale, non distante da quella campana. Anzi, senza far torto a nessuno, riteniamo che la cultura napoletana predomini nel forte accento partenopeo degli abitanti, nella calorosa accoglienza e nella splendida cucina. è di scena la natura… L’isola offe angoli spettacolari di costa, dove la violenza di remote eruzioni ha lasciato impervi roccioni. Poi, successive frane hanno creato variegate cromie che si tuffano in un mare dal blu intenso degli immediati baratri marini (qui si arriva a 3.800 metri di profondità), fino al turchese e al verde dei tratti meno profondi. Ponza è un’isola verde, tuttavia l’acqua dolce sull’isola scarseggia e deve essere approvvigionata con navi cisterna. Quasi una beffa per quella che fu per i gli antichi romani l’isola di rifornimento idrico, attrezzata con decine di cisterne colme di acqua piovana. Verrebbe da chiedersi come mai, al netto di una meteorologia senz’altro differente da quella di più di 2000 anni fa, alcune di queste non si possano proficuamente utilizzare. Una domanda non polemica, fatta da completi inesperti. Una delle più grandi, e ovviamente vuota, è possibile visitarla. Si tratta della cisterna romana della Dragonara, visitabile previo appuntamento al numero tel. 0771/80031. Qui si è al cospetto di una serie di sale che danno alla cisterna l’aspetto di una cattedrale ipogea. Scavata nel tufo fu impermeabilizzata utilizzando la tecnica, inventata dai romani, del cocciopesto. Ma la bellezza di Ponza splende indubbiamente sotto il sole, con le sue acque cristalline, le spiagge pittoresche e i paesaggi straordinari. Ecco una panoramica di alcune delle attrazioni principali alcune raggiungibili via terra, altre solo via mare. Quindi nella vostra pianificazione di una vacanza dovrete includere sicuramente anche una gita in barca. Spiagge e Calette Cala Feola: una caletta con piscine naturali formate dalla roccia vulcanica, perfetta per il nuoto e lo snorkeling.                                      Spiaggia di Chiaia di Luna: una delle spiagge più iconiche di Ponza, situata ai piedi di una scogliera bianca e accessibile solo in barca. Cala Felce: raggiungibile via mare o percorrendo il sentiero di Punta Incenso è un piccolo angolo di paradiso Cala dell’Acqua: nota per le sue acque cristalline e l’ambiente tranquillo. Spiaggia di Frontone: raggiungibile solo via mare, è un luogo popolare per rilassarsi e godersi il mare. Grotte e Formazioni Rocciose Grotte di Pilato: Antiche grotte romane scavate nella roccia, usate presumibilmente per l’allevamento delle murene. Arco Naturale: un’iconica formazione rocciosa a forma di arco alta 30 metri situata sulla costa dell’isola. Paesi e Villaggi Ponza Porto: il principale insediamento dell’isola, caratterizzato da case color pastello, strade strette e una vivace vita notturna. È il luogo ideale per passeggiare, fare shopping e cenare. Le Forna: una frazione tranquilla situata nella parte settentrionale dell’isola, ideale per chi cerca un po’ di pace e natura. Nei pressi diverse spiagge e calette. Con un piccolo sentiero si può raggiungere il Fortilizio Farnese e con un altro tra le case la Madonna di Le Forna. Inutile dire che da entrambi i luoghi si gode di un panorama magnifico. Borgo di Santa Maria: col suo piccolo porticciolo e una spiaggia di ciottoli dove sedersi a contemplare il panorama è uno dei luoghi più famosi di Ponza. Da qui si gode di una visuale esclusiva sul Porto Borbonico. Attività Nautiche Escursioni in barca: Molto popolari per esplorare le calette nascoste e le grotte marine. Molti operatori offrono tour dell’isola. Snorkeling e immersioni subacquee: Le acque intorno a Ponza sono perfette per queste attività grazie alla loro trasparenza e alla ricca vita marina. Un’altra delle esperienze da non perdere è una gita in barca verso l’isola di Palmarola. Qui le colorazioni e le formazioni rocciose offrono uno spettacolo per certi versi ancor più eclatante di quello delle coste ponzesi. Sentieri e Natura Sentiero del Monte Guardia: offre panorami spettacolari dell’isola e del mare circostante. È una delle escursioni più popolari per gli amanti del trekking. Giardino Botanico Ponziano: un giardino botanico che ospita una varietà di piante locali e mediterranee, ideale per una passeggiata rilassante. La visita va prenotata https://giardinobotanicoponza.it/prenota-visita-giardino-botanico/ Cultura e Tradizioni Feste e sagre locali: durante l’estate, Ponza ospita vari eventi culturali, feste religiose e sagre dove è possibile assaporare la cucina locale e partecipare alle tradizioni dell’isola. Ogni anno a Ponza si celebrano le seguenti ricorrenze: . Ultima domenica di febbraio: Festa di S. Silverio a Le Forna, con benedizione dei pescatori, processione e fuochi pirotecnici. . 18 marzo: Sagra delle Zeppole, serata musicale a S. Maria. . 19 marzo: Festa di San Giuseppe a S. Maria, con processione, concerto musicale e fuochi d’artificio. . Giorno di Pasqua: Sagra del Casatiello in Piazza Carlo Pisacane dalle 18:00, serata musicale. . Inizio giugno: Pellegrinaggio a Palmarola (data variabile) in onore di San Silverio. . 9 giugno alle 24:00: Arrivo dello stendardo di San Silverio da Palmarola, falò sulla spiaggia di S. Maria e processione fino alla chiesa madre. . 18-19 giugno: Serate musicali con vari concerti per i festeggiamenti di San Silverio. . 20 giugno: Festa patronale di San Silverio con messa solenne alle 10:30, processione via terra e mare

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TVS Motor Company Annuncia l’Arrivo in Italia

Moto, scooter, termici ed elettrici, ma anche E-Bike. TVS Motor Company, arriva sul mercato italiano con interessanti modelli. TVS Motor Company (TVSM), leader globale nel settore dei veicoli a 2 e 3 ruote, ha annunciato il suo arrivo ufficiale in Italia il 15 maggio 2024. L’azienda offrirà una selezione di moto e scooter, sia termici che elettrici, noti per la loro alta qualità e tecnologia avanzata. TVS Motor, che già commercializza i suoi prodotti in 80 Paesi, è il quarto produttore mondiale di 2 e 3 ruote e il terzo per capitalizzazione di mercato. La nuova filiale, TVS Motor Italia, sarà guidata dal Dr. Giovanni Notarbartolo di Furnari, che ha una vasta esperienza manageriale in aziende automobilistiche internazionali. Sharad Mohan Mishra, Presidente e Capo della Strategia di Gruppo di TVS Motor Company, ha sottolineato l’importanza strategica dell’ingresso in Italia, definendolo un passo cruciale per le ambizioni globali dell’azienda. Mishra ha evidenziato la cultura motociclistica italiana e l’adozione di soluzioni di trasporto avanzate come un terreno fertile per i prodotti TVS, invitando i consumatori italiani a partecipare ai test ride e open days. Il Dr. Giovanni Notarbartolo di Furnari ha espresso l’orgoglio per questa nuova avventura, sottolineando l’attenzione di TVS Motor sulla qualità del prodotto e la soddisfazione del cliente come pilastri fondamentali per il mercato italiano. A sinistra Sharad Mohan Mishra, Presidente, Head Group Strategy a destra Giovanni Furnari La Gamma Veicoli La serie TVS Apache 310: Disponibile nelle versioni RR e RTR, queste moto nascono dall’esperienza collaborativa con BMW, esemplificando i vantaggi di una partnership globale. L’interessante TVS Ronin 250: Una moto dallo stile retrò progettata per il motociclista new-age, che combina fascino, tecnologia ed esperienza di guida per chi ama distinguersi. La naked cittadina TVS Raider 125: Moto entry-level con una linea grintosa e uno stile distintivo, ideale per gli spostamenti quotidiani. TVS NTORQ 125: Scooter di fascia media con prestazioni superiori, supportato dal rinomato pedigree TVS Racing. TVS Jupiter 125: Scooter elegante e moderno, perfetto per il commuting urbano. Lo scooter elettrico TVS iQube S: all’avanguardia nella mobilità elettrica, che guida il cambiamento verso un futuro sostenibile. TVS X (L3e): Scooter elettrico connesso più avanzato al mondo, con un design sorprendente e prestazioni ineguagliabili, definendo una nuova categoria nel segmento degli scooter elettrici. Gamma e-Bike: Include le linee Cilo, EGO Movement, Simpel ed EBCO, offrendo una varietà di mountain bike e city bike per soddisfare le esigenze di mobilità urbana e di vita all’aperto. Raider 125 Cos’è TVS Motor Company TVS Motor Company è un produttore di veicoli a due e tre ruote con una forte presenza globale e un impegno verso la mobilità sostenibile. L’azienda possiede quattro siti produttivi all’avanguardia in India, Indonesia e UK. TVS Motor è rinomata per i suoi prodotti di alta qualità e per l’innovazione nei processi produttivi, ed è l’unica azienda di due ruote ad aver vinto il Premio Deming per l’eccellenza nella Gestione Totale della Qualità. Con Norton Motorcycles e Swiss E-Mobility Group (SEMG) tra i suoi marchi, TVS continua a offrire un’esperienza di brand superiore in tutti i Paesi in cui opera. Altre info: www.tvsmotor.com www.tvsmotor-italia.com L’articolo TVS Motor Company Annuncia l’Arrivo in Italia sembra essere il primo su Moto On The Road | viaggi in moto, avventure in moto, turismo in moto.

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Valtrebbia Food & Ride Moto Experience

Un tour di due giorni andata e ritorno dalle colline di Piacenza fino al lungomare di Recco e viceversa, attraverso la Valtrebbia, Val d’Aveto e Val Nure. Curve, paesaggi, e soste mirate a valorizzare e far conoscere le eccellenze di questi territori. Prendete il Consorzio Tutela Salumi Piacentini DOP. Unitelo con un’ideale linea geografica e gastronomica al Consorzio Focaccia di Recco col Formaggio IGP. Fatevi condurre lungo le strade che uniscono Piacenza a Recco da Alessandro Tramelli (Motorbike Event Tour) avendo a disposizione una Yamaha T700. Shakerate il tutto, aggiungete un meteo che a dispetto delle premesse ha offerto due splendide giornate, e otterrete Valtrebbia Food & Ride Moto Experience, un bellissimo evento andato in scena gli scorsi 17 e 18 maggio. Noi di Moto-OnTheRoad c’eravamo, e ve lo raccontiamo. La partenza da piazza Cavalli a Piacenza (foto Thomas Maccabelli) Si fa presto a dire pane e salame! Scortati dalla Municipale partiamo dalla centralissima piazza Cavalli a Piacenza. La prima sosta è presso il Salumificio Grossetti in località Stra’ di Pianello, dove il titolare sig. Antonio ci guida alla scoperta dei segreti dei tre salumi DOP piacentini: la coppa, la pancetta e il salame. Disciplinari stringenti su cui vigila il Consorzio, la scelta accurata della carne e del periodo di macellazione, la lavorazione aiutata dalla tecnologia attuale ma dove la manualità e il sapere del norcino rivestono ancora il ruolo determinante. Quindi la visita a una specie di paradiso in terra dove avviene la stagionatura dei prodotti, ed è un peccato che le foto non possano restituire gli odori, i profumi, la fragranza. Poteva infine mancare la degustazione? No di certo! E sarà la prima di una lunga serie di questo Valtrebbia Food & Ride Moto Experience. Peccato non si sentano i profumi Curve & Panorami Si riparte lungo strade secondarie che ci portano prima sul panoramicissimo Passo Caldarola, poi giù verso Brodo lungo uno stradello un tempo sterrato e oggi quasi completamente asfaltato, quindi ci ricongiungiamo alla statale 45 che ci porta fino a Bobbio. Lì visitiamo la bella Abbazia benedettina dedicata a San Colombano all’interno della quale sono stati scoperti dei mosaici risalenti al XII secolo, in cui tra le varie raffigurazioni più o meno allegoriche si possono vedere scene agresti dedicate allo scorrere delle stagioni, e in cui nel mese di dicembre sono rappresentati l’allevamento la macellazione e la lavorazione delle carni del maiale. Dietro ogni fetta c’è una storia antichissima! I mosaici nella cripta dell’Abbazia di San Colombano a Bobbio Sosta pranzo all’Albergo Ristorante Piacentino, curve fino alla sosta caffè in quel di Ottone, controcurve fino a Bargagli, deviazione per Lumarzo prima e Uscio poi, altri toboga tutti da guidare, e infine relax vista mare su Recco dove ci aspetta Daniela del Consorzio Focaccia di Recco per l’altra metà del Valtrebbia Food & Ride Moto Experience. (foto Thomas Maccabelli) Connubio perfetto La cena da Manuelina e il pranzo dell’indomani da O’ Vittorio, due locali storici della Liguria, sono un tripudio di sapori, gioia per tutti e cinque i sensi. Mani che impastano, tirano, stendono, pestano, cuciono, tagliano, qui il connubio Piacenza-Recco – Salumi-Focaccia raggiunge il suo culmine, e non c’è tecnologia che possa sostituire la passione e l’esperienza che si tramanda da generazioni. Cinque ingredienti per la focaccia (acqua, farina, sale, olio, crescenza), sette per il pesto (aglio, pinoli, basilico, sale grosso, grana, pecorino, olio), nessun segreto o ricette custodite nei caveau. Ovunque potrete mangiare un’ottima focaccia al formaggio, ma la vera Focaccia di Recco col Formaggio IGP la potete gustare solo qui! Se poi l’accompagnate con due fette di saporitissima coppa piacentina, o di sottilissima pancetta piacentina, o di profumatissimo salame piacentino, ecco che alzarsi da tavola sarà impresa non banale. I sette ingredienti del pesto Focaccia & Salumi: what else? E’ ora di rientrare Sabato mattina ci trasferiamo in battello a Camogli, piccolo gioiello che nulla ha da invidiare alle Cinque Terre. Il tempo di una breve visita e rientriamo a Recco per l’ultimo pranzo, sempre a base di Focaccia & Salumi, chevvelodicoaffare. Quindi si parte per l’ultima tappa del Valtrebbia Food & Ride Moto Experience, quella che attraverso la Val d’Aveto e la Val Nure ci riporterà a Piacenza. Bellissima la strada fino a S. Stefano d’Aveto, decisamente disastrata la discesa dal Passo del Tomarlo, dove la stanchezza e il ripresentarsi di un antico problema alla mano della frizione ci ha imposto di rallentare drasticamente l’andatura (grazie all’amico Diego Sgorbati che in coda al gruppo ci ha scortati con pazienza) fino a che non abbiamo recuperato pianura, rotonde e stradoni. (foto Thomas Maccabelli) La moto del tour Per i due giorni del tour Alessandro Tramelli ci ha messo a disposizione le Yamaha Tenéré 700 della sua scuola di enduro. Che dire, se è una delle moto più gettonate del momento un motivo ci sarà. E infatti: eccola qua la moto polivalente per eccellenza! Quella che puoi caricarci due bagagli, affrontare un trasferimento veloce di 2/300 km, e una volta sul posto infilarti per stradelli e sentieri offroad dove l’unico limite non è quello della moto ma il tuo. Alta e impettita sulle prime sembra non concedere tanta confidenza, il baricentro pare altino e complici le gomme tassellate nuove di pacca ancora coi pirulini servono diversi chilometri prima di cominciare a darsi del tu. Ci prendiamo il dovuto tempo e piano piano diventa semplice e intuitiva, la posizione di guida è ottima, la sella consente di spostarsi più avanti o più indietro a seconda delle esigenze, il peso è ben gestibile anche nella guida in piedi, ed è un bel divertimento pennellare le curve contando su una trazione mai brusca e sulla giusta dose di cavalli. E’ alta, e anche con le nostre lunghe leve ci siamo trovati a faticare più del previsto nelle manovre da fermo, e come accennato abbiamo avuto qualche problema sullo sconnesso, forse dovuto anche a una taratura delle sospensioni non ottimale per noi. Per contro nel breve tratto di sterrato ci siamo divertiti un sacco, e ora ci

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Umbria Raid Experience: appuntamento da non perdere!

Luoghi e paesaggi fuori delle rotte comuni, storia arte e cultura, le montagne e le valli dell’Umbria. Non vediamo l’ora di andare a scoprirle! Dopo l’inciampo dello scorso anno, quando il passaggio del Giro d’Italia li costrinse a un incolpevole dietro front, i ragazzi del Motoclub Campello in Moto si sono rimboccati le maniche e per il weekend 14-16 Giugno prossimi hanno confezionato un imperdibile appuntamento: Umbria Raid Experience. Evento non competitivo inserito nel calendario Moto Turismo Adventouring, è aperto a maxi enduro e specialistiche (purché oltre 150 kg di peso), e prevede anche una sezione Vintage Heroes aperta alla partecipazione di moto iscritte al registro storico FMI o comunque ultratrentenni. Ci si ritrova venerdi 14 nella suggestiva località di Pettino, nel cuore dell’appennino umbro a 1074 metri s.l.m. (ricordiamoci di portare una felpa), dopodiché all’indomani si può scegliere quale dei due percorsi seguire: quello stradale di 370 km alla scoperta dei castelli e dei borghi meno conosciuti dell’appennino umbro, oppure quello di 350 km spalmati in due giorni su strade a fondo naturale per una full immersion nei paesaggi di questa meravigliosa regione. Gomme lisce o tassellate? This is the question… Finita qui? Neanche per sogno! Umbria Raid Experience è legato a doppio filo col 5° Motoraduno Sorgenti del Clitunno, i cui partecipanti si uniranno al sabato sera e potranno godere di una session DJ set con musica dalle 20 fino alle… boh! E per chi al tunz tunz preferisce i suoni della natura, ecco che non può mancare la possibilità della classica Tendata con la luna e le stelle a illuminare la notte dopo aver condiviso la serata intorno a un fuoco. E vuoi che qualcuno non si porti dietro una chitarra? Noi di Moto-OnTheRoad ci saremo, se volete esserci anche voi non avete che da cliccare sul link qui sotto per tutte le informazioni del caso. Umbria Raid Experience  L’articolo Umbria Raid Experience: appuntamento da non perdere! sembra essere il primo su Moto On The Road | viaggi in moto, avventure in moto, turismo in moto.

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Rider Days 2024 a Pescara

Dal 24 al 26 maggio 2024 l’evento che vuole lanciare l’Abruzzo come meta ideale per il mototurismo. Rider Days si annuncia veramente interessante Rider Days è il nome dell’evento che consegna definitivamente all’Abruzzo il titolo di destinazione motociclistica ideale per il mototurismo. Una regione in cui non manca nulla, dalle alte quote del Gran Sasso e della Majella, fino alle colline costellate di boschi, vigneti e oliveti e poi ancora verso il mare con i suoi splendidi trabocchi. Una regione satura di belle curve, che in moto sono la gioia di ogni appassionato. Rider Days sarà quindi una vera e propria festa del motociclismo che si terrà a Pescara dal 24 al 26 maggio 2024 e che ambisce a divenire la manifestazione di riferimento nazionale dei bikers di ogni genere, ma soprattutto mototuristi. Diverse le manifestazioni che animeranno la kermesse: esibizioni, talk-show, street-food, temporary shop, test ride, stand di importanti marchi. Ci saranno Dunlop, Rev’it, Alpinestars e Motoairbag, Nolan, Duell, Halvarssons, Hona, BMW e tanti altri, ma soprattutto ci sarà la possibilità di partecipare a stupendi tour. Questi itinerari in moto saranno organizzati dai club locali in collaborazione con la Federazione Motociclistica Italiana per far assaggiare al motociclista cosa il territorio abruzzese è in grado di offrire. Dopo il boom ottenuto nel settore del cicloturismo con la stupenda Ciclovia della Costa dei Trabocchi, l’Abruzzo vuole replicare sempre nel mondo delle 2 ruote, ma a motore, rivolgendosi ad un’utenza che è sempre stata la benvenuta in questo territorio. Il turismo al centro di Rider Days 2024 Come detto i numeri ci sono tutti: paesaggi mozzafiato, mete turistiche di ogni genere, strutture ricettive, mare, montagna, altipiani e tanta, tanta natura incontaminata che varia in continuazione passando in pochi chilometri da marittima a quella montana. E poi una costa di 132 km ricca di spiagge di ogni tipo e ben 3 parchi Nazionali, all’interno dei quali si snodano strade tortuose, ma scorrevoli che invitano ad una guida possibilmente rilassata per gustare la bellezza del luogo. Noi di Moto On The Road amiamo l’Abruzzo e con le nostre moto l’abbiamo percorso in lungo e in largo a partire dai percorsi off-road che ci hanno regalato paesaggi da film western sui lunghissimi rettilinei degli altopiani più belli d’Europa. Ma la vera vocazione del mototurismo abruzzese è quella della scoperta di mete ancora sconosciute al turismo di massa, il contatto con la popolazione locale e con un’enogastronomia distante anni luce – in termini positivi ovviamente – dalla ristorazione frettolosa dei fast food. Qui i prodotti sono genuini, a volte veramente unici, e la loro elaborazione è frutto di una saggezza antica. Ma tornando al Rider Days, dobbiamo rimarcare la buona collaborazione fra diverse istituzioni. Fra queste: Aps TerraMatria, Regione Abruzzo, Camera di Commercio Chieti-Pescara, Camera di Commercio Gran Sasso d’Italia, Porto Turistico Marina di Pescara, Comune di Pescara e Coni-Comitato regionale Abruzzo. Ne abbiamo saggiato il potenziale turistico Come precedentemente detto, ci saranno vari tour organizzati in collaborazione con i motoclub abruzzesi e la FMI Abruzzo e noi ne abbiamo assaggiato uno di presentazione, un mix di quelli che verranno proposti.  Abbiamo percorso una parte di un tragitto di costa ed una parte di uno montano arrivando fino a quota 1930 mt s.l.m. del Rifugio Pomilio sulla Majella. In questo tour siamo stati accompagnati dai rappresentanti dei Motoclub e Associazioni locali, che hanno dimostrato grandissimo entusiasmo per questa iniziativa che promuove le bellezze di una regione che per molti è ancora poco conosciuta. In questo tour abbiamo goduto di una caratteristica che pochi luoghi possono vantare e cioè la possibilità di passare da una calda e soleggiata partenza dalle spiagge pescaresi ad una innevata escursione ad alta quota nel giro di pochissimi chilometri, attraversando borghi caratteristici come Casoli, Guardiagrele e Pretoro. Sicuramente parteciperemo a questa grande festa approfittando anche dell’occasione di provare le ultime novità Honda e BMW e visitare il Legend Garage dove verranno esposte moto storiche e d’epoca. Ma soprattutto vogliamo essere parte di un evento da far crescere per promuovere quel nostro centro sud, così ricco di elementi ideali per il mototurismo, che può essere un’opportunità di crescita per territori spesso dimenticati. Noi saremo quindi presenti a Rider Days, e voi? Altre info: www.riderdays.it Testo a cura di Andrea D’Addario L’articolo Rider Days 2024 a Pescara sembra essere il primo su Moto On The Road | viaggi in moto, avventure in moto, turismo in moto.

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Gamma NIU 2024, con due nuovi modelli

Hanno la giusta grinta per la giungla cittadina, ma non solo. La gamma NIU 2024, propone una variegata serie di modelli. Ne abbiamo provati alcuni! Parlare di veicoli elettrici ai motociclisti non è facile, diciamola tutta, una certa diffidenza esiste e sarà difficile superarla. Un secolo di sensazioni, odori, suoni, che sono sedimentati nella nostra memoria personale e collettiva sono e saranno un muro con il quale i produttori di moto elettriche dovranno scontrarsi per molto tempo. Tuttavia, se affrontiamo la questione in maniera utilitaristica, ci sono ampi margini di accettazione anche per i duri e puri del motociclismo. La gamma NIU 2024 nasce per venire incontro alle crescenti esigenze di mobilità sostenibile e all’evoluzione del settore dei veicoli elettrici a due ruote. Con l’introduzione dei modelli XQi3 e RQi, NIU vuole essere uno dei principali attori nel mercato globale dei veicoli elettrici. Dalla presentazione a EICMA, questi due modelli incarnano l’impegno costante dell’azienda verso l’innovazione e la sostenibilità. Sia la XQi3, definita come una “Dirt Bike elettrica”, che la RQi, descritta come una “moto elettrica ad alte prestazioni”, offrono soluzioni versatili e all’avanguardia per una vasta gamma di potenziali clienti. Come sono e come vanno i nuovi modelli della Gamma NIU 2024 La RQi è una motocicletta urbana progettata per fornire prestazioni interessanti senza compromessi sulla sostenibilità. Con una velocità massima di 110 km/h e una potenza nominale di 18.000 W, la RQi offre una buona esperienza di guida. Le doppie batterie rimovibili da 72 V 36 Ah garantiscono un’autonomia sufficiente in ambito urbano, mentre il sistema di frenata con ABS assicura una sicurezza ottimale in tutte le condizioni. Ciò che distingue ulteriormente la RQi è la sua dotazione tecnologica avanzata. Dotata di un sistema di controllo della trazione integrato, telecamere anteriori e posteriori e un sofisticato sistema di rilevamento degli impatti, questa moto si posiziona al vertice della categoria in termini di sicurezza e funzionalità. Inoltre, la connettività Bluetooth, il tracciamento GPS e gli aggiornamenti via etere rendono la RQi non solo una moto elettrica, ma anche un dispositivo intelligente e connesso. Noi l’abbiamo trovata esteticamente bella, con quel suo design spigoloso ed essenziale. Nella guida dimostra una buona stabilità e precisione, e la progressione del propulsore è impressionante. La XQi3 solletica l’avventura di brevi escursioni off road. Omologata per l’uso su strada e fuoristrada, questa dirt bike elettrica è progettata per esplorare terreni accidentati con ottimi risultati. La potente batteria agli ioni di litio da 72 V 32 Ah, la XQi3 offre prestazioni eccezionali in qualsiasi ambiente, mentre le sue sospensioni all’avanguardia e i freni premium garantiscono un controllo superiore e una guida fluida su qualsiasi terreno. Nell’off road si dimostra agile e ben gestibile, soprattutto calzando pneumatici tassellati, che però sull’asfalto ovviamente tolgono feeling e comfort. Da sapere su NIU In qualità di leader mondiale nella produzione di veicoli elettrici a due ruote, NIU si impegna a ridefinire la mobilità urbana e a migliorare la qualità della vita. Presente in oltre 50 paesi e quotata al Nasdaq, NIU ha superato la cifra di 3.000.000 di veicoli elettrici venduti in tutto il mondo sin dal lancio del suo primo ciclomotore elettrico nel 2015. La gamma dei suoi prodotti comprende motociclette, ciclomotori, biciclette e monopattini elettrici. Fin ad agosto 2023, gli utenti fedeli e i fan di NIU hanno percorso complessivamente più di 12 miliardi di miglia (corrispondenti a 20 miliardi di chilometri) in tutto il mondo. Per ulteriori informazioni sull’azienda, è possibile visitare il sito www.niu.com       L’articolo Gamma NIU 2024, con due nuovi modelli sembra essere il primo su Moto On The Road | viaggi in moto, avventure in moto, turismo in moto.

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Melegnano la porta di Milano che regala scorci ed emozioni

Provenendo da sud l’ultimo casello della A1 è quello che rende Melegnano la porta di Milano. Ne abbiamo scoperto bellezze e particolarità. Non si trova esattamente a sud del capoluogo regionale della Lombardia, ma è posta sulla storica strada di comunicazione via Emilia che rende Melegnano la porta di Milano a tutti gli effetti. Melegnano ha una storia che si dipana attraverso i secoli. Le sue radici affondano nell’epoca dei galli e dei Romani, con tracce tangibili di insediamenti antichi che si rivelano in reperti archeologici. Nel Medioevo, il borgo fu teatro di scontri tra le potenze locali e l’impero, mentre nel Rinascimento fu al centro di eventi determinanti, come la celebre battaglia che influenzò le sorti della guerra in Italia e in Europa. Il fiume Lambro dopo aver attraversato la Brianza e Milano, a Melegnano trova nuovo vigore Il Castello Visconteo e gli altri monumenti Dal punto di vista turistico, Melegnano offre una varietà di attrazioni che catturano l’attenzione dei visitatori. Il suo gioiello storico è il Castello Visconteo, imponente fortezza che testimonia il suo passato feudale e che ancora oggi si erge con maestosità nel centro della città. Peccato sia in gran parte in stato di abbandono ed è auspicabile in futuro si provveda al recupero di un monumento straordinariamente bello e importante. Accanto al castello la Chiesa di San Pietro s’innalza come un simbolo di fede e di cultura, con le sue ricche decorazioni e il suo valore storico-artistico. Il Castello Visconteo di Melegnano Il centro storico di Melegnano è un labirinto di viuzze ricche di scorci suggestivi che conservano a tratti il fascino dell’antica architettura medievale. Tra le sue strade si celano piccoli tesori, come antiche fontane, palazzi nobiliari e caratteristici negozi artigianali, che invitano a una piacevole passeggiata e qualche acquisto. Una scoperta tra le botteghe artigianali Tra le botteghe artigianali ne abbiamo scoperta una molto interessante che si trova nella parte industriale dell’antico opificio della Broggi Izar: Artemisia Design. Questa boutique artigianale realizza borse di diverse fogge utilizzando vele marine in disuso e destinate al macero. La bellezza di questi oggetti è innegabile, ed ogni borsa è praticamente un oggetto unico, colorato, impermeabile, eco-sostenibile ma soprattutto bello. Non ultimo aspetto è il fascino intrinseco di questi allegri tessuti che hanno imbrigliato il vento, come se avessero la brezza marina nelle loro fibre. La proprietaria ed ideatrice, Paola Spatari, supportata da un amorevole nucleo familiare a qualche collaboratore progetta e produce in questo suggestivo angolo di Melegnano, in un contesto di recupero architettonico che ha elementi di pregio, anche solo per l’affaccio sul ponte sul fiume Lambro che qui appare ben più imponente dei tratti  più a nord. Un’area destinata a diventare polo culturale L’area dell’antico opificio della Broggi Izar – testimonianza della Melegnano operaia del Novecento – sta diventando un interessante polo culturale. Dominato dalla ciminiera e dalla vecchia centrale elettrica, è l’ultimo lascito di un’impresa attiva fino agli anni ’90. L’amministrazione comunale punta a trasformarlo in luogo per convegni, mostre e altre attività culturali. Si prevedono eventi estivi anche nella vicina piazzetta per animare il quartiere. Un piano lega l’opificio al Castello Visconteo , promettendo una rinascita decisiva nel 2024 con il coinvolgimento del Politenico di Milano e finanziamenti pubblici. Melegnano si presenta dunque come piccola meta inaspettatamente interessante. Tra le cose da non perdere ci sono anche le manifestazioni  che animano le piazze del centro storico, con il suo connubio di storia millenaria, sviluppo industriale e ricchezza culturale. Melegnano si conferma come una meta ideale per chi desidera scoprire il fascino nascosto e autentico della Lombardia, anche solo per una gita fuori-porta. “Melegnano la porta di Milano” i nostri consigli Pizzeria 081 Leggi la nostra recensione Via Clateo Castellini, 31 Melegnano (MI) tel. 3755388889 www.081pizzeria.it Artemisia Design Via F.lli Scholl 12 Melegnano (MI) tel: 375 5633666 – 338 6013648 www.artemisiadesign.net (portale in allestimento) artemisiadesign2018@gmail.com L’articolo Melegnano la porta di Milano che regala scorci ed emozioni sembra essere il primo su Moto On The Road | viaggi in moto, avventure in moto, turismo in moto.

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Pizzeria 081, Melegnano chiama, Napoli risponde

Nel centro storico di Melegnano si trova la Pizzeria 081, pizza tradizionale che guarda alla creatività, con grande competenza Non avevamo capito subito si trattasse del un riferimento telefonico, poi la spiegazione di Francesco: “Pizzeria 081 è riferita al prefisso di Napoli”. Francesco è il titolare, assieme al fratello Davide, di questo bel locale nel cuore storico di Melegnano, cittadina che abbiamo recentemente scoperto con gran sorpresa. (il nostro reportage) Melegnano è luogo degno di una visita, perché inaspettatamente ricca di storia, bellezza e anche vivacemente attiva dal punto di vista culturale. Francesco grazie al diploma di cuoco e alla lunga attività di ristorazione  ha, come dicevamo, assieme al fratello Luca, aperto da 7 anni questo locale che è un vero e proprio riferimento a Melegnano per gli amanti del piatto più famoso al mondo, appunto la pizza. In realtà abbiamo notato che nella cittadina lombarda la pizza napoletana è ben apprezzata e non mancano i locali concorrenti, ma alla Pizzeria 081 si pratica l’eccellenza di questo prodotto. Partendo dalle pizze tradizionali, prima di tutto la Pizza Margherita, questa è prodotta con farine scelte, lunga lievitazione (24/36 ore) pomodoro San Marzano DOP e mozzarella fior di latte di Agerola. Ora senza farla troppo lunga sul perché i prodotti caseari dei Monti Lattari siano tra i migliori al mondo (dovremmo narrarvi del Generale Avitabile, la militanza tra le truppe britanniche in Afganistan, le mucche della Razza Jersey donate dalla corona, che incrociate con quelle locali diedero vita alla razza Agerolese…) possiamo affermare con certezza che si tratta di prodotti di assoluta eccellenza. Una “semplice” Margherita, quindi non è più tanto banale, ma rende onore alla vera tradizione napoletana. Pizzeria 081, poche cose, ma buone Il menu della pizzeria non è di quelli enciclopedici, una dozzina di pizze in totale, come si addice a una ristorazione attenta fatta di scelte di qualità. Tra le classiche, la Marinara che utilizza le celebri Alici di Cetara, altra eccellenza gastronomica campana. Dicevamo delle capacità professionali di Francesco e Luca, che propongono accostamenti che risultano talvolta familiari talvolta stupefacenti alle papille. Pur non essendo appassionati di grandi variazioni sulle pizze, abbiamo apprezzato quanto proposto. È il caso della Pizza Amatriciana, con pomodoro San Marzano, mozzarella di Agerola, guanciale, pecorino romano e pepe. O la Nerano, che con crema di zucchine, provolone del Monaco (altra straordinaria eccellenza), parmigiano e zucchine fritte, ripropone i sapori dei celebri spaghetti del golfo di Nerano. Ma anche la Pistacchio e Murtadel: con fior di latte agerolese, mortadella di produzione artigianale, pistacchio e pepe. Insomma, alla Pizzeria 081 non si assemblano semplicemente dei componenti buttati a caso, ma si ricerca il miglior sposalizio di sapori. Il resto del menù Oltre alle pizze al forno ci sono le pizze fritte, tipiche della tradizione napoletana. Tra le bevande le birre artigianali e i vini con una cerca preferenza per quelli campani, dalla Falanghina al Fiano, con qualche divagazione – soprattutto nelle bollicine – in altre regioni italiane. I dolci vanno dalla tradizione napoletana, fino a ottime interpretazioni di famose proposte per golosi, sempre con un occhio all’estetica dei piatti. A proposito di estetica il locale ha un arredamento minimalista ma ben elaborato, pochi elementi, una certa eleganza, che lo distinguono da subito dalle pizzerie di estrazione casereccia. Caratteristica che si riverbera poi nella lettura del menù. I prezzi? Le pizze vanno dai 7 euro della Margherita (davvero un buon prezzo considerati gli ingredienti di valore), fino a un massimo di 16 euro (la maggior parte sono attorno ai 10 €), con un coperto di € 2,50. Un ottimo rapporto qualità prezzo. Pizzeria 081 Via Clateo Castellini, 31 20077 Melegnano MI tel. 375.538.8889 www.081pizzeria.it L’articolo Pizzeria 081, Melegnano chiama, Napoli risponde sembra essere il primo su Moto On The Road | viaggi in moto, avventure in moto, turismo in moto.

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“Formare per Crescere”: la pizza si impara a farla a scuola

Si è svolto presso il Parco Archeologico di Pompei il convegno “Formare per Crescere”  per integrare la figura del pizzaiolo nei programmi didattici degli istituti alberghieri Si sarebbe potuto chiamare  “Infornare per Crescere”, alludendo alla lievitazione del prodotto gastronomico più famoso e diffuso al mondo. Invece la cultura della pizza ha trovato un ponte lungo lo stivale tra Ferrara e Pompei con l’evento “Formare per Crescere”. Si perché anche se questo prodotto è tra i più genuini, la sua corretta elaborazione e realizzazione richiede un’attenta formazione. E’ stato quindi organizzata da Molini Pivetti e Iannucci Academy,  questa manifestazione che ha sancito un protocollo d’intesa firmato tra le città di Ferrara e Pompei, che mira a valorizzare il settore della pizza artigianale e a promuovere l’istruzione e la formazione dei giovani nel campo della preparazione della pizza. Il convegno ha avuto un’ampia partecipazione di autorità locali, rappresentanti aziendali e esperti del settore, tutti concordi sull’importanza di dare riconoscimento ufficiale alla figura del pizzaiolo e di inserire corsi specifici nei programmi scolastici alberghieri. Questo impegno congiunto tra Ferrara e Pompei ha sottolineato la sinergia tra tradizione e innovazione nel settore culinario, evidenziando il ruolo cruciale della pizza come patrimonio culturale italiano. La pizza deve essere fatta a regola d’arte Durante “Formare per Crescere” sono stati affrontati diversi temi, tra cui l’importanza di un approccio bilanciato nella preparazione delle pizze, con particolare attenzione alla scelta e alla dosatura degli ingredienti per garantire la qualità e la salubrità del prodotto finale. Inoltre, sono stati discussi gli aspetti nutrizionali della pizza e l’importanza di favorire un’alimentazione sana e equilibrata, anche attraverso la promozione della Dieta Mediterranea. I relatori hanno evidenziato anche l’importanza dell’istruzione e della formazione professionale nel settore della pizza, sottolineando la necessità di corsi specifici per i pizzaioli che combinino conoscenze pratiche e scientifiche sulla lavorazione della farina e delle tecniche di impasto. Questo approccio mira a formare professionisti altamente qualificati e consapevoli, in grado di preservare e promuovere l’autenticità e la qualità della pizza italiana. Vincenzo Iannucci, Ambassador di Molini Pivetti, per l’arte della Pizza Napoletana Pizza, numeri impressionanti Infine, il convegno ha messo in luce il ruolo chiave delle istituzioni nel sostenere l’industria della pizza come motore di sviluppo economico del Paese. Con oltre 130.000 imprese coinvolte nel settore, 100.000 addetti a tempo pieno e un fatturato annuo di 15 miliardi di euro, il business della pizza rappresenta uno dei settori più attivi dell’economia italiana, con un impatto significativo sul turismo e sull’occupazione. In conclusione, il convegno “Formare per Crescere” ha fornito un importante contributo alla promozione e alla valorizzazione della pizza artigianale italiana, evidenziando l’importanza della formazione professionale, della ricerca dell’eccellenza e del rispetto delle tradizioni culinarie nel settore della ristorazione. Un momento del convegno “Formare per Crescere” L’articolo “Formare per Crescere”: la pizza si impara a farla a scuola sembra essere il primo su Moto On The Road | viaggi in moto, avventure in moto, turismo in moto.

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Cilento Felix: Benvenuti al Sud, nella Campania da scoprire

Un evento per pochi motociclisti, un’esperienza per farsi coccolare da un territorio meraviglioso, questo è Cilento Felix Nel cuore della Campania, tra le pieghe segrete del Parco Nazionale del Cilento, l’occasione per conoscere alcune chicche tra natura e storia di una zona tutta da scoprire. Cilento Felix è un’occasione straordinaria per immergersi in un territorio che custodisce segreti antichi e paesaggi mozzafiato. Dai valichi dell’Appennino fino alle rive del mare, partendo dal Vallo di Diano, un altopiano che sembra custodire segreti antichi e moderni. Qui, tra curve mozzafiato e panorami incantevoli, si cela la promessa di un’avventura indimenticabile. Il viaggio è un caleidoscopio di emozioni: antichi templi greci si ergono intatti, monasteri dichiarati patrimonio UNESCO sussurrano storie millenarie e grotte nascoste promettono avventure in barca. Ma non è solo la storia a sedurre i sensi. La gastronomia del Sud, con i suoi piatti saporiti e le mozzarelle di bufala, è una festa per il palato, un inno alla tradizione e alla convivialità. E così, nell’abbraccio di colori e profumi, si svolgerà un evento unico, pensato per pochi eletti motociclisti gaudenti. Se state leggendo queste righe, avete l’occasione di partecipare a una nuova avventura di “Eroici In Moto”: il lancio dell’Edizione Zero di Cilento Felix. Organizzato dalle menti che hanno creato il celebre Furbinentreffen, il primo treffen italiano e raduno invernale più longevo, questo evento è imperdibile. Il Programma di Cilento Felix: Venerdì 14 giugno Il viaggio inizia con un’esperienza unica ed emozionante a Padula, dove il museo dell’eroe italoamericano Joe Petrosino svela le gesta di un uomo coraggioso. La cena, imbandita con le prelibatezze del Cilento, è un viaggio culinario attraverso i sapori del Sud. I vicoli del borgo e le sue vedute verso la vallata, accompagneranno il tramonto dei giorni più lunghi dell’anno. Sabato 15 Dopo una colazione rigenerante, il gruppo parte alla scoperta della costa cilentana. Lungo il percorso, ci si fermerà per un caffè con vista panoramica e più avanti per una degustazione di mozzarelle di bufala appena prodotte. Il passaggio presso i templi di Paestum è un tuffo i una storia plurimillenaria, mentre la degustazione di Cuoppo di Paranza a Marina di Castellabate è un assaggio di autenticità marina. Il giorno si conclude con un apericena nella maestosa Certosa di Padula, un monumento patrimonio mondiale UNESCO. Domenica 16 Dopo colazione, il gruppo si dirige verso Pertosa per esplorarne le misteriose grotte, con una prima parte a bordo di un barcone. Il brunch nel Vallo di Diano è l’ultimo saluto a questa terra generosa prima del rientro alle proprie destinazioni. Per garantire un’esperienza senza pari, la partecipazione è limitata e su prenotazione. Segui le istruzioni per assicurarti un posto in questa avventura straordinaria. Ci vediamo sulle strade del Cilento!   L’articolo Cilento Felix: Benvenuti al Sud, nella Campania da scoprire sembra essere il primo su Moto On The Road | viaggi in moto, avventure in moto, turismo in moto.

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Musica e birra, tra le nuove eccellenze svizzere

Al lungo elenco di eccellenze svizzere, ci sono da annoverare anche i birrifici e gli eventi musicali di alto livello Eccellenze svizzere: la Birra artigianale La Svizzera è diventata uno dei maggiori protagonisti del sempre più ampio panorama della birra artigianale in Europa, grazie a un numero senza precedenti di birrifici e microbirrifici. Il loro numero complessivo è salito in modo esponenziale, passando dai 32 del 1990 (un anno prima dello scioglimento del cartello della birra) ai 1132 di fine 2019. (Fonte: House of Switzerland). In memoria del riformatore, i Fratelli Papinot producono birra artigianale a Carouge, vicino a Ginevra, con il marchio Calvinus dal 1999. Tuttavia, il processo di concentrazione nell’industria della birra era già in atto da tempo: negli anni ‘70 gli accordi tra i birrifici erano all’ordine del giorno. Tuttavia, il cartello della birra gli impose di vendere la birra Anker di Frenkendorf, che era stata servita in precedenza in questo locale. Il 25 aprile al Museo dell’Antichità di Basilea si potrà degustare la Tut-Anch-Ueli, prodotta per la prima volta in occasione della mostra Tutankhamon, tenutasi al Museo di Antichità nel 2004, secondo una ricetta egiziana di 4500 anni fa. Negli ultimi anni la passione è esplosa a tal punto che si contano circa 200 tra birrifici e microbirrifici registrati nel Cantone di Berna. Non c’è quindi da stupirsi se la birra artigianale prodotta localmente è parte integrante della capitale come il luppolo lo è del malto!   Eccellenze svizzere: la musica Che sia classica, pop, rock o blues la musica riveste un ruolo importante nell’offerta turistica delle città svizzere sia per gli eventi di richiamo internazionale sia per l’architettura delle sale concerto di recente apertura o per il legame della Svizzera con alcuni artisti che qui hanno vissuto o tratto ispirazione. La varietà culturale caratterizza da sempre la Svizzera grazie alla posizione geografica, in mezzo all’Europa, alla sua storia e al pluralismo linguistico che hanno favorito gli scambi e le contaminazioni. Anche l’offerta nel campo della musica e della danza contribuisce a rendere la Svizzera una meta vivace e attrattiva per un pubblico eterogeneo. Un tripudio di eventi La Svizzera trabocca di eventi e presenta a livello europeo addirittura la maggior densità di festival open-air e rassegne musicali, fra cui il Paleo Festival di Nyon, il Gurtenfestival di Berna, l’OpenAir San Gallo o il leggendario Montreux Jazz Festival. Amico personale del fondatore Claude Nobs è stato uno dei protagonisti del Montreux Jazz Festival di cui ha disegnato anche la locandina nel 1995. «Smoke on the water», il mitico pezzo dei Deep Purple, riassume da solo la straordinaria avventura che ha trasformato per sempre una piccola stazione di villeggiatura nel ritrovo estivo delle più grandi leggende della musica come Ella Fitzgerald, Santana, Aretha Franklin o Miles Davis. Talmente è significativa la sua produzione che l’archivio digitale del Festival – con le registrazioni dei concerti – sviluppato dal Politecnico federale di Losanna è diventato dal 2013 patrimonio immateriale Unesco. Il sassofonista zurighese Bruno Spoerri, campionato dal rapper Jay-Z, dopo una carriera nel jazz fonda il Centro Svizzero per la musica Computerizzata nel 1985 – più tardi confluito nell’Institute for Computer Music and Sound Technology quando ancora questo genere non era stato sdoganato. Le sale da concerto Fra le sale concerto di recente costruzione meritano una menzione il Centro Cultura e Congressi (KKL) a Lucerna, disegnato da Jean Nouvel, e lo Stadtcasino di Basilea ampliato e rinnovato dal duo Herzog & de Meuron in cima alle classifiche per l’acustica. Lo spirito del CERN (Centro Europeo per la ricerca nucleare) è, infatti, fin dalla sua fondazione nel 1954 quello della condivisione della conoscenza e della collaborazione fra le nazioni dopo gli anni bui della Seconda Guerra Mondiale. La Alte Reithalle (l’antico maneggio) ha aperto nel 2021 ed è il nuovo punto di riferimento di Aarau nel mondo del teatro e dei concerti. Gli spettacoli e i concerti sono organizzati e coordinati dal centro multidisciplinare Bühne Aarau.  Lugano sa deliziare chi la visita con una grande varietà di arte e cultura, da ammirare in istituzioni come il centro culturale Lugano Arte e Cultura (LAC) o il Museo d’arte della Svizzera italiana (MASI Lugano). altre info su www.myswitzerland.com L’articolo Musica e birra, tra le nuove eccellenze svizzere sembra essere il primo su Moto On The Road | viaggi in moto, avventure in moto, turismo in moto.

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Push the Limit: Harley-Davidson Racing su YouTube

La spettacolare serie in sei episodi dal titolo “Push the Limit: Harley-Davidson Racing”,  racconta del MotoAmerica King of the Baggers 2023 Harley-Davidson ha annunciato il debutto su YouTube della seconda stagione di “Push the Limit: Harley-Davidson Racing”, una docuserie che segue l’Harley-Davidson Factory Race Team e altri piloti nella stagione 2023 della serie MotoAmerica Mission King of the Baggers. La serie offre uno sguardo dietro le quinte delle gare, mostrando l’impegno dei piloti e dei team nel raggiungere la vittoria. Saranno pubblicati sei episodi, con uno nuovo ogni settimana, in anteprima sull’App Harley-Davidson e successivamente su YouTube. La serie segue campioni come Kyle Wyman, Hayden Gillim, James Rispoli e altri durante le gare della categoria King of the Baggers, che vedono sfide tra moto da turismo americane V-Twin preparate per le competizioni. La stagione 2024 vedrà la categoria estendersi a 18 gare, con il supporto di sponsor come Mission Foods, Rockford Fosgate, Brembo, Öhlins, Protolabs, SYN3 e Screamin’ Eagle. il poster di Push the Limit: Harley-Davidson Racing Calendario della stagione 2024 MotoAmerica Mission King Of The Baggers (Due gare ogni fine settimana) 12-13 aprile: Circuito delle Americhe – AusOn, Texas (Red Bull Grand Prix of The Americas) 19-21 aprile: Michelin Raceway Road Atlanta – Braselton, Ga. 31 maggio-2 giugno: Road America – Elkhart Lake, Wis. 14-16 giugno: Brainerd InternaOonal Raceway – Brainerd, Minn. 12-14 luglio: WeatherTech Raceway Laguna Seca – Monterey, California. 16-18 agosto: Mid-Ohio Sports Car Course – Lexington, Ohio 13-15 settembre: Circuito delle Americhe – AusOn, Texas 27-29 settembre: New Jersey Motorsports Park – Millville, N.J. L’articolo Push the Limit: Harley-Davidson Racing su YouTube sembra essere il primo su Moto On The Road | viaggi in moto, avventure in moto, turismo in moto.

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Scorpion Exo-230, la prova on the road

Test sul campo del casco Scorpion Exo-230, ottima scusa per fare un bel giro fuori porta sulle colline casentinesi (con tanto di file gpx che trovate alla fine della prova). Chi l’ha detto che per divertirsi in moto (o per essere considerati motociclisti) si debba per forza andare a consumar saponette sui passi governando mandrie di cavalli agghindati come valentinirossi de noantri? Noi no di certo! Vuoi per scelte filosofiche, vuoi per circostanze anagrafiche, da un po’ di tempo ci piace gironzolare alla ricerca di bei posti e belle strade da assaporare con la dovuta calma. Se poi abbiamo anche l’occasione di mettere alla prova il nuovo casco open face Scorpion EXO-230 ecco che abbiamo la scusa giusta per un giretto fuori porta. Estetica e protettività: what else?   Un mezzo davvero polivalente Il mezzo che abbiamo scelto è quello strano ibrido tra moto e scooter che è l’X-ADV della Honda. Motivo di scherno da parte degli amici ogni volta che ci vedono arrivare agli appuntamenti a bordo di ‘sto plasticone (sì, lo chiamiamo affettuosamente così), è comunque un bicilindrico da 750cc, e ha 6 marce da snocciolare con quel ganzissimo sistema automatico o sequenziale che su un mezzo del genere è di una comodità unica. Certo, poi a dispetto della plastica pesa come una betoniera, di conseguenza ha sospensioni che in due con qualche bagaglio sono decisamente sottodimensionate, e freni che mostrano i loro limiti. La reattività non è il suo forte e molti utenti chiedono una trentina di cavalli in più, secondo noi servirebbero una trentina di kg in meno, fatto sta che lo usiamo sia per andare a farci la spesa, sia per spostarci per un fine settimana al mare, sia per andarci a spasso come in questo caso. E fa il suo sporco lavoro anche nei trasferimenti autostradali o su stradelli diversamente asfaltati. Piazza B. Tanucci nel centro di Stia, famosa location de Il Ciclone   Polivalente anche il casco Giacca imbottita con protezioni d’ordinanza, jeans tecnici, e ci infiliamo in testa il casco Scorpion EXO-230. Già al tatto la sensazione è di un prodotto bello tosto, per essere un open face il peso non è banale. La vestibilità è buona, ci accorgiamo subito che in questo caso la nostra abituale taglia M calza leggermente più stretta del solito, ma la razionalità degli interni fa sì che risulti assolutamente stabile e comodo anche dopo un’intera giornata che lo abbiamo indosso praticamente ininterrottamente. Eventuali occhiali da vista si infilano senza intoppi tra i guanciali (peraltro facilmente removibili in caso di emergenza), e allacciamo facilmente il cinturino con regolazione micrometrica. Ci sarebbe anche la possibilità del sistema pinlock, ma non ci serve. Possiamo partire. Su per la via Vecchia Fiesolana   Belle strade e luoghi iconici Partiamo da Pontassieve (pochi km da Firenze) e imbocchiamo la SS67. In località Contea resistiamo alla tentazione di proseguire dritto verso Dicomano e il mitico passo del Muraglione, e voltiamo a destra per imboccare l’altrettanto mitica Londa-Stia. E’ una bellissima strada, meno estrema e più dolce, curve belle aperte e buona visibilità. Abbassiamo la visiera dello Scorpion EXO-230 (ottimi e solidi i sistemi di scorrimento e di posizionamento in alto e in basso), e vista la bella giornata di sole abbassiamo anche il visierino scuro. Nessuna distorsione di immagine. 50 cavalli posson bastare   Saliamo su per il valico di Croce a Mori ad andatura dondolamento tra le curve, il livello di rumorosità del casco è decisamente basso, considerandone la tipologia. La visibilità, anche laterale, è altrettanto ottima, e la visiera che si abbassa fin quasi sotto il mento garantisce una buona protettività da eventuali insetti indesiderati. Plasticone in azione sullo sterratone   Scendiamo fino a Stia, scattiamo le foto di rito nell’iconica piazza resa celebre dal film Il Ciclone, facciamo due passi fino al Parco della Rana, uno dei pochi luoghi in cui ancora si può fare il bagno in Arno (che lì è poco più di un torrente, e per chi avesse voglia di trekking la sorgente sul monte Falterona è giusto lì vicino), e ripartiamo verso la bellissimissima Pieve di Romena con adiacente omonimo castello (o quel che ne resta). Quindi con lo Scorpion Exo-230 ben allacciato, luci accese, e prudenza sempre andiamo su per il passo della Consuma, altra bellissima strada di pieghe e panorami. Svalicato si svolta a sinistra per i boschi di Vallombrosa, e poi (occhio al gpx) si prende una bellissima sterrata molto scorrevole e alla portata di qualsiasi plasticone, che passando vicino all’albero più alto d’Italia porta fino all’eremo di Campiglioni. Da lì ci sono varie alternative, noi, un po’ in ritardo sulla tabella di marcia, abbiamo scelto di risalire verso Ferrano per ricongiungerci alla statale che infine ci ha riportato a Pontassieve. La bellissima Pieve di Romena   Comodo e bello Ci fermiamo, ci togliamo il casco, nessun segno, nessun indolenzimento, confort al top, siamo pienamente soddisfatti della scelta che ci conferma la validità dei prodotti Scorpion (sullo scaffale di casa abbiamo anche il modulare Exo-3000). A bocce ferme lo guardiamo: certo non è un integrale, ma per un uso in città o poco fuori può essere una scelta vincente. Ben rifinito, sagomato in maniera accattivante, e last but not least in questa colorazione rosso-nero-bianco con inserti in simil carbonio è proprio bello, altroché! Info tecniche e disponibilità colori sul sito ufficiale Il file gpx del giro è disponibile cliccando qui E se vien fame? Un piatto di tagliatelle al ragù di cinghiale al ristorante Da Filetto nella piazza di Stia, oppure una schiacciata con affettati e formaggi allo chalet sul passo della Consuma. Come si sul dire si casca sempre in piedi.   Sotto quella cascata si può ancora fare il bagno in Arno   L’articolo Scorpion Exo-230, la prova on the road sembra essere il primo su Moto On The Road | viaggi in moto, avventure in moto, turismo in moto.

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Harley-Davidson Icons ed Enthusiast 2024

Saranno presenti in anteprima alla Daytona Bike Week fino al 9 marzo le Harley-Davidson Icons ed Enthusiast 2024 Le Harley-Davidson Icons Motorcycle Collection ed Enthusiast Motorcycle Collection –  entrambe in edizione limitata –  presentano di serie esclusive colorazioni, grafiche personalizzate e speciali tecniche di finitura. Entrambe le collezioni saranno esposte dal fino al 9 marzo durante la Daytona Bike Week presso l’Harley-Davidson Event Display Area della Daytona International Speedway. Il modello Icons si ispira alle moto protagoniste del film di prossima uscita The Bikeriders, che segue la crescita di un club di motociclisti del Midwest, vista attraverso le vite dei suoi membri. L’uscita del film nelle sale cinematografiche degli Stati Uniti è prevista nell’estate 2024. Enthusiast Harley-Davidson Icons Motorcycle Collection: Hydra-Glide Revival Model Il modello 2024 Hydra-Glide Revival, quarto esemplare della Harley-Davidson Icons Motorcycle Collection, celebra il 75° anniversario dell’introduzione, nel 1949, della sospensione anteriore telescopica Hydra-Glide per i modelli Harley-Davidson E e F. Quando furono introdotti i modelli dotati di Hydra-Glide, la guida di una motocicletta Harley-Davidson FL era il modo più emozionante per molti americani di esplorare il paese sulla nuova rete di autostrade. I proprietari di un modello Hydra-Glide Revival 2024 possono percorrere la propria strada verso la libertà e l’avventura su una moto ispirata a quest’epoca storica, godendo al contempo di tutti i comfort e le caratteristiche di una moderna motocicletta Harley-Davidson. La Icons Motorcycle Collection è un programma annuale che prevede il lancio in edizione limitata di un nuovo modello che offre una nuova interpretazione di una moto iconica Harley-Davidson. Ogni modello è numerato singolarmente e prodotto un’unica volta. La produzione globale del modello Hydra-Glide Revival non supererà le 1.750 unità.     Caratteristiche stilistiche esclusive Il modello Hydra-Glide Revival è impreziosito da una vernice personalizzata Redline Red con banda Birch White ai lati del serbatoio, lo stesso design dei modelli del 1956. I dettagli includono gli stemmi cromati “Harley-Davidson V” sul serbatoio, ispirati a quelli del 1955-56, e gli stemmi con la scritta “Hydra-Glide” sui lati del parafango anteriore. Il numero di serie “Hydra-Glide Revival” sulla piastra del manubrio e la grafica Icons Motorcycle Collection sul parafango posteriore identificano questo modello in tiratura limitata. Ulteriori caratteristiche stlistiche includono la grafica della strumentazione ispirata a quella del tachimetro del 1954-55. Il parabrezza rimovibile bicolore alto 21 pollici (53,3 cm) ha la porzione inferiore in tinta con la colorazione Redline Red. La copertura cromata del filtro dell’aria e i cerchi in acciaio cromato completano il look nostalgico. Il parafango anteriore e posteriore, il paramotore, i coperchi delle forcelle, il gruppo motore e lo scarico hanno una finitura cromata lucida. La sella è rifinita con un bordo in pelle decorato e sfrangiato, con cuciture bianche e rosse a contrasto e da una staffa cromata per un look retro.  Le borse in pelle e vinile sono impreziosite da borchie cromate e frange in pelle, cuciture bianche e rosse a contrasto. Le due borse sono resistenti all’acqua, hanno la serratura per garantire la sicurezza e sono dotate di un interno rigido per mantenere la loro forma stagione dopo stagione. Look Nostalgico, Prestazioni Moderne La moto è dotata di un motore Milwaukee-Eight 114 V-Twin con contralbero di bilanciamento, messo a punto con un filtro dell’aria Screamin’ Eagle High-Flow per erogare una grande potenza. Il telaio Softail ospita la sospensione posteriore, un monoammortizzatore regolabile soXo la sella, per una maggiore stabilità in curva e il massimo comfort di guida, pur conservando il classico profilo da hardtail. Il cruise control elettronico mantiene una velocità costante per garantire il maggior comfort nelle lunghe percorrenze. Il faro e le luci ausiliarie a LED forniscono un’illuminazione eccellente. Il sistema frenante antibloccaggio (ABS) di serie offre un controllo ottimale in ogni condizione di guida. Tobacco Fade Enthusiast Motorcycle Collection Il groove del rock ‘n roll e quello del bicilindrico a V scatenano gli animi dei motociclisL Harley. La collezione 2024 Tobacco Fade Enthusiast Motorcycle celebra l’esplosione di energia che si sprigiona dalla musica dal vivo nel locale all’angolo, durante un raduno motociclistico o sul palco dell’Harley-Davidson HomecomingTM FesLval. La verniciatura e le grafiche Tobacco Fade, ispirate alla classica finitura in legno sunburst vista per la prima volta su chitarre, bassi e batterie rock and roll degli anni ’60, rendono questa moto speciale per gli appassionaL di musica. I modelli della Enthusiast Motorcycle Collection celebrano i riders Harley-Davidson e si ispirano alle loro storie e alla loro leggenda. Questa collezione di moto Harley-Davidson è disponibile in serie limitata – non più di 2.000 esemplari per modello – su una selezione di tre modelli. Il trattamento di verniciatura Tobacco Fade viene applicato da Harley-Davidson utilizzando strumenti di precisione all’avanguardia, progettati per eseguire gli incredibili dettagli sfumati. Un raffinato pinstripe color caramello accentua la tonalità del rivestimento in oro metallizzato che si trova appena al di là della sfumatura sunburst. Il decoro del serbatoio si ispira alla forma e ai solchi di un disco in vinile, mentre la grafica sul parafango anteriore a forma di plettro di chitarra, ispirata ai loghi di gruppi e strumenti rock, si rifà direttamente ai dettagli del decoro del serbatoio. La collezione Tobacco Fade Enthusiast si compone di: Low Rider ST Allacciate le cinture e correte verso il confine. Il modello Harley-Davidson Low Rider ST è una moto sport-touring americana V-Twin per i motociclisti che amano lo stile semplice e pulito della West Coast e desiderano le prestazioni straordinarie del propulsore Milwaukee-Eight 117 V-Twin. Il modello Low Rider ST connette questi motociclisti con il puro spirito Harley-Davidson. Le caratteristiche meccaniche sono le stesse del modello 2024 Low Rider ST Ultra Limited Sperimentate le prestazioni da turismo premium senza compromessi su una moto da viaggio a lungo raggio. Carenatura batwing in stile classico, audio con 4 altoparlanti, portapacchi Tour-Pak, massimo comfort per pilota e passeggero. Le caratteristiche meccaniche non variano rispetto al modello 2024 Ultra Limited. Tri Glide Ultra Un trike da turismo a lungo raggio che vi invita ad andare lontano con tuXa la coppia, lo stile, l’infotrattainment di qualità superiore e lo

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Insta360 Ace e Ace Pro compatibili con i migliori interfoni

Le due videocamere grandangolari all’avanguardia – Insta360 Ace e Insta360 Ace Pro – sono compatibili  con gli interfoni Sena, Cardo e non solo Progettate per stupire, per la qualità di ripresa, Insta360 Ace e la versione premium Insta360 Ace Pro, sono progettate in collaborazione con un brand mitico per la fotografia: Leica. I sensori rispettivamente da 1/2” e 1/1,3″ offrono prestazioni davvero superiori ed oltre alla ripresa video in 4K a 120fps (e foto da 48MP), integra la modalità PureVideo, per riprese straordinarie anche in condizioni di scarsa luminosità. Insta360 Ace, invece, è l’opzione più accessibile, con un sensore più piccolo da 1/2″ (48MP) che offre riprese video in 6K. Entrambe le videocamere sono ricche di funzioni di ripresa uniche e intelligenti. Elementi pratici come il touchscreen orientabile da 2,4″ ideale per il vlogging, offrono un’eccellente flessibilità creativa. Sono disponibili poi funzioni innovative come la possibilità di mettere in pausa o annullare una registrazione, il controllo vocale e dei gesti, oltre al nuovo Assistente IA, che migliorano ulteriormente l’esperienza di ripresa e di editing. Dice “JK Liu”, CEO di Insta360 “Con Insta360 Ace e Ace Pro, stiamo riformulando il modo di riprendere l’azione in un modo ancora più smart, rendendolo disponibile a tutti gli amanti dell’avventura a livello globale”, afferma JK Liu, CEO di Insta360. “Stiamo facendo passi da gigante nel campo dell’intelligenza artificiale, e questo ci ha permesso di introdurre nuove funzionalità che, a nostro avviso, non solo rendono più semplice il processo di creazione dei video per tutti gli utenti, ma sbloccano modi completamente nuovi di effettuare le riprese.” Insta360 Ace Pro sarà disponibile a breve presso i migliori rivenditori di prodotti Insta360 in Italia, su insta360.nital.it e su insta360.com. Insta Ace invece sarà disponibile in esclusiva su insta360.com. Insta360 Ace Pro Immagini imbattibili, sia di giorno che di notte. Come fattore determinante per la qualità dell’immagine di una videocamera, il sensore premium da 1/1.3″ della Ace Pro la pone direttamente al primo posto tra le sue concorrenti. Cattura una quantità maggiore di luce e offre una gamma dinamica nettamente migliorata, rendendola capace di prestazioni di alto livello anche in scenari di azioni in rapido movimento o in condizioni di scarsa luminosità. E non è tutto, Ace Pro è stata progettata in collaborazione con Leica, apportando tutta la loro esperienza nel design ottico e nell’imaging per la creazione di questo fantastico dispositivo. Costruita su queste premesse incredibili, Ace Pro raggiunge risultati impressionanti. Tanto per cominciare, è la prima action cam a supportare i video in 8K. Si tratta di una risoluzione superiore del 400% rispetto al 4K, quindi non stiamo parlando proprio di piccoli dettagli. Ace Pro eccelle anche nell’ambito più familiare dei video 4K, facendo cose che nessun’altra action cam è in grado di fare. Prestazioni eccezionali anche con luce scarsa Grazie al chip IA da 5nm e all’enorme sensore, sia Ace che Ace Pro sono integrate con una funzionalità che garantisce prestazioni ineguagliabili con scarsa luminosità: PureVideo. Una combinazione tra riduzione del rumore, luminosità potenziata e gamma dinamica migliorata, questa tecnologia assicura l’acquisizione di un’enorme quantità di dettagli e una stabilizzazione impressionante, anche di notte! Questo amplia gli scenari di utilizzo della videocamera, che vanno dalle passeggiate al tramonto alle riprese cittadine notturne. Di giorno, poi, Ace Pro è in grado di fornire vivacità ai colori grazie al sistema integrato Active HDR (Alta gamma dinamica), particolarmente utile per le riprese che presentano delle aree sia chiare che scure, e garanzia di maggiori dettagli sia nelle luci e che nelle ombre. Anche la precisione del colore non è stata lasciata al caso ed infatti Ace Pro garantisce una nitidezza del colore fuori dal comune, anche sott’acqua. L’IA ha anche un ruolo chiave per quanto concerne la qualità d’immagine. Un team dedicato di ricerca e sviluppo allena in modo specifico modelli di fotografia computazionale basati sul sensore e sulle lenti della videocamera. Questi modelli sono alla base della modalità foto a 48MP e della modalità PureVideo in 4K a 30fps e migliorano sia il rapporto tra segnale e rumore digitale sia la gamma dinamica in condizioni di scarsa luminosità, portando questi due nuovi prodotti a comportarsi meglio di altre action cam sul mercato. Un modo ancora più smart di effettuare le riprese, sia dentro che fuori dall’acqua. Il robusto touchscreen orientabile da 2,4″ di Ace Pro permette di vedere sempre esattamente ciò che si sta riprendendo, rendendo l’inquadratura un gioco da ragazzi. Questa flessibilità rende la videocamera incredibilmente utile per il vlogging, i selfie o le angolazioni difficili da catturare. Inoltre, un sistema di montaggio magnetico permette di montare rapidamente la videocamera e di passare da un accessorio all’altro in un attimo e in tutta semplicità. Meno problemi con viti e manopole, più spazio e tempo per l’azione. All’interno, una serie di nuove funzionalità risolvono i problemi che da anni affliggono gli appassionati dell’azione: Clarity Zoom – vuoi un primo piano ma la qualità dell’immagine è troppo bassa? Ace Pro può ingrandire e rimpicciolire di 2 volte senza che la qualità dell’immagine ne risenta. Controllo Gestuale – usa i gesti per avviare/interrompere le riprese o scattare una foto! Perfetto per i selfie di gruppo, per gli ambienti rumorosi o se si è impossibilitati ad utilizzare il controllo vocale (Ace Pro è dotata anche di questa funzione). Annulla la registrazione – il trucco non ti è riuscito? Hai fatto una figuraccia? Annulla immediatamente la registrazione e ricomincia da capo, risparmiando spazio sulla scheda SD e tempo nella ricerca dei file. Metti in pausa/riavvia la registrazione – hai tempo tra una ripresa e l’altra. Metti in pausa le riprese per conservare tutto ciò che vuoi filmare in un unico file continuo in modo da facilitare la gestione e l’editing dei file. Live Snapshot – immagina di girare un video quando all’improvviso si presenta l’occasione ideale per scattare una foto. Continua a filmare mentre scatti una foto, ma con una risoluzione molto più alta rispetto a quella di uno screenshot. L’assistente IA Ci piace rendere le riprese il più semplici

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Zone 30: pensieri e parole

Le famigerate zone 30 stanno prendendo sempre più piede. Guardiamo cosa sta succedendo in Europa, gli scenari, le soluzioni, e le diatribe tra i favorevoli (pedoni e ciclisti) e i contrari (tutti gli altri, pennuti compresi). La questione dei limiti di velocità è un tema da sempre molto sentito in Italia. Il sottoscritto ha un’età per ricordarsi di tal ministro Enrico Ferri che un bel giorno istituì l’assurdo limite di 110 in autostrada, come pure si ricorda l’altrettanto assurdo obbligo di appiccicare sul retro di ogni veicolo un adesivo rosso indicante la velocità massima (sulla Vespa avevo un bel 90). Da allora poco è cambiato in tema di provvedimenti a pene di segugio e in termini di biechi opportunismi elettorali, e stenderei un velo su una classe politica che prima, al grido di “ce lo chiede l’Europa”, stanzia fondi per l’istituzione delle zone 30 (a Bologna destinati 613.000 euro), e poi, visti i sondaggi, emana una direttiva contro il comune che quei fondi correttamente usa.   Buoni gli intenti, meno i rimedi Lo scopo del provvedimento, almeno quello dichiarato, è di “mitigare le differenze di velocità esistenti tra pedoni e traffico motorizzato”, in altre parole evitare per quanto possibile incidenti dalle gravi conseguenze per i soggetti più fragili, pedoni e ciclisti prima di tutti. Difficile non essere d’accordo sugli intenti ma decisamente opinabili le soluzioni, anche se va detto nella maggior parte dei casi le zone 30 riguardano aree residenziali all’interno della cerchia dei viali o delle tangenziali, oppure vie a senso unico con frequenti attraversamenti pedonali o presenza di scuole, e comunque per lo più strade dove arrivare a 30 all’ora è già difficile se non impossibile. Se poi si pensa che la velocità media di attraversamento di un grande centro urbano si attesta tra gli 8 e i 16 kmh (a seconda delle fasce orarie), ecco che tutta la faccenda potrebbe anche assumere i contorni di una questione di lana caprina. 30 all’ora? Magari! Pro e contro sulle zone 30 Eppure il dibattito impazza, e sui social, che ormai sono uno specchio fedele della società, si leggono le tesi più fantasiose, per esempio che in bicicletta “si sfreccia ben oltre i 30 kmh” (mi pare un po’ ottimista, io in discesa e col vento in poppa, forse…), o le previsioni più catastrofiche (copincollo a caso): “ti tamponano perché stai andando più lenta di una lumaca”, “si creano file di decine di auto con autobus nel mezzo che magari saltano due o tre corse”, “macchine della polizia o ambulanze bloccate”, “un motorino curvando decelera e viene travolto…”. Ora, a me le zone 30 così come sono concepite non piacciono neanche un po’, ma sinceramente non mi pare che a Bologna o altrove stia succedendo tutto questo. I favorevoli al provvedimento invece recitano una specie di mantra ricordando sempre le altre grandi città europee: “saranno mica tutti scemi a Parigi o a Helsinki o a Zurigo?”. Certo che no, però ci si dimentica di una cosa: in Italia siamo italiani, non svizzeri, con tutto quel che culturalmente ne consegue. E in Svizzera non ci sono né la Ducati, né la Ferrari, né circuiti permanenti, anzi le gare sono vietate per legge. Però producono ottimi orologi a cucù (cit. Orson Welles, Il Terzo Uomo). Un volatile beccato a 38 kmh da un autovelox di Zurigo (davvero eh, non è una battuta)   Controlli a tappeto: ma dureranno? C’è un altro aspetto che si tende a dimenticare ma che secondo me è il punto dirimente di tutto il dibattito: le famigerate zone 30 non sono frutto di un’alzata d’ingegno dell’ultim’ora, ma esistono da anni in molte città d’Italia. A Cesena dal 1998, per dire. Ma allora perché tutti si sono agitati solo dopo che il provvedimento è stato preso a Bologna? Semplice: perché a Bologna oltre a mettere i cartelli hanno anche deciso di fare controlli accurati con pattuglie e telelaser. Il che, in un Paese abituato a considerare qualsiasi tipo di regola con una certa elasticità, ha scompaginato tutte le carte. E qui si arriva al nocciolo della questione: a un mese dall’entrata in vigore delle zone 30 il comune dichiara una diminuzione del 16% degli incidenti. Beh, a parte la dubbia validità di una statistica basata su così pochi dati, è abbastanza ovvio che se con le buone o con le cattive i limiti li fai rispettare certi risultati li ottieni per forza e gli incidenti diminuiscono. Sarebbero probabilmente diminuiti anche facendo rispettare il limite di 50, e ancor più diminuirebbero col limite a 20 o a 10, fino ad azzerarli del tutto col limite a 0 kmh, vietando cioè la circolazione ai mezzi a motore. Paradosso per dire che sbandierare questa diminuzione come una grande vittoria pare un po’ come vantarsi per il calo della forfora dopo che ti hanno obbligato a raparti a zero. E grazie al kaiser verrebbe da dire. Un telelaser in fase di installazione. Paura!   Soluzioni Per quanto istintivamente venga spontaneo fare la ola davanti alle imprese di Fleximan non è quella la strada giusta, non in una società evoluta. E trasferirsi in Germania per sfogare cavalli e frustrazioni sulle loro autostrade senza limiti di velocità pare scomodo. Serve piuttosto una presa di coscienza da parte di tutti, soprattutto sulla necessità di darsi e seguire le regole del vivere civile, servono ragionamenti a lungo termine sulla necessità di modificare le abitudini nella quotidiana mobilità urbana, e serve la consapevolezza che non esiste classe politica migliore dei propri elettori (cit. Cicerone). In poche parole l’auspicio è che siano applicati e fatti osservare limiti congrui per le tipologie di strade senza aggiungerne altri inutilmente più restrittivi e oltretutto ancora più difficili da (far) rispettare. Una possibile soluzione: bomboletta spray (no fermi, questa è una battuta, non fatelo!)   Autovelox per fare cassa? E noi li freghiamo andando piano, così non incassano un centesimo. TIE’!   E adesso scusate, devo andare a ritirare una raccomandata, e temo sia una di quelle con la busta verde. Nel

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Nasce il nuovo team CDP Ducati Perugia ed è subito competizione

Antoine Meo affronterà il campionato italiano Motorally con la nuova Ducati Desert X Rally per il team CDP Ducati Perugia Parte da Perugia la nuova avventura della CDP Ducati Perugia e della famiglia De Poi entrata nel mondo del motociclismo con il marchio Ducati tre anni fa e che si affianca ai marchi Ferrari e Maserati. Filippo De Poi, amministratore delegato e grande appassionato di moto, grazie alla collaborazione con il team EntrophyMotorbike, esperto nella preparazione di moto per le competizioni fuoristradistiche, da anni presente nel Mondiale di Enduro e Assoluti D’Italia, saranno presenti al campionato Motorally con la nuova Ducati Desert X Rally guidata da Antoine Meo, che gareggerà nella categoria G-1000 e una seconda moto, più simile all’originale, che parteciperà alla categoria GPX, sulla quale si alterneranno piloti e testimonial. Ci sarà una flotta di Desert X Rally anche per clienti Un’ulteriore flotta di Desert X Rally, sarà messa a disposizione dal Team CDP Ducati -Entrophy per i clienti e gli appassionati di enduro, attraverso la proposta di pacchetti specifici di partecipazione e una struttura in grado di fornire supporto e assistenza, anche ai clienti Ducati che parteciperanno con la propria moto. Molto contento e pronto alla nuova sfida anche Antonine Meo, il pluricampione mondiale e Ambassador Ducati. Secondo Meo, la Ducati Desert X Rally è nata per questo tipo di gare e  il livello del motorally in Italia è molto alto.  “Mi devo rimettere in sella e imparare il modo di correre all’italiana, – prosegue Meo – che è molto diverso da quello che ho conosciuto fino ad oggi. Insomma una bella sfida anche per me. Spero di farvi sognare. ” Antoine Meo in azione Tante parti speciali Il nuovo modello Ducati DesertX Rally è dedicato ai fuoristradisti più sportivi e audaci, caratterizzato dalla migliore componentistica di derivazione racing. Tante le soluzioni specialistiche ed efficaci nell’off-road come il parafango anteriore alto che garantisce l’utilizzo anche in condizioni del fondo particolarmente difficili e le sospensioni Kayaba a corsa maggiorata con forcella a cartuccia chiusa e ammortizzatore con pistone maggiorato di derivazione motocross che permetteranno il superamento di ogni ostacolo. Le nuove ruote a raggi centrali, con misure e caratteristiche proprie del fuoristrada racing, rendono la Rally una moto inarrestabile su ogni tipo di terreno. Queste soluzioni insieme al paracoppa in carbonio forgiato, leggero e resistente, ai pedali di cambio e leva freno posteriore ricavati dal pieno, identificano inequivocabilmente la Rally come una moto pensata per le avventure più estreme. Dal team CDP Ducati Perugia un’opportunità anche per un giovane pilota italiano Insieme al 5 volte campione del mondo Antoine Meo anche un giovane pilota italiano che avrà tutto da imparare da Meo, protagonista con la Desert X Rally dell’Iron Road Prolog all’Erzbergrodeo 2023 vincendo nella categoria bicilindriche. Molto soddisfatto e pronto alla sfida Filippo De Poi, AD del gruppo CDP SPA e Ducati Perugia, che afferma che il mondo delle competizioni in Off Road si amplia di un nuovo progetto Ducati e che il “team  CDP Ducati – Entrophy Motobike ha l’obiettivo primario di conseguire il successo grazie al supporto e l’esperienza di Ducati Corse. Il Team è pronto anche ad ospitare ulteriori piloti o amatori che vorranno misurarsi nella competizione.” Stefano Mori, manager di  EntrophyMotorbike, realtà perugina impegnata già nel campionato italiano enduro afferma di essere  pronto a lavorare sodo per presentarsi con una moto super competitiva.  Il team si occuperà dello sviluppo tecnico, della logistica alle gare e di gestire i test di Antoine Meo e di tutti i piloti che vorranno aderire  al progetto. Antoine Meo e la Ducati Desert X Rally L’articolo Nasce il nuovo team CDP Ducati Perugia ed è subito competizione sembra essere il primo su Moto On The Road | viaggi in moto, avventure in moto, turismo in moto.

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WINTER HEROES 2024: 2 x 2 = 4 x 4

2 x 2, ovvero: due motociclisti per due ruote a testa. Che hanno seguito la Winter Heroes 2024 a bordo di una 4 x 4. Un classico: come ormai da quasi un decennio nei giorni della merla si è svolta la Winter Heroes 2024, l’appuntamento on-offroad di apertura stagione degli Eroici in Moto. Solo che, a causa un piccolo intervento di manutenzione alla testa (no, le valvole non c’entrano) e conseguente impossibilità di indossare un casco, questa volta abbiamo partecipato in maniera diversa, raddoppiando il numero delle ruote e dando una mano allo staff. Così ancor prima che fosse giorno siamo partiti con largo anticipo sul gruppo di un centinaio di motociclisti ancora impegnati per la colazione, e abbiamo controllato il percorso per verificare che non ci fossero intoppi.   Terra di Siena Siena, terra di Toscana, la luce che prende campo e svela il mare di foschia a lambire le colline, chiese in mattone come arance ancor più rosse (cit.), sbuffi di energia termica che si alza dal suolo, gruppi di caprioli tanto eleganti quanto veloci a sparire nel bosco senza mettersi in posa per il fotografo, e pure, in mezzo al bosco, una inaspettata casa-museo di un artista giapponese che ci ripromettiamo di tornare a visitare in orario un po’ meno antelucano.   Un passaggio impegnativo Nella traccia della Winter Heroes 2024 ha prevalso l’asfalto, decisamente appagante per gli occhi e le gomme, con frequenti deviazioni su tratti sterrati alla portata di tutti. O quasi. Nel senso che più o meno a metà del percorso mattutino era prevista una salitella un po’ più impegnativa della norma, due/trecento metri non di più, ma fatta di sassi smossi, bestia nera di ogni neofita dell’offroad. E così col mio compagno di merende nonché megadirettore galattico ci siamo posizionati lungo il tratto bastardo a incitare “Gas costante! Non fermarti! Pochi metri e finisce!”. Il sasso smosso, terrore di ogni neofita di offroad   Massimo impegno. Anche a evitare il fotografo   In certi tratti sarebbe cosa buona e giusta mantenere le distanze.   Problemi! Problemi! Problemi! Se i monocilindrici salivano leggiadri co’ una mano sola, certi bicilindriconi avevano bisogno di due mani, due piedi e a volte anche tutto il resto. Insomma qualche sfortunato si è appoggiato in terra (ah, valeva la regola universale: prima la foto, poi l’aiuto). Nessun danno per fortuna, solo fatica e qualche acciacco al morale. Prima la foto…   …poi la compagnia della spinta   Ci vuole un bel manico Per dare una mano all’amico Roberto in crisi di ossigeno (a proposito: un GROSSISSIMO IN BOCCA AL LUPO!) a un certo punto sono salito sul suo GS 1250 per portarglielo fuori dal tunnel. E mi sono reso conto che ok, moto bellissima e polivalente, equilibrata quanto vuoi, ma riuscire a gestire in fuoristrada quel peso da betoniera non è cosa da tutti. Massimo rispetto per quelli che andavano su scodinzolando che parevano unti. Bravi!   Baciati dal sole Passato indenne tutto il gruppo abbiamo ripreso il gippone, via veloci verso Monterotondo Marittimo per il ristoro, ravioli e pici che masterscèf lèvati, e poi di nuovo in traccia pomeridiana lungo l’Alta Valle del Merse tra asfalti da pieghe, sterrati compatti, e luoghi bellissimi, chevvelodicaffa’. Fino al rientro al quartier generale di Siena, stanchi ma contenti. Alta Valle del Merse   Jeep Rubicon   Il Palio, ma non solo Finita qui? Neanche per sogno: il tempo di una doccia e poi tutti a passeggio per le strade e le piazze del centro storico guidati da Irene e Martina, esaustive e precise nell’illustrare i segreti di una città M E R A V I G L I O S A, e nello spiegare quella vita in contrada che avvolge ogni momento di un senese fin dalla nascita, e che sublima nei cosiddetti “giorni di guerra”: il Palio. Siena, meraviglia   Il Duomo di Siena   La storia delle banche più antiche d’Europa, i palazzi delle famiglie nobiliari, l’impressionante basilica di san Francesco, la simbologia e i legami con Roma, il sistema di approvvigionamento d’acqua, la corretta terminologia relativa al Palio. E’ sempre un piacere imparare. Dulcis in fundo l’ottima cena, ospiti della Nobil Contrada del Bruco, tra foto, cimeli, trofei. E chi ha i capelli bianchi ricorderà sicuramente il compianto Lorenzo Ghiselli, campione italiano della 500cc nei primi anni ’80, contradaiolo proprio del Bruco, i cui colori, giallo e verde, omaggiava sulla tuta di pelle. La Winter Heroes 2024 va in archivio Sipario dunque per la Winter Heroes 2024, vissuta in una dimensione diversa, perché no da ripetere a prescindere dai tagliandi, e appuntamento al prossimo anno. Ovviamente nei giorni della merla.   L’articolo WINTER HEROES 2024: 2 x 2 = 4 x 4 sembra essere il primo su Moto On The Road | viaggi in moto, avventure in moto, turismo in moto.

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Motor Bike Expo 2024, la fiera dei motociclisti

Motor Bike Expo 2024 ha chiuso i battenti, e con quella sorta di leggera malinconia che sempre ci avvolge quando finisce qualcosa di bello vi raccontiamo tre giorni stancanti, intensi e appaganti. E così anche questa Motor Bike Expo 2024 va in archivio con numeri veramente importanti che ne fanno la fiera di riferimento per i motociclisti, ma soprattutto dei motociclisti. Meeting, presentazioni di nuovi modelli di moto, elaborazioni di ogni genere su ogni genere di mezzo, musica dal vivo, esibizioni di stuntman (non tutte ben riuscite ma per fortuna senza gravi conseguenze). E poi ancora stand dove era possibile acquistare accessoristica e abbigliamento tecnico e non, oppure farsi tatuare un drago (o un puffo, dipende) a grandezza naturale sulla schiena, e un’Area Turismo dove era possibile valutare e iscriversi alle millemila proposte di viaggio offerte dai vari organizzatori, e programmare tutta la stagione in giro in ogni parte del globo terracqueo. C’eravamo anche noi naturalmente, e vi proponiamo una carrellata di foto raccontandovi cosa ci ha colpito. Suzuki Djebel Suzuki ha presentato tre nuovi modelli, o meglio, tre varianti di modelli già noti, ne abbiamo parlato qui. I maligni dicono che è per via della nostra età, ma a noi il nome e i colori evocativi della V-Strom 800DE DJEBEL piacciono davvero tanto. La presentazione dei nuovi modelli allo stand Suzuki   Accessori per viaggiare Viaggiare in moto comporta inevitabili rinunce a livello di bagagli da portarsi dietro (qui trovate un esauriente articolo sul tema), naturale che tra gli accessori più richiesti ci siano i kit di valigie. Ci ha colpito la Kobold Bike (https://www.koboldbike.it/), ditta che si è specializzata in kit montabili (per esempio su Africa Twin, o GS 1300, o Multistrada V4) sfruttando gli agganci di serie senza necessità di appesantire la moto con appositi telaietti. Non solo, ma hanno escogitato un furbo sistema di ampliamento della capienza che consente, per esempio, di riporre nella valigia già piena giacca o casco, così da poter fare una passeggiata con le mani libere una volta scesi di moto. Costruzione artigianale in alluminio, qualcosa ancora in fase prototipale, ma sono fatte completamente in Italia e meritano attenzione. Anche il cagnolino è interessato al sistema delle valigie Koboldbike   Orgoglio italiano Chi poteva pensare a una specie di aste e bilanceri desmodromico senza molle o catene in grado di ridurre attriti e consumi? Ovviamente Umberto Borile, al cui stand non c’erano le sue stupende motociclette ma il prototipo del suo nuovo motore. E soprattutto c’era lui, e il solo fatto di scambiarci due chiacchiere per farcelo raccontare, posso dirlo?, ok lo dico: ci ha emozionati. Umberto Borile e il suo nuovo motore (https://borilemoto.it/)   Merchandising Che Motor Bike Expo 2024 sia stato un successo lo dimostrano i commenti degli stand che vendevano ogni ben di dio. Il più sentito era “Già al venerdì abbiamo lavorato più dei tre giorni messi insieme degli anni scorsi!”. Però a proposito di merchandising non possiamo di fare a meno di notare una volta di più, come l’iconografia sia sempre la stessa stereotipata fatta di teschi, draghi, fiamme dell’infermo e via discorrendo. A un certo punto una collega ha provato a cercare un laccetto portachiavi/appendicellulare da tenere al collo, qualcosa di femminile con brillantini strasse o cose del genere: nulla da fare, solo catene, moschettoni a forma di manette e pendagli a cinque punte rovesciate. “Mi sa che non è il posto adatto” ci ha detto una ragazza al banco, e aveva indiscutibilmente ragione lei. Ok, diciamo che nel settore custom l’iconografia sobria e rassicurante non va di moda   Girls girls girls! Captando i commenti in giro pare che certa parte di pubblico si sia lamentato per le poche ragazze (lo dicevano in un altro modo…) ma noi non ce ne siamo accorti, anzi. Forse loro intendevano le inguainate appollaiate sulle moto, ma da noi sono passate a trovarci fior di motocicliste bellissime anche senza casco e stivali. Monica e Elisa: se le trovate per strada, on o off non fa differenza, non sfidatele che poi buttate la patente.   Che dite, ci ha invitati Chiara: ci andiamo a Umbria Raid Experience?   Mihaela di 1000 Sassi, che fino a l’altro ieri manco sapeva come mettere la prima e ora va per deserti!   Bikes & Bikers Come da tradizione i primi tre padiglioni di Motor Bike Expo 2024 erano dedicati al coloratissimo mondo delle customizzazioni, d’altra parte l’evento nacque più di 15 anni fa proprio come specifico del settore. Beh, entrare lì dentro è meglio che andare al circo o al cinema o a tutteddue messi insieme! Boccali di birra, musica a palla, barbe e tatuaggi, ragazze, lì sì, con abbondanti zone di epidermide scoperte, e intorno delle motociclette che nelle enciclopedie potrebbero essere di buon grado catalogate alla voce “opere d’arte”. Ecco, casomai, omologazioni a parte, abbiamo qualche dubbio sull’effettiva fruibilità, così a occhio certe proposte paiono comode quanto un letto di chiodi. Ma, vista l’iconografia di cui parlavamo prima, tutto sommato per gli amanti del genere potrebbe non essere un problema. Per fotografare certe moto serve un grandangolare aaampioooo   Dai, è un’opera d’arte!   Sospensione a balestra (!)   Ciao! Letteralmente. Viaggi di qui, chilometri di là… poi arrivano loro, Mirco e Alice, in arte MIRAL, che col Ciao vanno da Cape Town a Capo Nord. Ciao, appunto. Il giro del mondo in 80 chili. In due.   Appuntamento al 2025 Siamo usciti la sera a buio inoltrato, stanchi ma appagati a dispetto di chi sui social parla di delusione, ma non fanno testo, quelli sono sfogatoi di lamentele a prescindere. Grazie agli amici che sono passati a trovarci, è sempre un piacere. E scusate chi non siamo riusciti a salutare prima di andare via. Ma tanto ci rivedremo l’anno prossimo, solito posto solita ora! Lo staff di Moto On The Road compresi Andrea e Jean Luc, cugini di Viaggiare in Ebike   L’articolo Motor Bike Expo 2024, la fiera dei motociclisti sembra essere il primo su Moto On The

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Si è aperto il Motor Bike Expo 2024: bellissimo come sempre

L’evento di apertura della stagione motociclistica: si è aperto il Motor Bike Expo 2024 ed è già record di numeri Puntualissimo alle 9 ha aperto i battenti Motor Bike Expo 2024, la rassegna motociclistica diventata ormai il punto di riferimento invernale per tutti gli appassionati. Sette padiglioni dei quali tre dedicati esclusivamente al mondo custom e preparatori, oltre 700 espositori, e un afflusso di pubblico imponente già il primo giorno, segno che forse i soldi saranno pochi, ma la passione è ancora tantissima. Il Motor Bike Expo è balzato improvvisamente alla cronaca nazionale per un incidente – per fortuna senza gravi conseguenze – che ha coinvolto un gruppo di spettatori durante un’esibizione di autovetture. Ci piace rilevare che diversi media hanno invece dato attenzione a questa importante manifestazione capace di muovere un giro d’affari notevole, ma soprattuto capace di tenere alta la passione motociclistica che è un vero e proprio patrimonio nazionale.  Importante il commento del Presidente della Regione Veneto Luca Zaia che ha dichiarato “Bisogna credere in quello che si fa, come Paola Somma e Francesco Agnoletto” , a conferma della collaborazione dell’istituzione regionale con l’evento. Importanti i numeri del Motor Bike Expo: 100.000 metri quadrati, 700 espositori, di cui il 20% dall’estero, 7 padiglioni, 6 aree esterne, un programma che comprende oltre 150 tra appuntamenti, eventi, incontri. Molte le novità Molte novità, in particolare da parte di Suzuki e Yamaha, presenti con i loro completissimi stand, e presenze importanti di SWM, Benelli e Moto Morini con tutta la loro gamma. BMW ha svelato al pubblico le nuove R 12 e R 12 nineT, scegliendo MBE come palcoscenico. I due nuovi modelli, realizzati in occasione dell’anniversario dei 100 anni della prima moto della Casa di Monaco, sono una roadster e una cruiser classiche accomunate dal bicilindrico boxer di 1.170 cc. Entrambe propongono numerose configurazioni e personalizzazioni, in perfetta sintonia con lo spirito custom di MBE. Di rilievo anche il settore dedicato agli scooter, quelli veri con le marce per capirci, Vespa e Lambretta per capirci ancora meglio, dove è possibile ammirare elaborazioni davvero degne di nota, e novità anche dal gommista Continental che presenta un nuovo pneumatico dedicato alle supermotard. Ovviamente siamo presenti anche noi di Moto-OnTheRoad, fino a domenica ci trovate al padiglione 7 Area Turismo, se passate a trovarci facciamo volentieri due chiacchiere, non solo di viaggi in moto ma anche di E-Bike, e vi offriamo un buon caffè. Rigorosamente fatto con la moka!   L’articolo Si è aperto il Motor Bike Expo 2024: bellissimo come sempre sembra essere il primo su Moto On The Road | viaggi in moto, avventure in moto, turismo in moto.

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Suzuki presenta 3 nuovi modelli al MBE di Verona

Al Motor Bike Expo 2024 Suzuki presenta 3 nuovi modelli: le versioni speciali Sport e Touring della GSX-S1000GX e l’evocativa versione Djebel della V-STROM 800DE. Motor Bike Expo comincia bene per gli appassionati della Casa di Hamamatsu e per i motociclisti in genere, Suzuki presenta 3 nuovi modelli: Suzuki GSX-S1000GX Touring La GSX-S1000GX TOURING ha tutto quello che serve per un comfort maggiore nei lunghi viaggi e prevede: Borse laterali in tinta (capacità interna 26 litri cad) Sella premium (doppio strato di poliuretano, 14% in meno di calore trasmesso, finiture premium) Manopole riscaldabili Cavalletto centrale Suzuki GSX-S1000GX Touring   Suzuki GSX-S1000GX Sport La GSX-S1000GX SPORT è rivolta a chi desidera più versatilità e grinta, l’allestimento dedicato prevede: Borse laterali in tinta (capacità interna 26 litri cad) Sella Premium (doppio strato di poliuretano, 14% in meno di calore trasmesso, finiture premium) Manopole riscaldabili Parabrezza basso fumé Terminale di scarico Akrapovič in titanio con fondello in carbonio Le GSX-S1000GX Touring e GSX-S1000GX Sport saranno disponili nelle concessionarie a partire da febbraio 2024 ciascuna al prezzo di listino di 19.000 euro F.C. La GSX-S1000GX è la prima Crossover di Suzuki con ruota anteriore da 17 pollici e si posiziona tra le Sport Tourer come la GSX-S1000GT e le Sport Adventure Tourer come la V-STROM 1050. Racchiude la versatilità che contraddistingue una moto pensata per i viaggi ma sa anche regalare esaltanti prestazioni dinamiche e praticità di utilizzo grazie alla posizione di guida comoda e alla sella a 845 mm da terra. Il motore è un quattro cilindri in linea da 152 CV a 11.000 giri/min e 106 Nm di coppia massima a 9.250 giri/min, abbinato ad una frizione servoassistita con anti saltellamento SCAS. La ciclistica si basa su un telaio a doppia trave in alluminio, materiale nel quale è realizzato anche il forcellone. Nella dotazione, oltre alla completa suite elettronica Suzuki Intelligent Ride System (S.I.R.S.) e alla connettività per iOS/Android attraverso l’app Suzuki MySpin, spiccano le Suzuki Advanced Electronic Suspensions (SAES, le prime sospensioni elettroniche mai impiegate su una Suzuki di serie) che garantiscono alle ruote ben 150 mm di escursione. Suzuki GSX-S1000GX Sport Suzuki V-STROM 800DE Djebel Il Motor Bike Expo è anche il palcoscenico per presentare la nuova V-STROM 800DE Djebel, una versione speciale dell’apprezzata Sport Enduro Tourer. Nel 2024, l’iconica V-STROM 800DE viene affiancata da una versione inedita caratterizzata da una grafica evocativa e una dotazione ancora più orientata all’avventura. La V-STROM 800DE Djebel attinge nella sua livrea all’Heritage di Suzuki e alle mitiche DR600R Djebel e DR650R Djebel (verificare gli spazi) che dal 1986 in poi seppero conquistare gli amanti dell’esplorazione e dei Rally grazie anche al legame con l’indimenticabile DR-Z che partecipò in più edizioni della Paris-Dakar con il pilota belga Gaston Rahier. Le nuove colorazioni riprendono le livree che hanno fatto la storia delle monocilindriche Enduro degli anni ’80 e ’90, negli stessi iconici colori Suzuki che hanno poi reso memorabili modelli come la DR 750 Big, vera e propria capostipite delle Big Enduro. Nella V-STROM 800DE Djebel la dotazione si arricchisce del terminale di scarico Akrapovič in titanio con fondello in fibra di carbonio mentre la scelta degli pneumatici di primo equipaggiamento vede sui cerchi da 21” e 17” i Dunlop Trailmax Raid, dal look aggressivo e con una destinazione marcatamente fuoristradistica rispetto agli Dunlop Trailmax Mixtour della V-STROM 800DE. La nuova V-STROM 800DE Djebel sarà disponibile solo sul Web Store Suzuki a partire dal 19 gennaio 2024 al prezzo di listino di 13.900 Euro F.C. Suzuki V-STROM 800DE Djebel   L’articolo Suzuki presenta 3 nuovi modelli al MBE di Verona sembra essere il primo su Moto On The Road | viaggi in moto, avventure in moto, turismo in moto.

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Venite a trovarci al Moto Bike Expo di Verona!!!

Dal 19 al 21 gennaio si svolgerà il Motor Bike Expo 2024, l’occasione per venire a contatto con la passione motociclistica pura. Ma anche per incontrarci… E’ l’evento che apre la stagione motociclistica, ma è soprattutto l’occasione per toccare con mano la passione più autentica per le due ruote. Il Moto Bike Expo 2024 si annuncia ancora una volta un appuntamento imperdibile per chi, come noi, vede nella motocicletta uno strumento di aggregazione, creatività, ma soprattutto per viaggiare. Ecco perché saremo presenti al Moto Bike Expo 2024, ancora una volta, così come avviene da 15 anni. Saremo nel Padiglione 7 Area Turismo e saremo felici di offrirvi un caffè e fare quattro chiacchiere. Ci sarà anche l’occasione per parlare di due eventi che aprono la stagione di turismo off road e su strada. Il primo è la Winter Heroes 2024, che si svolgerà esattamente una settimana dopo il MBE.  Qui potete leggere programma e varie, ma vi dico subito che siamo al completo. Passate comunque nel caso foste interessati e vedremo se ci fosse qualche disdetta. L’altro è il Furbinentreffen 2024, che è in via di completamento, ma che ha ancora posti disponibili. In ogni caso passaste a trovarci. Troverete il sottoscritto, Claudio Falanga, ma anche Francesco Franz Corsini, tuttologo di Moto-OnTheRoad.it, nonché polemista, politologo e politeista. Nel nostro staff di accoglienza anche i collaboratori Jean Luc Furore e Andrea D’Addario, motociclisti, ma anche grandi esperti di E-BIKE, in rappresentanza del nostro supplemento ViaggiareInEbike.it. Qui troverete tutte le info sul Moto Bike Expo 2024, vi aspettiamo!!!   L’articolo Venite a trovarci al Moto Bike Expo di Verona!!! sembra essere il primo su Moto On The Road | viaggi in moto, avventure in moto, turismo in moto.

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Tutto sul Motor Bike Expo 2024

Dal 19 al 21 gennaio a Veronafiere si svolgerà il Motor Bike Expo 2024 ecco le info imperdibili per visitarlo. E ci saremo anche noi con il nostro stand. Si conferma la manifestazione dedicata ai motociclisti per eccellenza  e mette a disposizione ben 100.000 metri quadrati di esposizione. Gli altri numeri sono impressionanti: 700 espositori distribuiti in 7 padiglioni, 6 aree esterne che ospiteranno gare, spettacoli, esibizioni e che vedranno protagonista soprattutto il pubblico. Motor Bike Expo 2024 è oramai le l’evento che apre la stagione motociclistica. Da lì a poco infatti ci saranno tanti eventi, fra cui spicca la nostra Winter Heroes. Motor Bike Expo 2024, si conferma dunque salone leader nel settore moto, e, in coincidenza con i 30 anni di attività fieristica dei suoi ideatori (Paola Somma e Francesco Agnoletto), propone un’edizione particolarmente ricca di contenuti e capace di accogliere realmente tutto l’universo delle due ruote. MBE è il punto e il ritrovo invernale per tutti gli appassionati delle due ruote. Cosa vedere al Motor Bike Expo 2024 La produzione di serie, con la presenza di 19 Case motociclistiche in veste ufficiale, tantissimi produttori e distributori di abbigliamento ed accessori per te e la tua moto. Il panorama custom internazionale al gran completo, con grandi firme provenienti da tutto il pianeta e le loro realizzazioni, sempre più al confine tra meccanica e arte. Lo sport motociclistico, in tutte le sue declinazioni, praticato nelle aree esterne e raccontato attraverso le voci dei protagonisti (piloti, team, promoter e organizzatori), in una fitta serie di premiazioni e presentazioni. Il mototurismo, fenomeno che rende i viaggiatori su due ruote sempre più protagonisti di Motor Bike Expo, a Verona alla ricerca delle prossime avventure in ogni angolo d’Italia e del globo. Tutte le nuove tendenze, con un’attenzione particolare alla mobilità, alla sostenibilità ambientale e soprattutto alla sicurezza dei motociclisti. Incontri, racconti, testimonianze, area shopping ed il parcheggio gratuito riservato a chi arriverà in moto a Veronafiere. Questo (e ancora altro) è Motor Bike Expo, il salone pensato per i motociclisti, che amano ritrovarsi in fiera, a gennaio, per scoprire le novità dell’anno appena iniziato, programmare i propri acquisti, i viaggi, la partecipazione alle competizioni. A testimoniare lo straordinario successo di questa fiera sono i numeri: 160.000 visitatori nel 2023 ma anche circa 200.000 tra follower e contatti, sui social e con i media, oltre 1 milione e mezzo di visite al sito web, grazie ad una produzione di informazioni e contenuti che non si ferma mai durante l’anno. Le principali aziende Per quanto riguarda la grande industria, saranno presenti a MBE 2024 ed esporranno i propri prodotti Aprilia, Benelli, BMW Motorrad, Harley-Davidson, Kawasaki, Keeway, Moto Guzzi, Moto Morini, Ohvale, QJ Motor, Royal Enfield, SYM Sanyang, Suzuki, SWM, Talaria, TM Racing, Triumph Motorcycles, UM Motorcycles e Yamaha, una compagine di assoluto valore, qualitativamente ai vertici e ampiamente rappresentativa della produzione mondiale. Da segnalare alla Stampa e ai media l’anteprima di un nuovo modello di serie da parte della Casa tedesca BMW Motorrad, nella mattinata di venerdì 19 gennaio. Presenti poi marchi leader nei rispettivi segmenti come Liqui Moly (main partner dell’evento), Bardahl, Continental, Dainese, GiVi, Motul, Pirelli – Metzeler, SW-Motech, Wunderlich, Zard. Le iniziative nelle aree esterne La nuova pista di off-road, titolata Yamaha Arena, ospiterà un calendario fitto di appuntamenti per gli amanti delle ruote tassellate. Nella giornata di venerdì, 24 piloti del talent “700% Made in Italy”, si sfideranno in prove inseguimento ad eliminazione diretta in sella alle loro Ténéré 700. Sabato 20 gennaio, attesissimo lo Swank Rally Winter Edition, gara regolaristica in formula “gentleman” per gli appassionati più “cool” dell’off-road. Partenza e arrivo in fiera, con prove di abilità, e percorso attraverso i più suggestivi scenari del veronese. Domenica la Yamaha Arena ospiterà un evento senza eguali per gli amanti dello scootercross, organizzato da Age of Scootercross. Per tutti e tre i giorni sarà possibile provare i nuovi modelli delle Ebike Yamaha, nelle versioni city bike, gravel e mountain bike. Nell’area dedicata all’avvicinamento alla guida, corsi per bambini, tenuti dall’Istruttore di Federmoto ed ex-campione di velocità Gianluca Nannelli, e per le donne, con istruttore l’amato ex-iridato Marco Lucchinelli. Per chi vuole provare i nuovi modelli, saranno a disposizione del pubblico i demo ride di Harley-Davidson, delle moto elettriche Talaria e di Retrokit: produttore di Vespa riconvertite a trazione elettrica. Nell’Area Drifting, tre giorni di spettacolo con il Drift Show di Area 51, dove tantissimi equipaggi si sfideranno e delizieranno il pubblico con incredibili derapate e burnout. Dell’Area Freestyle sarà protagonista Vanni Oddera con la sua crew Daboot, sempre impegnato anche sul fronte della solidarietà; oltre a lui il pubblico di MBE potrà ammirare, per tre appuntamenti al giorno, il talento di Massimo Bianconcini, Francesco Buetto, Antonio Navas, Alberto Fiorensa e Dominik Splitek. Infine, nell’Area Jeep: le spettacolari attività della Jeep Experience, aperte alla partecipazione del pubblico. Nelle grandi aree esterne di MBE il pubblico potrà ammirare esibizioni mozzafiato. Partecipare a corsi di guida e provare i nuovi modelli con i demo ride. Nella Liqui Moly Arena si esibiranno i migliori stuntman d’Europa, impegnati nell’attesissimo “International stutmen contest”. Nella stessa pista vedremo anche i piloti di “Scuola di Polizia” di Mirabilandia per uno show a due e quattro ruote. Il custom al Motor Bike Expo 2024 Nel settore custom MBE è leader a livello mondiale, un autentico punto di riferimento nel settore delle personalizzazioni. D’altra parte, è grazie a questo trampolino di lancio che i preparatori italiani hanno potuto affacciarsi sui grandi scenari internazionali, farsi conoscere ed apprezzare ed imporsi con il proprio stile e la propria raffinatezza, espressione del “Made in Italy”. Sarà nuovamente proposto il tanto atteso “International Village”: uno spazio espositivo con la presenza di aziende americane e alcuni tra i massimi rappresentanti della cultura custom USA. Il pubblico potrà incontrare i brand Cali Raised, Lyndall Brakes, Original Garage Moto, V-Twin Visionary, Harcati, Choppers Magazine e molti altri… Farà tappa a Verona per la prima volta il Chopper Magazine Invitational, prestigioso contest da oltreoceano riservato ai mezzi

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La Via dell’Aria: percorso on-off in cerca del vento (file gpx!)

Cenone, panettoni, regali, ci sono tanti modi per festeggiare e fare gli auguri per il nuovo anno. Noi abbiamo scelto di incontrare un bel gruppo di vecchi e nuovi amici lungo La Via dell’Aria. Diciamolo chiaramente: l’offroad è diventato una moda. Boh, pare che senza si diventi impotenti, eventi dedicati all’adventoruring spuntano come funghi, le cosiddette moto dual capaci di destreggiarsi con agio sui sassi e sul bitume sono ricercatissime, sul mercato dell’usato certi modelli di qualche decennio fa hanno raggiunto quotazioni da fuori di testa, e da un po’ di tempo la domanda più gettonata sui social è: “Si può avere la traaaacciaaa?”. Gratis, si capisce, l’accumulatore seriale di gpx è una figura che comincia a essere studiata dalla scienza. Calo del desiderio Ordunque, da qualche mese avevamo una specie di crisi di rigetto da fuoristrada. Vuoi per via di una moto poco dual, vuoi per un certo affaticamento fisico e mentale, ci eravamo presi una pausa di riflessione. Poi arriva l’amico Kiddo che ci invita al “Triceratopo Day” (lo so, il nome inquieta ma ha un suo perché, trovate il report sulla pagina facebook), ma soprattutto a La Via dell’Aria, percorso on-off che partendo da Altopascio (di fronte al negozio Motoabbigliamento, promoter dell’iniziativa) arriva a Volterra passando da un paio di parchi eolici. Il parco eolico di Santa Luce   Due tracce, una per moto agili e tassellate che comprendeva un bel guado e una bella salita su uno stradello mezzo selciato romano e mezzo fango pisano, e una decisamente più scorrevole per moto più ciccione e/o piloti meno esperti. Tuttintorno una Toscana che come sempre offre il meglio di sé, anche a dispetto di una giornata grigia e umidiccia (meglio, almeno non c’è polvere). Come dentro una cartolina   Ma raccontiamola un po’ Moto poco dual dicevamo, la nostra ventenne austriaca (detta così fa un bell’effetto eh?) mal sopporta l’autostrada, giusto una sessantina di km (distanza percepita: Capo Nord), tre quarti d’ora scarsi (tempo percepito: era geologica), tra i 90 e i 110 kmh (vibrazioni percepite: settimo grado della scala Richter). Inoltre le piace fare le cose a lume di candela, rientrare lungo la tortuosa volterrana a buio con quel fanale catalogabile alla voce lanterna votiva è stata impresa degna di nota. “Com’è difficile trovare l’alba all’imbrunire” (F. Battiato)   Record! Convenevoli, caffè, saluti a vecchie facce e niùentri, e si parte! Fatti quanti, cinquanta metri? Tutti fermi per il primo problema! Record del mondo! Record mondiale di stop!   Risolto si riparte, benzinaio, e una batteria decide di andare a donne di facili costumi e a nulla servirà sostituirla. Il buon Fabio ci raggiungerà a pranzo ma non spengerà più la moto fino a dopo le feste quando riaprono i meccanici. Un guado lungo la Via dell’Aria   Falso storico. Sottotitolo: Le regole sono importanti! Quella del nostro gruppo è che se qualcuno si stende, accertatisi ovviamente che lo steso non si sia fatto niente, PRIMA si fa la foto, POI si aiuta. Sono i fondamentali proprio. Insomma succede che il buon Vito, uno col ciuffo alla Giambruno sempre a posto anche dopo due ore di casco (ok, la mia è invidia), si ferma uno stop, si dimentica che le rotelline le ha tolte tanti anni fa, e sbadabam! In terra! Solo che quellochefotografa, cioè il sottoscritto, è in fondo alla fila e nel tempo che recupera la pole position, si sfila i guanti e tira fuori la digitale, il nostro eroe si è già rialzato e ha già sollevato la moto manco fosse l’ultimo giro della MotoGP. Non si fa così, le regole vanno rispettate diobono, e lo redarguisco. Lui che fa? Si risdraia apposta e si mette in posa. Presente la famosa foto taroccata dei soldati americani che piantano la bandiera a Iwo Jima? Ecco, più o meno. Falso storico!   La Via dell’Aria: il file gpx Ma la Via dell’Aria si chiama così perché si va a cercare il vento, suggestivi i parchi eolici con quel swooosh swooosh swooosh delle pale che girano, e per trovarlo si passa da quel posto magico che è il Teatro del Silenzio, o dai calanchi di Toiano, o dalla panoramica di Terricciola, e da un sacco di altri scenari che sembrano dipinti. I calanchi di Toiano (quelli dietro…)   Il Teatro del Silenzio       “Si può avere la traaaacciaaa?” Certo, è tra i file del gruppo MotoMappa (grazie a Carlo Kiddo Nannini, vecchia conoscenza di queste pagine e grande conoscenza del territorio) BUON ANNO!   All’imbrunire   L’articolo La Via dell’Aria: percorso on-off in cerca del vento (file gpx!) sembra essere il primo su Moto On The Road | viaggi in moto, avventure in moto, turismo in moto.

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Assicurazione sui veicoli fermi, prepariamoci al peggio.

Tanto tuonò che piovve! Per due anni ci eravamo quasi dimenticati del problema, ma adesso il tempo è scaduto e la tempesta sta arrivando. Sull’obbligo di assicurazione sui veicoli fermi se ne parlò molto, esattamente due anni fa, quando venne fuori la notizia che in base a certe direttive europee (quando si fanno cazzate si cerca sempre di dare la colpa a entità superiori) non sarebbe stato più possibile tenere nel proprio garage motociclette non assicurate, per quanto inutilizzate o inutilizzabili, nemmeno in luoghi privati, nemmeno al chiuso, nemmeno in un bunker antiatomico. E si parlò di recepire la direttiva da parte dei  vari Paesi entro il 2023. Ecco, due anni sono passati, il 2023 è agli sgoccioli,e anche se avevamo messo la polvere sotto il tappeto e nascosto la testa sotto la sabbia, adesso il legislatore ci fa il suo bel regalo di fine anno. Ed esplode la bomba. Facciamo un passo indietro La vicenda, grottesca, partì nel 2018 per una controversia legata a un veicolo da rottamare in Polonia, e con un lento ma inesorabile effetto valanga le conseguenze sono arrivate fin nei nostri garage. A questo proposito vi invito a cliccare e a leggere questo articolo in cui si fa un po’ di storia: Assicurazione moto obbligatoria anche se ferma? No grazie! Lobbies La dinamica di certe disposizioni di legge è da psicopatici (o più verosimilmente da avidi), la logica di far pagare un’assicurazione sui veicoli fermi è la stessa per cui si paga una tassa di possesso e non di circolazione, quando sarebbe semplice assicurare non il mezzo ma il guidatore. Ma si sa, l’attenzione di chi governa è sempre molto più attenta alle richieste delle lobbies che alle esigenze dei cittadini. A questo proposito è pure interessante andare a rileggere anche l’articolo qui sotto in cui si evidenzia che al di là della legge qualche problema potrebbe arrivare anche dalle singole compagnie assicuratrici, che potrebbero di loro iniziativa sfruttare ulteriormente il vantaggio loro concesso, per esempio decidendo di non offrire tra i loro servizi la possibilità della sospensione della polizza. Assicurazione non più sospendibile: quali nuvole nere all’orizzonte?   Assicurazione sui veicoli fermi: la sospensione è fondamentale. Due anni fa sembrava che la sospendibilità rientrasse tra le pratiche non più possibili, oggi invece pare, sembra, si pensa, che questa cosa rimanga, e sarebbe una indispensabile zattera di salvataggio. In questo preciso momento, sul sito della compagnia assicurativa di chi scrive, il tastino “SOSPENDI” è ancora attivo, incrociamo le dita e speriamo di trovarlo anche dal 28 dicembre in poi. Solo che pare, sembra, si dice, che il nostro governo abbia voluto mettere lo zampino nella direttiva, e abbia posto dei paletti tanto più stringenti quanto incomprensibilmente inutili e complicati, per esempio non consentendo più la sospendibilità in tempo reale ma inserendo margini di tempo da rispettare e limitando i periodi di sospensione concessi. Aspettiamo circolari e testi definitivi della legge per saperne di più, ma conoscendo come va il mondo direi che è il caso di preparare la vaselina.   Qui la famigerata sentenza della corte europea L’articolo Assicurazione sui veicoli fermi, prepariamoci al peggio. sembra essere il primo su Moto On The Road | viaggi in moto, avventure in moto, turismo in moto.

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Babbo Natale in slitta o in moto? Le vere tradizioni nostrane

Toh, è Natale un’altra volta! E allora andiamo di tradizioni, in moto e senza, per esempio con le varie Babbonatalate in giro per l’Italia. Puntuali come un herpes al primo appuntamento, in questi giorni si sprecano le notizie su qualsivoglia situazione che riguardi il Natale e la sua magia. Archiviamo velocemente le solite grida di chi vede non meglio identificati nemici che “vogliono distruggere le nostre tradizioni”, non fosse altro che Babbo Natale altri non è che San Nicola (un vescovo turco) e che il Santa Klaus che conosciamo è una specie di vichingo nordico che si veste come si veste in ottemperanza alla pubblicità della CocaCola (Atlanta, Georgia, USA) e va in giro con una slitta trainata da renne, non esattamente un mezzo di trasporto comune nelle tradizioni mediterranee, per dire. Ci ha colpiti piuttosto su quella maestra di 5a elementare che assistendo a un acceso dibattito tra gli alunni (per capirci, bambini di dieci anni, direi già ben svegli) sull’esistenza o meno di Babbo Natale ha proposto un sondaggio e ha certificato sul registro di classe un risultato di 6 a favore, 6 contro, e 2 indecisi. Apriti cielo! Genitori infuriati (quelli dei 6 a favore) che parlano di bambini traumatizzati e sconvolti dal dubbio, consigli di classe, convocazioni dal preside, articoli di giornali al grido di “non si rovinano così i sogni!”. La renna di questo Babbo Natale è una CFMoto made in China, specchio dei tempi   Tradizioni Vabbè, ci venivano in mente queste amenità perché, parlando di tradizioni, in questo periodo si moltiplicano un po’ ovunque iniziative benefiche di motociclisti in vena di contribuire a qualche momento di svago per grandi e piccini, far sognare appunto. Trasformare la moto in renna, andare in parata per le vie del centro, distribuire giochi, raccogliere fondi per le migliori cause. Questa per esempio è la Babbonatalata organizzata dagli amici del Classic Special Firenze, speriamo che qualche bambino, ma soprattutto qualche adulto, non rimanga traumatizzato e sconvolto alla vista di così tanti Babbo Natale tutti insieme. Ci saremo anche noi, ottima occasione per scambiarci gli auguri.   Dopodiché ci incontreremo anche al Motor Bike Expo di Verona, dal 19 al 21 gennaio prossimi, come sempre nel padiglione dedicato all’Area Turismo. Magari vestiti più sobri. Ma di questo riparleremo presto. (foto di copertina da Classic Special Firenze) L’articolo Babbo Natale in slitta o in moto? Le vere tradizioni nostrane sembra essere il primo su Moto On The Road | viaggi in moto, avventure in moto, turismo in moto.

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Furbinentreffen 2024 – (8/10 Marzo) e poi sarà primavera

Da Gragnano, tempio della pasta trafilata al bronzo, fino alle colline già infiorate che si affacciano sulla Costiera Amalfitana e Sorrentina, nei giorni della festa delle donne. Questo sarà il Furbinentreffen 2024! Sono ben 24 le candeline celebrative del Furbinentreffen, manifestazione che dal lontano 2000 è diventata l’evento invernale immancabile per i motociclisti gaudenti. Il Furbinentreffen 2024 si svolgerà quest’anno nei giorni 8-9-10 marzo. La scelta di una data nell’’approssimarsi della bella stagione fa però di questo raduno anche l’ambasciatore della primavera e del periodo più bello per le due ruote. Quest’anno andremo a scoprire la località celebre al mondo per la produzione della pasta, per poi portarci lungo costa, tra colline fiorite di mimose. Proprio la mimosa sarà tra le protagoniste della manifestazione perché simbolo della Festa delle Donne che si celebrerà nei giorni del raduno. Un’occasione quindi per le motocicliste di regalarsi o farsi regalare un weekend in uno dei luoghi più belli del mondo: la Costiera Sorrentina e la Costiera Amalfitana. Non dimenticate anche di mettere nel bagaglio un costume (non per la famigerata prova…), ma perché in diverse edizioni, alcuni motociclisti particolarmente temerari si sono cimentati nel primo bagno dell’anno, mentre molti altri si sono semplicemente esposti alla prima tintarella. Niente “ci penseremo più avanti”: iscrizioni a numero chiuso dal 1° gennaio 2024 Per l’adesione seguite le indicazioni presenti sul sito www.furbinentreffen.it, e non dimenticate che si tratta di una manifestazione a numero chiuso. Se volete il vostro posto al sole, dal primo gennaio scattano le iscrizioni. Ora che siamo un’acclarata nazione di velocisti non fatevi bruciare sullo scatto, siate furbini, tenete le tastiere calde dalla mezzanotte del 31 dicembre. Il Furbinen 2024 sarà una fantastica opportunità per visitare uno dei luoghi più celebrati al mondo, in compagnia di simpatici amici motociclisti e alla scoperta di una cultura che regala sapori e accoglienza millenaria. Per info sul Furbinentreffen 2024: www.furbinentreffen.it – furbinenancheio@furbinentreffen.it  Andrea 393.46.90.651 Claudio 335 5770077 PROGRAMMA Venerdì 8 Marzo Dalle 15 accoglienza dei partecipanti. Cena con menù degustazione a base di specialità “di terra” abbinate ai migliori vini locali e briefing per il giro del sabato. Festa canora con le più belle canzoni dedicate alle donne. Sabato 9 marzo Accoglienza dei partecipanti con arrivo il sabato, Partenza del “Rally della Pasta e delle Mimose” itinerario con road-book in una sorta di caccia al tesoro in moto lungo la Penisola Sorrentina e la Costiera Amalfitana. Un percorso eno-gastronomico e culturale attraverso gli angoli più belli di questa splendida regione, alla scoperta delle sue perle storiche ed artistiche, con assaggi di indimenticabile tipicità, Cena con menù degustazione a base di specialità “di mare” abbinate ai migliori vini locali, Chiacchiere motociclistiche fino a tarda notte Domenica 6 marzo Colazione, “brunch sorrentino” e arrivederci al Furbinen 2023. UN PO’ DI STORIA DEL FURBINENTREFFEN, IL RADUNO INVERNALE PER MOTOCICLISTI GAUDENTI Il Furbinentreffen viene concepito in una notte da lupi fra un gruppo di amici che attorno a un tavolo stanno preparando l’ennesima partecipazione al mitico Elefantentreffen! Proprio così: dovevamo necessariamente rischiare il congelamento, avendo come obiettivo finale una pozza di fango e brina nel bel mezzo della gelida Germania, ci siamo a un tratto chiesti perché questo, quando il nostro Bel Paese pullula di splendide mete, motociclisticamente godibili nel mite inverno mediterraneo?! Ecco così nascere l’idea di una festosa occasione di incontro per cui si macinano sì chilometri da veri arditi, sfidando le peggiori intemperie, ma con la prospettiva, al traguardo, di godersi un ben meritato premio! E quale premio migliore di una costiera fra le più belle del mondo in cui si inizia già a respirare aria di primavera, che ci offre in esclusiva le sue splendide strade, la sua arte, la sua squisita cucina, l’ospitalità della sua gente?! Il Furbinen si propone come un modello di raduno fondato sull’ozio creativo e sulla civiltà delle due ruote, libero dai deliri della competitività distruttiva e dall’attivismo insensato; il suo programma esibisce una ricca ghirlanda  di proposte che intrecciano la moto con la storia, il paesaggio, la gastronomia, accompagnando le giornate mototuristiche dei suoi ospiti senza insidiarne la privacy, predisponendo occasioni di godimento senza imporle, cercando di soddisfare una ampia scala di sottili desideri senza ostacolare intenzionali romantiche escursioni solitarie… La proposta di un raduno tanto insolito ha subito incontrato quella insaziabile sete di nuove amicizie e di nuove avventure che rende assolutamente straordinaria la tribù dei motociclisti, e così – al di là delle più ottimistiche previsioni – la costiera è stata gioiosamente invasa da centinaia di bikers provenienti da tutta Italia e che, infreddoliti ed entusiasti, anno dopo anno, la hanno acclamata a loro Paradiso invernale.                       L’articolo Furbinentreffen 2024 – (8/10 Marzo) e poi sarà primavera sembra essere il primo su Moto On The Road | viaggi in moto, avventure in moto, turismo in moto.

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Winter Heroes 2024, off road nelle terre del Palio – 26/28 gennaio 2024

Nel territorio famoso nel mondo per delle sue colline e per il Palio di Siena, tre giorni di off road e l’occasione di toccare con mano la passione di una contrada: questa sarà la Winter Heroes 2024 Sono tra le colline più belle al mondo e circondano una città fra le più suggestive dello stivale: Siena. Partirà dunque dalla splendida città toscana la Winter Heroes 2024, in un entusiasmante tracciato di off road e asfalto, non difficile, ma neanche per neofiti, da affrontarsi con la moto giustamente gommata. Un giro tra la bellezza e la storia, con qualche piacevole sosta per rinfrancarsi. Nelle serate conviviali, a motori spenti, sarà Siena con i suoi sapori e le sue tradizioni ad allietare i partecipanti. Oltre a una visita guidata alla città, ci sarà la cena presso una delle contrade più titolate di Siena, la Nobile Contrada del Bruco. Un programma denso di emozioni quindi, dalla sella alla tavola, per tre giorni da veri Winter Heroes, eroici quanto basta, goderecci senza limite. Come si svolgerà Venerdì 26 Gennaio: All’arrivo i partecipanti verranno sistemati nelle camere. A seguire cena con alcuni tra i migliori piatti della tradizione toscana. Prima del meritato risposo un dettagliato briefing: notizie, specifiche e suggerimenti, sul percorso che verrà affrontato il sabato. Sabato 27 gennaio: Un’intera giornata all’insegna della manetta (saggia e moderata) con un itinerario che, con lunghi tratti di off road, porterà sulle più belle strade bianche senesi. Il tutto inframezzato da gustose soste. Al rientro, dopo essersi riposati e rimessi presentabili, ci sarà una visita guidata alla città di Siena e la straordinaria occasione delle cena presso la Nobile Contrada del Bruco, una vera immersione nella più famosa gara equestre del mondo. Domenica 28 gennaio: Una mattinata ancora in moto con un breve giro alla scoperta di altri bei luoghi ed altri assaggi, prima del rientro alle proprie destinazioni, con l’impegno di rivedersi alla prossima edizione. Per info sulla Winter Heroes 2024 Andrea 393.4690651 Norberto e Barbara 348.7690769 Claudio 335.5770077 Sito web: http://www.eroiciinmoto.it/tour-winter-heroes/         L’articolo Winter Heroes 2024, off road nelle terre del Palio – 26/28 gennaio 2024 sembra essere il primo su Moto On The Road | viaggi in moto, avventure in moto, turismo in moto.

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Motofelicità: istruzioni per l’uso

Piccolo vademecum per una bella giornata a cavallo della propria motocicletta a cavallo dell’Appennino. Occorrente: – Una domenica di metà Novembre (vanno bene anche altri mesi, ma Novembre risulterà prezioso in seguito) – Una moto dimolto ma dimolto bella (vanno bene anche le altre, comprese cinesi, elettriche e Giesse, ma vuoi mettere una Multistrada Pikes Peak prima serie?) Dai seriamente: è la più bella   – Un territorio da esplorare e/o da (ri)scoprire, meglio se collinare/montano, ma visto che siamo in Italia vanno bene tutti, qualsiasi bivio prendi caschi sempre in piedi, non ci pensiamo mai ma abbiamo avuto un gran culo a essere nati qui. – MotoMappa caricata su Google Maps e/o una traccia da seguire che si sviluppa lungo una qualsiasi dorsale appenninica. – Un abbigliamento tecnico adeguato, per esempio un completo triplo strato Hevik Centaurus. – Un giusto spirito che incurante di percentuali consenta di uscire anche se fa freddino, anche se minaccia pioggia, e che anche se a un certo punto ti trovi in mezzo a un nebbione che non vedi la ruota davanti rallenti, aguzzi la vista, e ti godi la full immersion in un paesaggio tanto grigio quanto fascinoso. Non esiste meteo avverso: esistono motociclisti poco determinati.   – Dulcis in fundo una di quelle signore di uno di quei bar alimentari macelleria ortolano giornalaio emporio tuttofare di paese che nonostante l’ora ti mette a tavola, ti accende la stufa di ghisa, e ti porta un tagliere che ci fai pranzo merenda e cena per due giorni. Motofelicità appunto!   – Dicevamo di Novembre: ma in quale altro periodo li trovi dei colori così?   L’articolo Motofelicità: istruzioni per l’uso sembra essere il primo su Moto On The Road | viaggi in moto, avventure in moto, turismo in moto.

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EICMA 23: la prima volta dagli occhi di un adolescente

E’ calato il sipario su EICMA 23, ma rimangono da raccontare le emozioni di Valentino (il nome non è certo casuale…), adolescente neo motorizzato e neo patentato per la prima volta nel Paese dei Balocchi. L’ingresso di EICMA 23 La mia esperienza a Eicma 2023 Quest’anno ho avuto il privilegio di partecipare per la prima volta all’EICMA, e posso affermare che l’attesa è stata pienamente ripagata. Quando ho deciso di visitare una delle più grandi fiere mondiali dedicate al mondo delle due ruote, non avevo ancora compreso appieno a quale tipo di esperienza stavo per sottopormi. Ma una volta giunto sul luogo e resomi conto di ciò che mi aspettava, ho vissuto un mix di emozioni. La domenica mattina, ultimo giorno della fiera, all’ingresso dei tornelli, mi sono trovato di fronte a un muro di persone, ma non appena la coda si è ridotta, sono riuscito finalmente ad immergermi in questo mondo fantastico. Una volta all’interno, la sensazione di smarrimento mi ha colto, forse a causa dell’emozione o della folla presente…   Tu chiamale se vuoi… I primi padiglioni che ho scelto di visitare sono stati il 15 e il 13. Ricordo distintamente la prima moto che ho visto: la Kawasaki ZX-10RR, su cui corre Alex Lowes in SuperBike. È stato straordinario vederla lì, ferma e imponente, quando ero abituato a osservarla sfrecciare ad altissima velocità in televisione. Successivamente, mi sono diretto allo stand Honda, dove ho potuto ammirare la nuova Africa Twin Adventure 2024 e la Honda Transalp XL750. Entrambe molto belle, sebbene io preferisca il faro rotondo della vecchia Transalp. Ma, come si suol dire, è solo una questioei di gusti.   Proseguendo la visita, mi sono soffermato allo stand Ducati, uno dei miei preferiti. Purtroppo, a causa dell’affluenza di persone, non sono riuscito a scorgere il nuovo Hypermotard 698 Mono, ma ho avuto modo di ammirare altre perle della casa italiana: la Streetfighter V4, la Superleggera V4 e la Desert X. Dietro a una folla compatta, sono riuscito a intravedere le moto di Alvaro Bautista e Pecco Bagnaia, con la speciale livrea gialla, utilizzate al circuito di Misano.   MotoGP e non solo Nel contesto delle corse, tra i vari stand e padiglioni, ho notato diversi prototipi della MotoGP, come la Yamaha YZF M1 di Fabio Quartararo, la Desmosedici di Luca Marini nello stand Ebay, la Honda HRC di Marq Marquez, e molti altri colossi della classe regina del motomondiale. Una menzione speciale va alla Gilera 250 del SIC: è stato emozionante vederla tra i prototipi del team Aprilia all’interno di EICMA 23. Passano gli anni ma quel nunero 58 suscita sempre grande emozione   Se un ragazzino viene attratto anche da questa vuol dire che c’è speranza (n.d.r.) Incontri interessanti La giornata è stata intensa ma incredibilmente significativa per il mio bagaglio di conoscenze motociclistiche. Tra moto straordinarie e incontri con famosi “creators” di motovlog, la giornata è volata via nel puro divertimento.   Appuntamento al prossimo anno Consiglio a ogni appassionato di motori di vivere almeno una volta l’esperienza dell’EICMA. Si tratta di un’occasione unica per arricchire il proprio bagaglio di conoscenze e vivere un’esperienza speciale non da tutti i giorni. (testo e foto di Valentino Pestelli) L’articolo EICMA 23: la prima volta dagli occhi di un adolescente sembra essere il primo su Moto On The Road | viaggi in moto, avventure in moto, turismo in moto.

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Da Termoli all’interno per scoprire il Molise in moto e le sue bontà

Una piccola regione ricca di bellezza artistica, ambientale e gastronomica. Non ultima quella umana. Il nostro viaggio nel Molise in moto È la cenerentola fra le regioni italiane e anche se non è la più piccola è forse quella meno conosciuta. Stiamo parlando del Molise, territorio amministrativamente accorpato per lungo tempo all’Abruzzo, che sta faticosamente cercando di assumere una sua autonomia, soprattutto nella percezione dei connazionali, che scherzosamente si interrogano “se esiste”. Ma il Molise, come Cenerentola, ha in sé la potenzialità per diventare territorio principe per un turismo lento e attento. Un turismo di persone che vadano oltre la scelta del breve e bellissimo tratto costiero, per scoprire le tante meraviglie dell’interno. Nell’azione virtuosa di un turismo alternativo a quello di massa, ci sono tanti molisani che si stanno impegnando ed anche diverse persone provenienti da regioni del nord e del sud, innamoratisi di questo incredibile territorio. Di tutta la bellezza che abbiamo visto nel nostro giro del Molise in moto, quella che ci ha colpito di più è stata quella umana. Le mura del Borgo Antico verso nord Come se la forza di genti che hanno abbandonato per necessità questa terra, si fosse riversata in loro, fornendogli tenacia e determinazione, senza perdere la caratteristica predominante: la gentilezza. Ecco, il Molise è un territorio gentile. Gentile nelle sue colline, nelle sue spiagge, nei borghi, nel cibo e ovviamente nella gente, sempre sorridente, sempre disponibile, anche alla battuta scherzosa. Un trabocco che ricorda la vicinanza con il tratto costiero dell’Abruzzo Termoli, un gioiello sul mare Il nostro piccolo itinerario di scoperta del Molise in moto comincia da Termoli, cittadina costiera della provincia di Campobasso. Termoli, caratterizzata dal bellissimo Borgo Antico, si è sviluppata in diversi quartieri dove gli scempi edilizi degli anni ’60 e ’70 sono rari. Il piccolo colle rivolto al mare su cui si sviluppa il Borgo Antico, è dominato da Castello Svevo, vero e proprio simbolo della città. Gran parte del Borgo Antico ha un camminamento esterno che volge al mare, regalando bellissime vedute verso la costa abruzzese e il massiccio della Majella. Un’antica porta d’accesso al Borgo Vecchio Questa parte di Termoli è fatta di stradine e vicoli che offrono scorci che lasciano spesso intravvedere il mare. Così è anche per il vicolo più stretto d’Italia, percorribile solo se si è sufficientemente magri e camminando di traverso. Nel Borgo Antico la piazza più importante è quella della Cattedrale, punto di incontro dove i bar e i ristoranti offrono vitalità fino a tarda notte. La Cattedrale di Santa Maria della Purificazione, bellissima e millenaria struttura in stile romanico, è divisa in tre navate e conserva le spoglie di due santi. Fuori dal Borgo Antico la strada dello “struscio” e dello shopping è il Corso.  Questo, costellato dai bei lampioni liberty e dalle tante vetrine, si specchia nel non lontano mare azzurro. Il Corso Alla ricerca di bontà alimentali Ci siamo quindi spostati all’interno, alla ricerca di quelle eccellenze produttive che costituiscono la base per uno sviluppo turistico del Molise.  Trattenere le persone sul territorio è infatti indispensabile perché questo non si impoverisca e venga trascurato. Il Molise conta circa 300.000 abitanti, ma i molisani all’estero sono circa 700.000, cosa che dà la misura del fenomeno sofferto da questa regione. In direzione di Isernia si può costeggiare il fiume Trigno, confine naturale con l’Abruzzo, con la SS650, oppure percorrere strade più interne. La nostra meta è una fabbrica artigianale famosa nel mondo, la Dolceamaro di Monteroduni. Questa azienda è specializzata nella produzione di confetti, ma non solo. Diversi sono i dolciumi realizzati anche in versione monodose per molteplici blasonati marchi dolciari e della ristorazione. Produzioni che mantengono la caratteristica dell’artigianalità e tuttavia godono delle più severe certificazioni internazionali. È anche possibile prenotare una visita guidata all’azienda, unica raccomandazione: non essere troppo golosi… Il prodotto principe della Dolceamaro di Monteroduni è il confetto, in tutte le sue varianti   Il Panettone artigianale non è un’esclusività milanese Non distante è possibile far visita ai Fornai Ricci, altra eccellenza molisana. Qui si trovano i laboratori di produzione del Panettone e del Panevo (con olio extravergine di oliva). Entrambi godono di lunghissime lavorazioni che possono portare – dalla lievitazione al confezionamento – a quasi 100 ore di preparazione. Anima di entrambi i panettoni è il lievito madre che ha raggiunto il mezzo secolo di vita e che ha accompagnato la nascita di questa azienda artigianale. I Fornai Ricci hanno un bel punto vendita con caffetteria e bar, che mette a disposizione una ricca serie di prodotti, dalla pasticceria ai biscotti, dal pane alle confetture. La foto non è al contrario, sono i panettoni che vengono girati prima dell’ultima cottura in forno Ma pane e dolciumi non sono fatti solo di lievito, ma anche di acqua. Per questo motivo abbiamo trovato interessante fare una visita all’Acquedotto di Bojano che fornisce acqua non solo al Molise, ma anche alle altre regioni confinanti. Dalle sorgenti del fiume Biferno un lungo condotto scavato a mano sotto l’’Appennino percorre ben 12 chilometri e viene chiamato Galleria Matese. Anche qui è possibile, previo appuntamento, effettuare una visita guidata, che ha diversi motivi di interesse, ma conviene coprirsi bene anche d’estate, perché la temperatura non supera i 10 gradi. La sorgente del fiume Biferno Il ritorno alla terra: una scelta colta e di qualità Sempre sulle tracce di iniziative artigianali e imprenditoriali – senza trascurare la bellezza dei luoghi – siamo andati a visitare un’azienda agricola che produce olio e formaggi in una filiera a ciclo chiuso. Il progetto nasce da due ragazzi, Michela e Nicola, lui molisano e lei piemontese, conosciutisi sui banchi universitari della Facoltà di Scienze Gastronomiche. Così, negli 85 ettari di terra della famiglia di Nicola, tra i territori di Campolieto e San Giovanni in Galdo, organizzano un’azienda agricola a impatto zero: ogni elemento residuo di ciascuna produzione diventa parte di altre produzioni, in un ciclo dove ci si avvicina alla totale autonomia energetica. Il progetto prevede ospitalità turistica e ristorazione, ma anche esperienze

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EICMA 2023: è giallo!

Viaggio tra i colori e i misteri di Eicma 2023, vi raccontiamo cosa abbiamo visto, cosa ci è piaciuto, cosa meno, e cosa non abbiamo capito. Rosso Ducati Beh dobbiamo per forza cominciare da qui: ok gli aggiornamenti (anche di prezzo, qui si esagera, io ve lo dico!) di alcuni modelli di punta (Multistrada RS, DesertX Rally, 916), la regina (reginetta via) del Salone non può essere che la Hypermotardina. Quel motore promette impennate già solo a guardarlo, la ciclistica pare compatta, su per i passi ci sarà da divertirsi. Però…   Hypermotard Mono Superquadro   Però ecco, forse un po’ di azzardo estetico in più rispetto alla familiare Hypermotard bicilindrica lo potevano osare. Ma soprattutto: il supermotard andava di modissima vent’anni fa, durante una visita a Borgo Panigale dissi a chi di dovere “Mettete il supermono su una moto coi manubri alti e il primo cliente ce l’avete già”. Mi hanno dato retta finalmente, speriamo non sia troppo tardi. Comunque c’è da dire che spesso Ducati (ri)apre la strada, che cicli e ricicli si sussuegono, e che quella piattaforma servirà per le prossime attesissime moto da offroad. Vedremo. Ducati Desert X Rally   Made in Japan Dominante rossa anche nel faraonico stand Honda, qualche nuovo modello di Hornet e CBR, ma diciamo che il fuoco della passione sta altrove. Gli appassionati di tecnica però avevano modo di rimanere incantati di fronte allo spaccato di un motore equipaggiato col nuovo sistema di trasmissione E-Clutch. Uno a caso: io. Capirci qualcosa però era un altro paio di maniche. Il sistema di frizione E-Clutch Honda   L’età media del motociclista, negli ultimi tempi si sa, si è alzata, ed ecco che la furba Yamaha ha portato a EICMA 2023 tre versioni della XSR 900, un modello che fino a ora non è che facesse proprio girare la testa. Ma stavolta l’hanno vestito di colori decisamente evocativi: il bianco-rosso dello sponsor tabaccaio degli anni ’80 – ’90, e soprattutto quella tabella portanumero gialla a ricordare le mitiche 500 due tempi da gran premio di quegli anni. Chi ha passato il mezzo secolo di età era piacevolmente ammirato. Uno a caso: io. Yamaha XSR GP   A proposito di motociclette tradizionalmente migliorabili dal punto di vista estetico, in casa Suzuki hanno presentato la GSX8-R più sportiveggiante coi manubri bassi, e la GX, millona dotatissima di tutta l’elettronica che a uno possa venire in mente, compreso quella adibita al controllo del reparto sospensioni. Bellissimissime non sono, ma i loro punti di forza riguardano le caratteristiche di guida, e memori della prova dei modelli precedenti non abbiamo alcun dubbio in proposito. Suzuki GSX 1000GX   Made in India Ma l’avete vista la nuova Himalayan? Linee decisamente più morbide e moderne, magari ha perso quel fascino spartano retrò che probabilmente è sempre stato alla base del suo successo, ma cavolo, a tanta gente è venuta subito  voglia di provarla e di metterla alla prova sia su strada che fuori. Uno a caso: io. Royal Enfield Himalayan   Moto Guzzi e Moto Morini Belle sorprese! In quel di Mandello hanno fatto una Stelvio molto ma molto ma molto bella. Intorno a quel bel motorone hanno allestito una crossover coi fiocchi, elegante, dall’aria comoda, ben dotata in capacità di carico e accorgimenti per viaggiare in sicurezza; per esempio il radar, sistema che consente di regolare in automatico la distanza dagli altri mezzi, certo che bisogna fidarsi e lasciar fare tutto alla moto, infatti qualcuno avanza qualche resistenza in merito. Uno a caso: io. Moto Guzzi Stelvio   Casomai un appunto: nello stand non erano disponibili bochure o cartelle stampa e tutto era demandato alla consultazione del sito online. Bene dal punto di vista ecologico, ma guardate che ci sono ancora appassionati affezionati alla cara vecchia carta. Uno a cas… ok ci siam capiti. Inaspettata la carenatissima Moto Morini Corsaro, e bella massiccia la X-Cape 1200 destinata a seguire le fortunate orme della sorella minore. Moto Morini X-Cape 1200   Made in China Se fino a qualche anno fa la presenza di certi marchi orientali era relegata alla voce “folklore”, adesso è il caso di cominciare a preoccuparsi. Stand imponenti, finiture e materiali adeguati, rete di vendita e assistenza che comincia a essere capillare. La qualità si paga, e i prezzi stanno salendo di conseguenza, ma nomi come CFMoto, Voge, QJ Motor, stanno diventando sempre più familiari. CF Moto MT 700 Dual On-Off-Road Ormai da qualche anno prolificano gli eventi che portano appassionati a scoprire le gioie (e qualche dolore ahimè) dell’adventouring, e tutte le Case sono alla ricerca dell’invenzione del secolo, cioè della motocicletta agile e leggera che consenta di salire su per i dirupi sassosi, ma anche di fare qualche centinaio di km di trasferimento su asfalto viaggiando con un minimo di protezione a velocità decenti, e senza arrivare rincoglioniti dalle vibrazioni. Non potendo più contare su Honda Dominator o su Yamaha XT (che non a caso sul mercato dell’usato hanno raggiunto quotazioni assurde), non resta che guardarsi intorno magari in stand non troppo blasonati: AJP per esempio, oppure Kove. Ma anche, udite udite, Honda con la sua bellinosissima CRF300 Rally.   Comunicazione di servizio: se qualcuno volesse mettercele a disposizione per farcele provare non ha che da citofonarci. Misteri di EICMA 2023 BMW mancava anche quest’anno e per vedere da vicino la nuova chiacchieratissima 1300 bisognava andare a cercarla tra gli stand di accessoristica. Bah che dire, pur riconoscendo al GS proprietà dinamiche indiscutibili, non ci ha mai fatto impazzire. Questa è un po’ più filante, anche a scapito di una certa perdita di identità, che per altro è stata recuperata… nel faro. Un po’ pochino forse, ma evidentemente quella dell’illuminazione è diventata una caratteristica ricercata, basta vedere la risposta tipo Predator della KTM 990 Duke.   Uno dice MV Agusta e la prima cosa che gli viene in mente è Giacomo Agostini. La seconda è “Che-Moto-Bellissime!”. E in effetti sono uno spettacolo. Solo che poi chiedi: “Ma la compreresti?”. E, anche al netto di qualsiasi

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Nella terra di Joe Petrosino: Vallo di Diano

Nei luoghi natii dell’eroe americano Joe Petrosino, abbiamo scoperto arte, cucina e gente ospitale. Questo è il Vallo di Diano. Quando partì giovanissimo con la sua famiglia, Giuseppe Petrosino di certo non immaginava che sarebbe diventato un eroe americano, un poliziotto simbolo della lotta al crimine. La sua famiglia non era emigrata in preda alla miseria, ma per cercare nuove opportunità di lavoro, visto che il padre era un abile sarto. Nella sua cittadina, Padula, la bella palazzina di proprietà familiare è oggi museo dedicato proprio a Joe Petrosino. Padula si trova in una vallata circondata da montagne dell’Appennino campano, chiamata Vallo di Diano. Questo altopiano che varia dai 450 ai 480 m/slm, si è formato da un lago prosciugatosi in era remota ed è attraversato dal fiume Tanagro. Padula L’ultimo drammatico ritorno a casa Joe tornò più volte nella sua Padula, anche pochi giorni prima di essere assassinato in Sicilia dalla mafia. Inventore dei metodi di investigazione contro il crimine organizzato e anche della squadra di artificieri americani denominata Bomb Squad, avrebbe piacere nel vedere che a distanza di un secolo viene celebrato negli USA e ricordato nella sua città natale, grazie ai parenti e al museo. Ma probabilmente avrebbe altrettanto piacere nel vedere che i suoi concittadini sono animati dal desiderio di valorizzare le bellezze del Vallo di Diano fornendo l’opportunità di rinascita di territori troppo spesso spogliati dall’emigrazione. La casa della famiglia Petrosino, ora Museo dedicato a Joe Il Vallo di Diano è un territorio campano attorniato da montagne che arrivano fino 1800 metri d’altitudine, con 15 comuni distribuiti dalla valle alle pendici lungo un territorio che è attraversato da importanti vie di comunicazione. Ci passa l’autostrada Salerno – Reggio Calabria e la vecchia strada romana Popilia-Annia, del primo secolo avanti Cristo, oggi SS19 delle Calabrie. Arrivando da nord lasciando l’autostrada A3 a Petina e imboccando la SS19 si percorreranno una bella serie di curve fino a Pertosa, primo paese del Vallo di Diano. Ma avendo tempo è bellissimo fare tutta la statale da Salerno, imboccando da subito la 19 delle Calabrie: un percorso denso di curve di ogni tipo. Bellissime curve della SS19 delle Calabrie Le Grotte di Pertosa A Pertosa si trovano le omonime grotte, una serie di spettacolari cavità carsiche che è possibile visitare, con un primo tratto da percorrere in barca. Nei pressi si trovano l’interessante Museo del Sottosuolo (unico in Italia e uno dei pochi al mondo) e la possibilità di effettuare rafting. Più avanti il borgo di Polla, con il Santuario di Sant’Antonio, progettato nel XVI secolo da ignoti architetti, ricco di affreschi, statue lignee e tele. Balzato alle cronache per la miracolosa lacrimazione del 2010 (fenomeno riconosciuto ufficialmente come miracolo) è luogo di pellegrinaggio e devozione verso il santo. Il Santuario di Sant’Antonio Proseguendo sulla SS19 si incontrerà Atena Lucana cittadina di origini antichissime. Diversi gli edifici religiosi da vedere come il Santuario o Chiesa di San Michele, ma è nel perdersi nei vicoli di questo borgo che si potrà respirare la sensazione di essere in un luogo speciale, fatto di tranquillità e accoglienza, di angoli di bellezza senza tempo. Atena Lucana ha tutti gli elementi per essere luogo tra i meglio vocati del Vallo di Diano per un turismo di viaggiatori alla ricerca di bellezza e tranquillità. Sala Consilina anch’esso borgo di antiche origini, ha subito uno sviluppo forse più utilitaristico, snaturando il vecchio centro medievale. Tuttavia abbiamo trovato motivo di interesse facendo una sosta golosa nell’azienda casearia Kasanna, dove abbiamo avuto modo di degustare buonissimi formaggi. I cibi sono un altro punto di forza di Vallo di Diano. Qui siamo al confine con la Basilicata e, ad esempio, si trovano i favolosi peperoni cruschi e altri prodotti lucani, ma anche i celebri vini campani e le celebri mozzarelle di bufala. Teggiano e i suoi tesori Teggiano ha uno dei centri storici meglio conservati della Provincia di Salerno. Di probabili origini greche rivestì grande importanza nel Medioevo. Ne è testimonianza l’imponente Castello edificato dalla famiglia Sanseverino come fortezza difensiva. Da non perdere la Cattedrale di Santa Maria Maggiore, un gioiello architettonico che risale agli albori del Cristianesimo e il Museo delle Arti e delle Tradizioni Popolari in un palazzo comunale vicino la Chiesa di Santa Barbara. Teggiano Finalmente a Padula Ed ecco Padula, con i sui vicoli e le sue chiese, ed ogni tanto qualcosa che ricorda Joe Petrosino, una targa, un murales, fino alla sua casa museo. Qui siamo stati guidati da Nino pronipote di Joe, custode della memoria storica della famiglia Petrosino. In un avvincente racconto molto simile a un monologo teatrale, ci ha tenuti incollati a questa storia che negli USA è celebrata con grande enfasi tutt’oggi. Nino ha girato il mondo a raccontarla, per amore della memoria familiare, ma anche per amore verso la legalità. La collaborazione con alcune realtà antimafia come l’Associazione Libera di Don Ciotti, ne è la testimonianza. Ma a parte il borgo e l’avvincente storia dell’eroe newyorkese, Padula ha in serbo una sorpresa per il visitatore che non conosce questa zona, un monumento che da solo varrebbe il viaggio: la Certosa di Padula o Certosa di San Lorenzo. Questo è uno dei più antichi monasteri certosini d’Italia, ma anche il secondo più grande in Europa dopo la certosa di Grenoble in Francia. L’edificazione cominciò nel 1306 per volere di Tommaso Sanseverino, conte di Marsico e signore del Vallo di Diano e si protrasse con modifiche e ampliamenti fino al XIX secolo. Occupa l’incredibile superficie di 51.500 metri quadrati, e dal 1998 è patrimonio UNESCO. Qui una visita (meglio guidata) è imperdibile. La grandiosità delle sale, dei chiostri, i giardini interni, le scalinate e la stupenda biblioteca sono un inno alla bellezza. L’ultimo dei borghi del Vallo di Diano (o il primo venendo da sud) è Casalbuono con il suo castello medievale con le torri angioine circolari. Un’ultima meraviglia di questo viaggio denso di sorprese. Link, indirizzi utili e curiosità Il Vallo di Diano fa parte del Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni ed è

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Giacca Held Lawrence: autunno con lo stile senza tempo del cotone cerato

Un capo dalla foggia classica da utilizzare nelle mezze stagioni. La nostra prova della giacca Held Lawrence La giacca Held Lawrence è piena di richiami mitici per i motociclisti. Ha il nome di un celebre ed avventuroso motociclista – Lawrence d’Arabia – e riprende lo stile inglese delle famose giacche cerate, come Belstaff e Barbour. Una giacca quindi senza fronzoli, per duri e puri del motociclismo di altri tempi, che non disdegnano sfoggiare un certo stile in moto e anche giù dalla sella. È chiaro non si tratti di una giacca per il freddo intenso né per il caldo soffocante, ma per quelle stagioni dove è doveroso coprirsi andando in moto, senza eccedere in un abbigliamento faticoso da portare quando si fanno due passi a piedi. L’autunno quindi, ma anche la primavera. La nostra prova Nella nostra prova abbiamo infatti apprezzato la comodità come capo casual, da abbinare a jeans e pullover, ma anche a pantaloni più classici e camicia. Il cotone cerato, accompagnato dalla fodera in tessuto, risulta confortevole e per nulla rigido. La giacca – rigorosamente solo nel colore marrone – dispone di diverse regolazioni per risultare più aderente possibile, ed è caratterizzata da quattro bei tasconi con patella: i più sicuri per riporre le cose importanti, dal cellulare al portafoglio. Ci sono comunque le tasche interne per la stessa funzione. Essendo a tutti gli effetti un capo motociclistico non mancano le protezioni su spalle e gomiti con la possibilità di inserire anche il paraschiena. Visto il richiamo d’altri tempi, la Giacca Held Lawrence non disdegna lo stile fuoristradistico ed infatti c’è anche la possibilità di inserire la protezione per il petto. Paraschiena e protezione petto sono entrambe opzionali. Il cotone paraffinato ha un ottimo spessore (più di quello utilizzato da Belstaff e Barbour), ma comunque risulta non rigido. Le protezioni su spalle e gomiti – seppur certificate – non sono per nulla invasive e non modificano la conformazione della giacca, che rimane di taglio casual, mentre spesso le giacche da moto con le protezioni fanno “l’effetto soldatino”. La Held Lawrence è una giacca da usare principalmente per uso urbano o per piccoli spostamenti fuoriporta, ma adatta anche ad essere utilizzata come vero e proprio capo casual, perché l’innegabile fascino d’altri tempi la rende sempre elegante. Giacca Urban Held Lawrence: la scheda tecnica Materiale: cotone cerato Fodera: materiale tessile Caratteristiche in breve: – 4 tasche esterne – 3 tasche interne – tasca per documenti – tasca interna impermeabile per cellulare e powerbank – colletto morbido – regolazione vita interna – regolazione bacino – Tecnologia Held Clip-In   Sicurezza – certificato EN 17092, abbigliamento protettivo per motociclisti – protettori SOFT certificati EN 1621-1:2012 sulle spalle e gomiti, Level 1 – paraschiena certificato EN 1621-2:2014 (opzionale) – Velcro per protezione torace, art. 9784 & art. 92227 certific EN 1621-3:2018, Level 1 (opzionale) – cerniera di collegamento Classe di prestazione – EN 17092-4:2020 Colore: marrone 52 Taglie : S , M , L , XL , XXL , 3XL , 4XL , 5XL La giacca Lawrence è in vendita presso i concessionari Held al prezzo di euro: 319.95 € (IVA inclusa) Per maggiori informazioni: HELD Gmbh – www.held.de – https://www.facebook.com/HeldItaly                   L’articolo Giacca Held Lawrence: autunno con lo stile senza tempo del cotone cerato sembra essere il primo su Moto On The Road | viaggi in moto, avventure in moto, turismo in moto.

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Dall’Occitania fino alla Provenza in moto (parte seconda)

La seconda parte di un viaggio nel sud della Francia, percorrendo tratti dall’Occitania, fino alla Provenza in moto Poco a nord di Nimes, percorrendo un bellissimo tratto di strada costellato da curve veloci, c’è Uzès, aristocratica cittadina occitana, da cui nascono le acque che consentirono agli antichi romani di creare il fiorente sviluppo della città di Nimes. In questa bella città medievale spiccano le torri, il castello e la piazza del mercato con i portici. È un borgo tranquillo ed elegante, dove ogni angolo e ogni vicolo risultano interessanti e preziosi. Dunque le acque di Nimes partono da qui e la civiltà romana, con i suoi esperti ingegneri riuscì a convogliarla percorrendo una cinquantina di chilometri, con l’esiguo dislivello di una quindicina di metri. Uzès Una meraviglia architettonica: il Pont du Gard Lungo questo percorso è straordinario l’attraversamento del letto di un fiume, con la costruzione del bellissimo Pont du Gard. Questa impressionante struttura lunga 275 metri e alta 49 metri è Patrimonio Unesco ed è il ponte romano più alto del mondo. L’acqua scorreva sulla parte più alta del ponte, ma nei secoli questo fu utilizzato anche per il passaggio di persone e merci, fino ad affiancargli un ponte carrabile, che appare quasi un tutt’uno con l’antica struttura. Lo si può attraversare proprio su questa parte, o percorrerlo, in una visita guidata, nell’antica conduttura piastrellata sulla sua sommità. Si rimane affascinati da questa struttura, capace di affrontare due millenni di storia, restando praticamente illesa. Così le acque provenienti da Uzès raggiungevano Nimes, alimentando terme, fontane e altri usi. Pont du Gard Sur le pont d’Avignon… A una quarantina di chilometri verso est troviamo Avignone e siamo nuovamente sulle sponde del Rodano e in Provenza. Avignone è una delle città storicamente più importanti di Francia. Sede dei Papi cattolici per una settantina d’anni nel XIV secolo, rimase sotto il loro dominio fino al 1791, quando entrò a far parte della Francia. Tra i monumenti più importanti il Palazzo dei Papi nel centro città, attorniato da fortificazioni medievali in pietra, ma anche il famoso ponte di Avignone sul fiume Rodano. Dell’imponente ponte restano quattro delle 22 arcate originali, ma è comunque un affascinante simbolo della città. Avignone A un’ottantina di chilometri verso sud est troviamo Aix en Provance e saremo nel cuore della regione della lavanda. Qui le tradizioni della Costa Azzurra e dell’Italia si avvertono fortemente, nella cucina, nell’architettura, nel modo di vivere. È un luogo dove i caffè e i ristoranti sono sempre pieni, dove ogni occasione è buona per una chiacchiera, dove anche nei giorni feriali c’è un po’ di sentore festivo. I tanti turisti sicuramente contribuiscono a questo, ma c’è del proprio in questa attitudine. È come se l’allegria della Provenza permeasse ogni cosa, come se i fiori e i colori delle celebri campagne circostanti dipingessero l’animo della gente. Arrivare in Provenza in moto ci ha regalato belle strade ed emozioni, ma ora un ultimo scatto prima di visitare il cento di Aix en Provance a piedi Le insegne Aix en Provance è una città colta e raffinata, dove i numerosi musei offrono spaccati di arte antica e moderna. Qui ci sono i luoghi di Paul Cézanne, come la casa natia, il suo vecchio studio, ma soprattutto i panorami che influenzarono il pittore impressionista. Tra i monumenti La Cattedrale, la chiesa di Saint Jean de Malte, il Pavillon Vendome, l’Hotel de Ville sede del municipio cittadino, il Centre Caumont, raffinato museo all’interno di un castello del XVIII secolo, ma anche le tante fontane, tra cui la Fontaine des Quatre Dauphins o la fontana grande, situata nella piazza La Rotonde. Edicole votive e statue Ma è tutta la città di Aix en Provance ad essere ricca di arte e cultura, una città universitaria animata da una gioventù che la tiene viva giorno e notte, ma che non disdegna angoli di pace e una campagna circostante che si tinge di vari colori a seconda della stagione. In tutto questo percorso della Provenza in moto, abbiamo riscontrato anche l’abitudine degli automobilisti a fare spazio per agevolare il sorpasso delle motociclette. Un’attenzione molto gradita e un segno di amicizia per le due ruote. Dall’Occitania fino alla Provenza in moto, info utili: Dormire a Aix en Provance Hotel Concorde 66768 Boulevard du Roi Rene’ 13100 Aix-en-Provence Grazioso hotel con personale molto gentile in pieno centro città. Parcheggio e confortevoli spazi esterni comuni. www.hotel-aixenprovence-concorde.com Mangiare ad Aix en Provance La Fromagerie du Passage Passage Agard, 55 Cours Mirabeau 13100 Aix-en-Provence +33 (0)4 42 22 90 00 Bel ristorante con ottimi menù a base di formaggi e buon vino. Una passeggiata nella celebre cultura francese di prodotti caseari, ma non solo. www.lafromageriedupassage.com Ufficio del Turismo di Aix en Provence 300 , avenue Giuseppe Verdi 13199 Aix-en-Provence https://maps.app.goo.gl/H8UALrhg9qjR8h4Z6 Altre info Ufficio del Turismo Francese www.france.fr/it Dall’Occitania fino alla Provenza in moto, la moto del viaggio: Honda CRF1100L Africa Twin Adventure Sports Com’è in viaggio (l’opinione del direttore) Come spesso accade si utilizzano moto con propensione fuoristradistica per viaggiare su asfalto. I motivi sono diversi e superano la semplice enfasi avventurosa di queste moto. La posizione di guida con busto eretto offre una buona sensazione di controllo del mezzo e della strada (anche visuale) e poi le sospensioni a corsa lunga danno l’impressione di maggior comfort. In realtà per le lunghe percorrenze su asfalto sono le touring o sport touring le più adatte, per la posizione leggermente inclinata in avanti della schiena (che scarica un po’ di peso sulle braccia) e per un maggiore equilibrio delle sospensioni viaggiando a pieno carico. A tal proposito la CRF1100L Africa Twin Adventure Sports dispone di regolazione elettronica del precarico, molto comodo anche grazie allo schermo touch screen (ma in movimento si disabilita in favore dei comandi al manubrio). C’è la modalità con solo pilota, pilota con bagaglio, pilota e passeggero e pilota passeggero e bagaglio. Tanta elettronica Le regolazioni e le personalizzazioni sono tante: c’è il controllo di trazione HSTC a 7 livelli, l’anti impennata a 3 livelli di

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Elettronica sulle moto: si o no?

Il Bene e il Male, Yin e Yang, Coppi e Bartali, la storia del mondo è fatta di dualismi e contrapposizioni. Per esempio tra chi considera l’elettronica sulle motociclette una inutile complicazione e chi invece ne tesse le lodi in quanto valido aiuto in nome della sicurezza. Come sempre la verità sta in mezzo, e a proposito di dualismi ce lo spiegano Franz e Macs.   Il ponte di comando ideale per Franz Il parere di Franz, vecchia guardia della serie “ai miei tempi…” Non c’è nulla da fare, quelli della mia generazione quando vedono tutti quei pippoli al manubrio rimangono sconcertati. Porca miseria, ce ne sono di tutte le fogge e dimensioni, joystick e controlli che nemmeno la Playstation: puoi regolare le sospensioni ottimizzandole per i curvoni veloci della Cassia o per i tornanti della Futa (santo subito chi ha previsto il tasto reset per riportare tutto com’era), puoi settare il controllo trazione per decidere come e quanto derapare in uscita dalla Curva Capirossi a Borgo Rivola, puoi guardare la MotoGP sul display del cruscotto grande come la tv di cucina, puoi anche controllare in tempo reale la pressione delle gomme, non sia mai che ti si sia alzata stando in scia alla Panda della famigliola in gita. Poi però se a quella stessa Panda che sta facendo un’improvvisa inversione di marcia devi suonare il clacson, non ci riesci perché il pulsante è affogato in mezzo a mille altri, e prima che il pollice lo trovi hai già disattivato l’ABS e impostato tre mappature diverse a tua insaputa, e insomma fai prima a cacciare un urlo. Complicazione affari semplici Scherzi (scherzi fino a un certo punto…) a parte ci sono cose che comunque davvero non capisco, tipo la depravazione di certi ingegneri elettronici nel complicare le cose semplici, sulla stupidità della chiave di accensione elettronica al posto di quella tradizionale meccanica ho già consumato fiumi di inchiostro (anzi di bit) e non vado oltre. Ultimamente per esempio i social sono pieni di richieste di aiuto per impostare la navigazione direttamente sul cruscotto facendo dialogare telefonino e motocicletta. Applicazioni esclusive, connessioni bluetooth, sistemi operativi da aggiornare, è più facile pilotare un caccia, e quando dopo l’intervento di Bilghèiz in persona finalmente tutto pare funzionare, il più delle volte l’unica cosa che si vede è una freccia che ti dice di girare a destra o a sinistra. Wow, mai più senza! Ma diobonino, tutti abbiamo in un cassetto il vecchio smartphone che usavamo fino all’altro ieri: basta scaricarci le mappe e una delle millemila app che funzionano offline (quindi anche senza sim), e il gioco è fatto. Troppo semplice né? Minima spesa massima resa. E se è un rugged antipioggia meglio ancora.   Suggerimento agli ingegneri E a proposito di frecce: possibile che ancora non sia di serie su tutte le moto il ritorno automatico? Ce l’avevo già, utilissimo, sulla Yamaha FZ 750, classe 1986, mentre oggi spesso mi dimentico e faccio km indicando svolte a casaccio. Insomma, va bene l’elettronica, ma la vogliamo usare anche per qualcosa di utile? (Ah per chi se lo stesse chiedendo: quelli della mia generazione sono quelli nati quando in testa alle classifiche c’era Elvis, per dire. Quelli che “Tsè… li vorrei proprio vedere Marquez e Bagnaia sulla Honda 250 6 cilindri o la MV 500 3 cilindri!”) =========== Il parere di Macs, giovanotto coi jeans abrasi sulle ginocchia L’amico Macs saluta la curva   Ogni tanto sento i veterani delle due ruote sciorinare discorsi vicini a quelli di Meleto che indicava Socrate come corruttore morale dei giovani. Parlano dei pericoli dell’elettronica nelle moto che consente agli sbarbatelli di cavalcare destrieri da milioni di cavalli, senza passare per la sudatissima gavetta che fecero loro col cinquantino due tempi. Ricordiamo che questa pratica antidiluviana prevedeva un glorioso inizio di carriera sotto forma di un motorino da 50 cc. La legge dei Savi diceva che a ogni solstizio era necessario incrementare la cilindrata di 50 cc (non importa in che modo) fino ad arrivare, praticamente senza accorgersene, al fantomatico mille: il re della strada. I giovani smidollati motociclisti di oggi (che ricordiamolo: sono solo una piccola parte dei giovani smidollati in generale, già corrotti da social e cellulari), rientreranno quindi immancabilmente nella cerchia degli “incompetenti con moto potenti”. Beh, non è che questa categoria sia apparsa solo ora. L’unica differenza col passato è che ora è tutto un po’ più sicuro. Nel ragionamento proprio della reazione infatti trascuriamo immancabilmente che l’elettronica ci ha regalato un mondo di sicurezza su due ruote. Dovremmo accoglierla a braccia aperte solo per questo motivo. Un blocco comandi piuttosto affollato   La sicurezza prima di tutto L’elettronica non è un qualcosa che castra le prestazioni, che mette la moto su un binario o che gira il manubrio al posto tuo. Concretamente, se uno fosse un manico e sapesse guidare al limite, ma senza mai andare oltre, allora l’elettronica non interverrebbe mai. Dispositivi come il controllo di trazione, l’abs, l’abs cornering, l’antiwheelie non rendono una moto potentissima alla portata tutti, la rendono solo un po’ più sicura. Infatti l’elettronica è una cosa, ma la guidabilità di una moto è un’altra. Segue un percorso parallelo ma diverso, fatto di cilcistica, sospensioni e triangolazioni varie. Prendiamo ad esempio una Streetfighter V4, l’ho provata un po’ e vi assicuro che vent’anni fa non avrei mai sognato di vedere una potenza del genere scaricata su strada. L’elettronica tiene sotto controllo la cavalleria sì, ma per domarla veramente ci vuole più coraggio che cervello. Nonostante abbia un’elettronica al vertice resta una moto per tanti, ma non per tutti.   In certi casi e su certe moto l’elettronica aiuta, eccome. (ehm… non fatelo a casa)   Può sembrare paradossale il fatto che oggi ci siano moto in strada con potenze che solo qualche anno fa erano riservate alle competizioni in pista, eppure, allo stesso tempo, risultino più sicure rispetto a moto più tranquille. E poi sapete una cosa? Molti sembrano ignorare che si possono sempre spegnere tutti quei

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Dall’Occitania in moto fino alla Provenza (parte prima)

La prima parte di un viaggio nel sud della Francia, percorrendo tratti dell’Occitania in moto, tra borghi antichi e natura. Questo viaggio si muove in una zona non semplice da definire, quella che fu parte dell’antica Occitania, territorio vasto del sud della Francia comprendente ampie propaggini di Italia e Spagna. Questa ora è una regione amministrativa francese e il nostro viaggio accarezza l’Occitania in moto per muoversi nel Parco Naturale Regionale della Camargue fino alla Provenza. Il porto canale di Aigues Mortes con la Torre di Costanza Le tracce che troverete in fondo ai reportage sono semplicemente esplicative, sarete liberi di visitare questi territori arrivando da est o da ovest. Noi vogliamo regalarvi le suggestioni e le immagini che abbiamo raccolto, perché si possa pensare a una vera e propria vacanza in queste zone, oppure dedicare qualche giorno al ritorno da altre mete. Questa parte di Francia è stata per noi, che l’avevamo attraversata innumerevoli volte solo di passaggio magari fermandoci solo a dormire, una vera rivelazione ma anche la riscoperta di una bistrattata parentela. Dei cugini francesi ultimamente si sente dire “peste e corna”: che sono antipatici, presuntuosi, spesso invidiosi, insomma, “parenti serpenti”. Invece in questo viaggio, abbiamo ritrovato quella che fu un’antica fratellanza, che pone italiani, francesi e spagnoli, talmente simili da essere quasi un’unica popolazione. Un privilegio delle regioni che affacciano sul mediterraneo, al netto di nazionalismi e guerre religiose. In questi territori la cultura spagnola si sente fortemente. La si trova nei piatti, nella musica, nelle tradizioni dei gitani, nella musica. Non a caso i Gipsy King, uno dei gruppi musicali più famosi di flamenco moderno si sono formati in questo territorio. E poi la passione per i tori, non sempre cruenta, ma fortemente presente. Una borgo immerso nella storia È il caso di Aigues Mortes, dove i tori corrono nelle strade diverse volte l’anno, in un percorso controllato, ma senza alcun intervento umano, se non dei cavallerizzi che li accompagnano. Questo è un borgo medievale di rara bellezza, interamente circondato da possenti ed intatte mura percorribili interamente sulla loro sommità. Un tragitto di circa 1600 metri con ben sei torri sulle quali si può salire allargando la visuale. Una vista dal camminamento sopra le mura   È un tragitto che scorre sotto i piedi, regalando vedute sulla cittadina sempre diverse, ma anche ampie panoramiche sulle saline e le zone circostanti. Sarà poi bello perdersi nelle stradine interne, ricche di botteghe, ristoranti e localini, ma capaci di regalare angoli di silenzio su cui si affacciano case antiche e ben tenute. Nostra Signora delle Sabbie Tra i monumenti la chiesa Notre Dame des Sablons (Nostra Signora delle Sabbie), il cui nome è un chiaro riferimento alla caratteristica del territorio circostante. Un edificio – la cui prima costruzione lignea è datata 1183 – che fu riedificato in pietra una sessantina d’anni dopo nello stile gotico che ora possiamo osservare. Questa chiesa si affaccia sulla Place Saint Louis, parte centrale della cittadina di Aigues Mortes, un contesto ricco di ristoranti e bar, botteghe e negozi, adatti a un po’ di movida o un po’ di shopping. Basterà invece girare l’angolo per ritrovarsi nella calma e nel fascino di un borgo medievale. La chiesa Notre Dame des Sablons Gli altri monumenti più importanti sono la Torre di Costanza, adiacente le mura verso il porto, che fu un’antica prigione ai tempi delle guerre religiose che afflissero la zona, e le Cappelle dei Penitenti Grigi e dei Penitenti Bianchi, due ordini religiosi ancora attivi tutt’oggi. Il nome Aigues Mortes, traducibile in acque morte, ben descrive il territorio delle circostanti saline. La Torre di Costanza La Cappella dei Penitenti Bianchi Le saline, paradiso dei fotografi Da non perdere una visita alle saline di Aigues Mortes dove si possono effettuare scatti fotografici memorabili. Il colore rosa è dovuto ad un’alga, che stanzia nella laguna e che in certe ore del giorno crea un contrasto cromatico molto forte. Pochissimi chilometri a nord si trova la Tour Carbonnière bella costruzione posta ad avamposto di guardia di Aigues Mortes.  Dalla sua cima si gode di una panoramica su quella che è chiamata la Petite Camargue, estesa e suggestiva zona umida che arriva fino al mare. Nel bel mezzo di una festa popolare Nella nostra ricerca di emozioni e colori, siamo approdati ad Arles nel bel mezzo di una festa popolare con carri rappresentativi delle realtà della Camargue, dalla musica, all’agricoltura fino alla cultura gitana. Una festa gioiosa nella città che tanto ha ispirato Van Gogh e che conserva al suo interno preziosi monumenti di epoca romana come, l’Arena, il Teatro antico e le Terme di Costantino. La sfilata ad Arles con le arti i mestieri e le tradizioni della Camargue Le strade tra Camargue e Provenza Qui siamo in Provenza, ma la linea di confine tra le due regioni è fatta di stradine e canali, che si susseguono in un paesaggio mai uguale. Un territorio dove anche le tradizioni si mescolano e nell’arco di pochi chilometri si avverte verso est l’influenza della Costa Azzurra e dell’Italia e verso ovest quella della Spagna. La linea di demarcazione tra queste due tendenze è Nimes, città che ci riporta in Occitania. Nimes città dalle antiche tradizioni Qui ci sono forti influenze che arrivano come detto da est ma anche dalla Camargue e dalla Spagna. Forse da quest’ultima alcuni aspetti sono tra i più evidenti. La più palese è la passione per la corrida, che sfocia in due eventi l’anno dove i migliori toreri affrontano nella bellissima arena romanica in uno scontro – ahinoi – all’ultimo sangue, i migliori tori da combattimento. È un’usanza che da noi non troverebbe molti consensi, ma che a Nimes ci è parsa molto sentita. Forse una reminiscenza dell’antica tauromachia romana, o forse di rimando dalla cultura spagnola (che comunque ha le stesse origini romaniche). Proprio la romanità è il trait d’union di tutto il litorale sud della Francia, eredità che a Nimes è ancora più sentita. Coccodrillo e palma, il simbolo della città da più

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Marc Marquez: e basta con ‘sta telenovela!

Premettiamo subito una cosa, anzi ribadiamo l’ovvio: il pilota Marc Marquez è uno dei più grandi fenomeni di sempre. La persona (dire Uomo pare eccessivo) decisamente meno. Marc Marquez in Ducati… anzi no, in KTM… macché, rimane dov’è… insomma, ‘sta telenovela avrebbe stancato e non poco. Ovviamente lui ha già deciso da un pezzo cosa fare e con chi, dei contratti e delle penali non gli può fregare di meno (qualche milione in più o in meno non gli cambia certo la vita), e le idee le ha chiarissime. Oggi fa le bizze, solo che quando firmò un contratto bello sostanzioso per 4 anni non sembrava così contrariato, e se poi per errori suoi ha buttato via due stagioni (continuando comunque a ricevere lo stipendio), non è che può imputare la competitività perduta solo agli ingegneri. Quindi caro Marc Marquez o stai zitto e al momento opportuno dai l’annuncio (correttezza vorrebbe insieme al tuo attuale datore di lavoro), oppure scavalchi i protocolli, ti affacci in piazza San Pietro e dichiari urbi et orbi con chi correrai il prossimo anno!   Occhio che questo è furbo Invece no, è nelle corde della persona che è, appunto, questo suo dire e non dire, questo stare costantemente sotto i riflettori tenendo in scacco mezza MotoGP e pure un pezzo di Moto2. Ora che non è così competitivo deve comunque trovare il modo di essere al centro dell’attenzione. Come i bambini piccini. Appunto di nuovo. Così facendo tra l’altro, non solo sta cercando di farsi lasciare da Honda, ma sta anche destabilizzando Ducati, e non a caso Ciabatti, Dall’Igna, Tardozzi & C., già alle prese con un Bagnaia troppo incline all’errore, di tutto avrebbero voglia fuorché di trovarsi tra i piedi un tipo così ingombrante. Averlo come nemico ok, anzi batterlo dà prestigio, ma averlo come fuoco amico in casa anche no. Sì perché voci di corridoio dicono che lui ha già un accordo con KTM per il 2025, e che rimarrebbe da Gresini un solo anno per poi passare armi e bagagli in arancione, portandosi dietro tutto il suo clan se non addirittura tutto il team (segreti desmodromici compresi). E ammesso e non concesso che ce ne siano, di nuovo non sarebbero un problema le eventuali penali da corrispondere a Ducati, visto che KTM già quest’anno si sarebbe sobbarcata senza battere ciglio quelle da pagare a Honda. Fantamotogp? Forse, ma attenzione: prima del 2015 l’avreste mai detto che un pilota sarebbe stato capace di fare le porcate cose che fece Marc Marquez al solo scopo di FAR PERDERE un mondiale a un avversario? L’articolo Marc Marquez: e basta con ‘sta telenovela! sembra essere il primo su Moto On The Road | viaggi in moto, avventure in moto, turismo in moto.

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Penne, Città del Mattone, ai piedi del Gran Sasso

Penne si trova tra il mare, il Gran Sasso e la Maiella. Potrebbe essere capitale abruzzese del turismo attivo, se solo lo volesse… Capita, nel nostro vagare in motocicletta, tra vacanza, lavoro e visite a persone care, di imbattersi in borghi preziosi, ma spesso inconsapevoli del proprio potenziale turistico. È il caso di Penne, antichissima città abruzzese della provincia di Pescara. Situata a una trentina di chilometri da mare e altrettanti dal massiccio del Gran Sasso (assai meno in entrambi i casi in linea d’aria), si trova solo una quarantina di chilometri in linea d’aria dalla Maiella (una sessantina per strada). Il Gran Sasso sbuca da uno dei vicoli di Penne Penne è attorniata da splendide colline, costellate da vigneti e oliveti, ed è situata a poco più di 400 m/slm. Città di origini antichissime fu capitale dei Vestini, fiero popolo capace di dare del filo da torcere all’espansionismo dell’antica Roma. Molte le vicende storiche che la videro protagonista e che hanno lasciato nella parte antica numerosi monumenti e chiese. Sono ben 17 edifici religiosi e 20 palazzi storici, che assieme ai 5 musei, fanno di Penne una cittadina di forte richiamo culturale. Palazzi e monumenti costruiti prevalentemente in “cotto”, cosa che le ha conferito l’appellativo di Citta del Mattone. Ma la collocazione strategica ai piedi dei massicci montani, le dolci colline e la vicinanza con il mare, potrebbero far diventare Penne luogo ideale di partenza per trekking, bici e arrampicate. La presenza di un bel lago completa il quadro, fornendo la possibilità di tutte le attività acquatiche. Insomma, Penne potrebbe essere la capitale abruzzese delle attività outdoor, se solo si impegnasse un po’ di più. Pensare al turismo come ulteriore opportunità per la città di Penne Invece le attività lavorative dei pennesi sono concentrate nell’importante polo ospedaliero e nelle confezioni di abbigliamento, altra eccellenza della zona. Il turismo invece langue e a parte una decina di B&B e una dozzina di agriturismi, nella zona non c’è ombra di un albergo. Ne consegue che Penne, uno dei Borghi più Belli d’Italia, spreca questa sua attitudine, che potrebbe invece creare posti di lavoro e una migliore valorizzazione delle bellezze della città. Girando per i vicoli si avverte una cura a macchia di leopardo, spesso per volontà dei singoli abitanti. Le diverse abitazioni abbandonate (alcune anche a causa di eventi sismici) i negozi dismessi, potrebbero rinascere a nuova vita godendo della linfa vitale del turismo. La nostra è una critica fatta con amore, perché Penne meriterebbe di essere valorizzata quanto merita. La piazza centrale, su cui si affaccia un bar in stile liberty, vede una fontana che non ne valorizza la bellezza. Non che sia brutta, tutt’altro, ma è collocata sotto il piano stradale e non è armonica con l’ambiente. Ma tant’è, c’è e non avrebbe senso toglierla. Invece si potrebbero togliere le automobili dal centro storico, lasciando solo la possibilità di accesso per attività a tempo determinato degli abitanti, visto che c’è un comodo e ampio parcheggio, che si trova sul costone sotto la piazza principale ed è servito da un comodo ascensore. Parcheggio i cui lavori di riassetto dovrebbero prima o poi terminare. Riusciamo ad immaginare quindi cosa potrebbe essere Penne con un po’ più di cura, infiorata e ricca di botteghe e senza auto parcheggiate ovunque. Una bomboniera, un presepe, un borgo incantato, trovate voi le metafore. Il Duomo di Penne, si trova nella parte alta del borgo, peccato sia attorniato da autovetture.   Il lago di Penne: un’ulteriore risorsa Abbiamo parlato del lago, qui c’è la Riserva Naturale Regionale Lago di Penne. Questa si estende per 150 ettari, con una fascia di protezione esterna che supera i 1000 ettari. Gestita collettivamente dal Comune di Penne, il Consorzio di Bonifica Centro ed il WWF Italia, sviluppa diversi progetti di conservazione della fauna stanziale e migratoria. Interessante quella che riguarda il lupo, con un’estesa area in cui molti esemplari di razza ibrida (l’incrocio con i cani spesso è frequente) vivono quasi liberamente. Il lago di Penne Il Lago di Penne è un invaso artificiale, creato con una diga alla confluenza del fiume Tavo e dal torrente Gallero, con scopo di irrigazione. Ha un’estensione di circa 70 ettari e ha creato angoli suggestivi, raggiungibili fino a un certo punto con una strada sterrata e quindi a piedi. In lontananza, ma non troppo, il massiccio del Gran Sasso si specchia nelle acque limpide di questo lago, oppure si staglia in diversi punti della città di Penne. Così, tra un arrosticino, uno spaghetto alla chitarra, un dolcetto e un ottimo caffè, quest’ultimo al costo di 50 centesimi, ci chiediamo perché questo luogo incantevole sia vissuto senza consapevolezza delle proprie potenzialità. Il nostro è un invito alle istituzioni locali, ma soprattutto ai cittadini pennesi: fate di Penne la Capitale Abruzzese del Turismo Attivo. Un passaggio sulla diga del lago di Penne Siamo alle porte del Massiccio del Gran Sasso Suzuki VStrom 800 DE, com’è veramente nel turismo Ho avuto modo di testare per bene questa bella motocicletta che mi ha da subito entusiasmato e ha entusiasmato i miei collaboratori. Qui potete leggere la prova di Andrea D’Addario e qui la prova all’interno di un altro servizio di turismo da parte di Marco Canella. La VStrom 800 DE appare compatta e stilisticamente interessante con la dotazione da turismo, soprattutto nella livrea gialla La VStrom 800 DE è una enduro stradale con cui è facile entrare in sintonia, come ho avuto modo di scoprire io e come hanno rilevato i miei collaboratori. Ma com’è questa moto affrontando il turismo in due con armi pesanti(quelle da giornalista: computer e macchine fotografiche) e bagagli? Eccomi quindi a fare una settimanetta in giro e un paio di migliaia di chilometri. Dunque, nella guida da solo nessun problema e questo l’avevo riscontrato già prima, ma in due con bagagli le cose non sono state perfette. Ecco cosa dovrebbe essere messo a punto sulla versione con allestimento completo da noi provata. Ammortizzatore posteriore Se nell’uso con solo pilota le sospensioni

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Gomme moto, quale scegliere? Semplice: tonde e nere!

Tra le millemila richieste di consigli che si trovano sui social motociclistici, una delle più comuni riguarda la scelta delle gomme. Vuoi vedere che la risposta (semiseria) potrebbe essere semplice? Su tanti gruppi social di motociclisti una delle domande più frequenti riguarda le gomme: “Che mi dite di Queste? Come vanno Quest’altre? Cosa mi consigliate?” Il più delle volte specificando a malapena il modello di moto e sorvolando completamente sulle abitudini di guida, sulle modalità di utilizzo o sulle aspettative di chilometraggio. E tutti rispondono indicando la propria marca preferita, ma spesso senza spiegare il perché e il percome della scelta. Inevitabile poi lo spiritoso di turno che a un certo punto della discussione spara: “Quelle più tonde e più nere!” Ma sapete che invece tutto sommato potrebbe essere una risposta sensata? Voglio dire: se sei non dico un tester professionista, ma uno che sulla stessa moto le gomme le cambia come le mutande, sicuramente puoi farti un’idea attendibile delle caratteristiche di un prodotto invece di un altro. Ma noi comuni mortali col conto corrente perennemente in riserva? Andiamo dal gommista e scendiamo da una moto che ha viaggiato sulle tele o quasi. Ci risaliamo che sulle gomme ci sono tutti i pirulini: i primi chilometri sono di panico, la sensazione è che non ci abbiano serrato il perno della ruota davanti, ma una volta “pulite” e presa fiducia …wow! ci pare di essere su un binario. Potrebbero averci montato anche due rotelle di liquirizia, rispetto all’anguilla che guidavamo prima ci sembrano eccezionali anche quelle, sulle rotonde dietro casa ci sentiamo pronti per la MotoGP, già pensiamo che la prossima spesa sarà per le saponette da mettere sui jeans. Una gomma vale l’altra? Suvvìa si fa per chiacchierare, però non sempre è facile dare il consiglio giusto.   Poi, via via che i chilometri passano e le gomme si consumano, ci adattiamo e non ci accorgiamo dei difetti di tenuta che piano piano affiorano. Certo, capiamo che è il caso di tenere un’andatura un po’ più panoramica, ma finché c’è battistrada c’è speranza, basta rallentare un po’ il ritmo e siamo a posto, anzi è anche un’ottima scusa per le uscite con gli amici quando arriviamo in cima al passo che loro hanno già preso il caffè. Poi quando si cominciano a intravedere le tele torniamo dal gommista e via daccapo. “Come ti trovi con queste gomme, me le consigli?” “Tonde e nere, per me sono perfette!” L’articolo Gomme moto, quale scegliere? Semplice: tonde e nere! sembra essere il primo su Moto On The Road | viaggi in moto, avventure in moto, turismo in moto.

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Unsual Silk Road – Su e giù per l’Asia in moto

Un viaggio in solitaria, andata e ritorno con un tragitto inusuale, per scoprire l’Asia in moto, tornando ricco di tante esperienze Tutti immaginano la Via della Seta come un percorso carovaniero che si sviluppa in Asia Centrale fino alla Cina, ma in realtà la Silk Road parte dalle coste turche dell’Egeo e attraversa il Caucaso per poi proseguire fino al Paese del Dragone. Solitamente chi affronta un viaggio sulle orme di Marco Polo si concentra sull’Asia centrale anche se esistono diversi caravanserragli più vicini a noi come, ad esempio, quello armeno del Selim Pass che risale al 1332. Ed ecco la mia idea di una Via della Seta alternativa, unusual, da raggiungere passando dalla Russia per poi tornare a casa attraverso il Caucaso e Turchia. Su e giù per l’Asia in moto per l’appunto. In Georgia sul confine russo Il protagonista del viaggio Mi chiamo Biagio, ho 51 anni e sono partito in solitaria da casa a Genova ad inizio agosto 2023 con una moto BMW F650GS monocilindrica, un mezzo con oltre 120’000 chilometri, semplice, affidabile e privo dell’elettronica che tanto piace all’utente medio ma che un po’ intimorisce chi come me viaggia in luoghi estremi, ed ho attraversato nell’ordine Austria, Germania, di nuovo Austria, Cechia, Polonia, Lituania e Lettonia per entrare in Russia dal confine di Tereshova. La compagnia di viaggio, una BMW 650 GS, su una polverosa strada nel Tartastan (Russia) Ho viaggiato nella taiga russa con le sue stupefacenti notti stellate in bivacco avventura fino a Mosca, poi ho raggiunto prima Nizvy Novorgod con le mistiche chiese ortodosse, poi la Repubblica del Tartarstan e il magnifico Cremlino di Kazan con la sua torre pendente di Sjujumbike e poi gli Urali con la Russia Asiatica e la città settecentesca di Orenburg sorta tra i fiumi Ural e Or’ ovvero tra Europa ed Asia, ho continuato verso la sterminata Regione del Volga con Saratov, Samara e Tol”Yatti ma soprattutto con la carica storica ed emotiva di Volgograd conosciuta un tempo come Stalingrado. Il lago Sevan in Armenia Il viaggio ha proseguito attraverso la Repubblica caucasica di Circassia, la steppa infinita del Daghestan e le foreste della Cecenia con la sua capitale Grozny rinata dalle ceneri della guerra del 2002 per finire con le Repubbliche di Inguscezia ed Ossezia del Sud-Alania. Bivacco avventura nella tundra russa Passando dalla città di Gaziantep, distrutta dal terremoto Border di Stepantsminda, Georgia, Armenia e ancora Georgia con le loro chiese e le loro montagne e i caravanserragli sulla Via della Seta, il Mar Nero, il Monte Ararat e il Kurdistan turco lungo i confini militarizzati coi suoi panorami mozzafiato di Iran, Irak e Siria fino alla città di Gaziantep ferita dal sisma del febbraio di quest’anno. Anatolia centrale e Cappadocia, Bosforo e Tessaglia in Grecia, con ritorno via mare nel Bel Paese. Fiume Tigri in Turchia Unsual Silk Road – Su e giù per l’Asia in moto, circa 14’000 chilometri in 24 giorni L’episodio che ricordo con più piacere del mio viaggio è quello capitatomi sul confine tra Turchia e Siria, nei pressi di Katran nella Provincia di Şırnak quando ho avuto un problema elettrico alla moto. Solo nel deserto a 3’700 km da casa con la moto senza vita al bordo di una strada ho iniziato a sentire tutti i miei amici che mi dicevano “ma se ti succede qualcosa a te o alla moto? sei da solo, che fai?”. Ero quasi pronto a dargli ragione quando con mia grande sorpresa mi sono venuti in soccorso i soldati turchi di stanza ad un vicino checkpoint che mi hanno adottato ed aiutato in ogni modo per farmi ripartire. In piena notte hanno contattato un conoscente meccanico nella città frontaliera di Cizre tra Irak e Siria e mi hanno accompagnato con un mezzo blindato ad acquistare la batteria di ricambio, il tutto ovviamente ascoltando a tutto volume L’Italiano di Toto Cutugno alla radio. Una coincidenza singolare: era il giorno della scomparsa del cantante tanto amato fuori dai confini nostrani. Stalingrado La ricchezza di questo viaggio Di questa bellissima avventura mi resteranno certamente e per sempre la bellezza dei paesaggi sconfinati e l’orgoglio di aver compiuto una piccola ma per me grande impresa. Ma quello che forse ricorderò però con piacere nei tempi avvenire saranno le persone incontrate, i loro sinceri sorrisi anche se provengo da un Paese non proprio amico, la loro autentica curiosità per un motociclista che veniva da un posto lontano, la sorprendente gentilezza e il loro essere incredibilmente umani che tanto sembra strano ad un occidentale che vive in una società che ormai purtroppo ha perso tutto questo valore aggiunto. Ricorderò il giovane calmucco che mi ha fatto conoscere il caffè armeno, i due ragazzi del Daghestan che mi hanno regalato nonostante le mie proteste una bottiglia d’acqua fresca, due pere e 200 rubli per qualche litro di benzina (inshallah), il ragazzo ceceno che mi ha aiutato a trovare una sistemazione per la notte a Grozny, i sorridenti doganieri georgiani, i simpaticoni armeni che mi hanno voluto offrire a tutti i costi il loro schnapps di albicocche iperalcoolico fatto in casa e cordialissimi soldati turchi di Katran che mi hanno soccorso al confine con la Siria. Ecco i numeri di questa mia grande Avventura in Asia in moto: Nazioni attraversate 11 Repubbliche russe visitate 7 Borders extra UE 6 Chilometri percorsi 14.000 Giorni di viaggio 24 Motocicletta del 2007 1 Motociclista solitario 1 Autentica passione 1           L’articolo Unsual Silk Road – Su e giù per l’Asia in moto sembra essere il primo su Moto On The Road | viaggi in moto, avventure in moto, turismo in moto.

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Givi Trekker Outback Evo, 132 litri di bagaglio

La linea Givi Trekker Outback Evo si presenta con un tris, disponibile in due finiture, con topcase da 58 litri e coppia di laterali da 37 litri Le Givi Trekker Outback Evo rappresentano la nuova generazione di valigie in alluminio prodotte in Italia dall’azienda lombarda. Dietro il progetto c’è un investimento importante. Giusto per citare qualche dato, la loro realizzazione si avvale di ben 16 stampi dedicati, e porta con sé 6 brevetti e una componentistica super selezionata. La sintesi di questi sforzi si traduce in una maggiore versatilità di utilizzo, un design più accattivante e una robustezza e una resistenza alle sollecitazioni mai raggiunte prima, per dare il massimo delle prestazioni su moto Adventure e maxi-enduro.  Più in generale le Outback Evo rispondono alle esigenze di chi pianifica grandi avventure motociclistiche; GIVI avvalora questa affermazione con test realizzati su ogni tipologia di terreno e di percorso (guardatevi i video sul canale YouTube del marchio): un “biglietto da visita” che stimola l’approfondimento. Outback Evo Questa linea, assolutamente “premium”, contribuisce a rendere speciale il 2023, anno che segna il 45simo anniversario di GIVI.  Al momento essa si presenta agli appassionati con un tris composto di un top case da 58 litri e di una coppia di valigie laterali da 37 litri, tutti disponibili con finitura in alluminio naturale o verniciato nero. La chiusura Security Lock è di serie. Acquistando una coppia di valigie Outback EVO (Pack 2), è disponibile un terzo cilindretto da montare sull’eventuale top case: un’unica chiave per l’intero allestimento. Valigia posteriore e laterali condividono alcune delle innovazioni introdotte: –   L’aggiornamento dell’estetica, senza dubbio incisiva. I nuovi angolari superiori e inferiori, con passacinghia integrati, che rendono maggiormente resistente l’attacco alle maniglie tubolari e che facilitano il trasporto anche con i guanti indossati. Gli angolari inferiori migliorano la tenuta meccanica nel tempo e sono dotati di asole. –   Il sistema di rotazione del coperchio, per rimuoverlo completamente. La tenuta all’acqua è un aspetto importante. GIVI garantisce per le proprie valigie un grado di “water resistant” corrispondente a una pioggia forte, in particolare i test vengono effettuati con un apposito macchinario che simula una precipitazione con una portata maggiore di 20 litri/ minuto.   TopCase – Givi Trekker Outback Evo 58A e 58B Black Line Si fissa alla moto tramite il diffusissimo sistema di aggancio Monokey. Resiste agli urti e alle sollecitazioni tipici dei viaggi off-road, offre uno spazio interno (58 litri) sufficiente a contenere comodamente due caschi modulari. Il suo corpo in alluminio viene proposto con finitura “natural” (58A) o verniciata in nero (58B); concorrono all’estetica nuovi e funzionali angolari, superiori e inferiori. Il coperchio di questo topcase dispone di un sistema di rotazione frizionabile (Adjustable Resistance Hing System) che consente di regolare a piacimento la velocità di chiusura evitando inconvenienti durante le soste in pendenza. Per l’Outback Evo 58 c’è una ricca dotazione di accessori optional che permettono una personalizzazione mirata. La scheda tecnica che segue ne fornisce l’elenco. Laterali – Givi Trekker Outback Evo 37 e 37 Black Line Valigia laterale da 37 litri, proposta con finitura “natural” o verniciata in nero, disponibile in versione destra e sinistra e acquistabile sia singolarmente che in coppia. Il sistema di aggancio alla moto di cui è dotata è l’affidabile Monokey Cam-Side, che  su questa “37” è assistito da sedi antivibrazione in alluminio pressofuso e da nuovi agganci inferiori, che oltre ad assicurare ottima tenuta anche su strade sterrate sono riparabili in caso di urti gravi. Rispetto alle Outback, le innovazioni previste per le laterali EVO comprendono il sistema di rotazione del coperchio (Detachable Lid System), rinforzato in acciaio inossidabile, che permette di definirne il fermo e la completa rimozione dello stesso. La comodità di gestione della valigia è incrementata da un sistema a uncino (Hold it Active System) che permette di inclinarla senza doverla sganciare completamente dal supporto laterale, agevolando l’apertura del coperchio in presenza di un topcase. L’elenco degli accessori optional disponibili è davvero invidiabile. Il tris con la borsa laterale destra scantonata La laterale scantonata Come già annunciato dal marchio, a brevissimo debutterà sul mercato una nuova versione della valigia laterale Outback EVO, sempre in duplice finitura… e dotata di fondo a doppio piano. La cosiddetta “scantonatura”, soluzione indicata per moto Adventure e maxi enduro equipaggiate con terminale di scarico alto, posizionato sul lato destro. Si tratta della prima valigia del genere sviluppata da GIVI e arricchisce la dotazione tecnica della linea top di gamma qui presentata. Per ricavare lo spazio per lo smusso la valigia riduce lo spazio interno di 4 litri (da 37 a 33) ma avvantaggia il posizionamento del carico, che sposta più vicino all’asse centrale, e rispetta le normative vigenti in materia di larghezza massima del motociclo. Utilizzabile esclusivamente sul lato destro del veicolo, si monta su telaietti dedicati con sigla PLOS CAM. Le moto a poterla utilizzare sono al momento Suzuki V-Strom 800, BMW Le borse con lo spazio interno ridotto di 4 litri (da 37 a 33) L’articolo Givi Trekker Outback Evo, 132 litri di bagaglio sembra essere il primo su Moto On The Road | viaggi in moto, avventure in moto, turismo in moto.

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